Una settimana fa, precisamente l’8 maggio 2026, Riot Games ha immesso sul mercato occidentale Unleashed, la terza espansione del Trading Card Game (TCG) Riftbound. In Italia, l’uscita è stata preceduta il 3 maggio dall’ormai classico prerelease in modalità Pre-Rift, cioè piccoli tornei Sealed – si gioca dopo aver spacchettato le buste ricevute in maniera casuale – organizzati nei tanti negozi locali che vendono il prodotto.
Unleashed segue Origins, il primo set di carte rilasciato nell’ottobre dello scorso anno, e Spiritforge, secondo set pubblicato a febbraio 2026. Tre pubblicazioni in meno di nove mesi rappresentano un ritmo serrato e, dal punto di vista del mercato, potenzialmente rischioso. Eppure Unleashed è stato accolto molto positivamente dai giocatori di Riftbound.
Innanzitutto non si è verificata la mancanza di prodotto che aveva invece caratterizzato l’uscita di Origins, causando un forte rialzo dei prezzi da parte dei negozi. Il secondo elemento a favore di questa nuova uscita riguarda le carte, sia in termini di quantità che di integrazione con le precedenti release.
Unleashed ha un numero inferiore di carte singole ufficiali (non overnumbered): 219 contro le 298 di Origins (+24 di Proving Grounds) e le 221 di Spiritforge. Un numero quindi che non altera in maniera eccessiva la quantità globale a disposizione e soprattutto non cancella la giocabilità delle precedenti espansioni. Al contrario. Secondo molti giocatori competitivi, le nuove carte permettono di realizzare “combo” molto forti utilizzando alcune di Origins e Spiritforge che sembravano destinate al dimenticatoio.
Si può quindi dire che il nuovo set rappresenti probabilmente il primo vero spartiacque per il gioco: più meccaniche avanzate, power level più elevato e un’identità competitiva ormai chiarissima.

COSA INTRODUCE UNLEASHED
La sensazione generale è che Riot Games abbia scelto di spingere Riftbound verso un’identità molto dinamica, dove il deckbuilding e le sinergie interne contano più della semplice curva aggressiva.
Gli elementi più innovativi sono rappresentati dalle keyword XP, Hunt e Ambush. La prima è un valore di “esperienza“, accumulata durante il gioco compiendo determinate azioni, che può essere spesa per attivare effetti. Hunt, cioè la caccia — principalmente ai battlefields da conquistare o controllare —, è l’abilità principale per accumulare XP: le carte con questa keyword guadagnano XP. Ambush, l’imboscata, consente invece di usare un’unità fuori turno come fosse una reaction, a condizione che nel battlefield conteso sia già presente almeno un’altra unità attiva.
Ambush è finora la nuova keyword più apprezzata dai giocatori, perché consente di fare molta azione nelle fasi cruciali della partita, cioè la contesa e il controllo dei battlefields. Più in generale, con Unleashed il gioco è diventato più veloce, più esplosivo e molto più orientato alle sinergie verticali. Le nuove meccaniche — in particolare Ambush, Level e gli archetipi legati alla giungla — hanno aumentato enormemente il potenziale di swing turn e la capacità di ribaltare il board in pochi turni.
Molto positivo anche il feedback generale dei giocatori sull’identità tematica del set, fortemente legata alla giungla di Runeterra e a campioni come Kha’Zix, Diana, Lillia e Ivern.
Il metagame si sta quindi allontanando – almeno per ora – dal dominio degli archetipi Chaos/Fury. Un dominio emerso chiaramente al Qualifier di Bologna, vinto dal polacco Mateusz “Alanzq1” Jasiński, che aveva dato il via al cosiddetto “Ezreal Miracle“, e successivamente confermato a Las Vegas, dove Draven era stato il personaggio più performante.
Annie e Draven restano molto forti anche dopo l’uscita di Unleashed, ma iniziano a emergere nuovi archetipi quali LeBlanc, Vex, Lillia, Aurora combo, nuove build di Master Yi e varianti ibride midrange-control.
Il primo banco di prova realmente significativo sarà il Qualifier di Sidney, in programma dal 15 al 17 maggio 2026.

IL CIRCUITO COMPETITIVO
La crescita di Riftbound è evidente anche nei numeri dei grandi Qualifier internazionali. Facciamo un breve riepilogo delle cinque tappe già archiviate.
Houston è stato il primo segnale delle potenzialità del gioco anche in ambito competitivo con l’utilizzo della formula Constructed, cioè mazzi preparati dai giocatori utilizzando un massimo di tre ripetizioni a carta. Il torneo ha registrato 1.129 partecipanti e si è concluso con la vittoria di Dhawally che ha usato Annie Chaos/Fury.
Il Qualifier italiano è stato probabilmente il torneo più importante dell’intera stagione iniziale. Con oltre 1.700 giocatori (1.503 al Main Event), Bologna ha consacrato definitivamente la rapidità di cambiamento del gioco a livello di meta. Ha vinto il già citato Alanzq1 con Ezreal, dimostrando che la gestione delle risorse e delle combo era importante quanto la pressione sul board.
Se Bologna è stato il torneo della creatività nelle combo, Las Vegas è stato il torneo del dominio assoluto di Draven. Si è imposto Samdsherman su un field superiore alle 1.650 entry, confermando come il pacchetto Chaos/Fury fosse ancora il riferimento assoluto del formato.
Lille ha rappresentato invece il primo vero segnale di apertura. Nella Top 8 sono apparse cinque legend differenti. La vittoria finale è andata ad Azir, utilizzato dallo spagnolo Pedro “Squirtle” Bañeres, davanti a Master Yi. Un risultato importante, perché ha dimostrato che il meta stava finalmente iniziando a reagire alla centralizzazione dei mesi precedenti. E importante anche per i numeri: quasi 1.800 giocatori nel ME.
Atlanta, con oltre 1.800 partecipanti, è stato il più grande qualifier disputato finora. Paradossalmente ha rappresentato anche una sorta di chiusura simbolica del meta pre-Unleashed. A vincere è stato infatti ancora l’utilizzo di Annie Chaos/Fury, pilotato da Prismaticismism, mentre Draven è rimasto uno dei deck più giocati dell’intero evento. Un finale quasi perfetto per la “prima era” competitiva di Riftbound.
IL PRESENTE E LE POTENZIALITA’ PER IL FUTURO
L’uscita della terza edizione sembra condurre Riftbound in una fase molto delicata ma anche estremamente interessante.
Da un lato c’è un meta che si espande utilizzando anche molte carte del passato, cosa che spesso viene trascurata in altri TCG. Il deckbuilding rimane quindi molto creativo, con l’aggiunta che le nuove legend sembrano realmente competitive.
Dall’altro iniziano però ad emergere alcune perplessità. La principale riguarda il rischio di un’accelerazione eccessiva del formato.
Tutto vero, soprattutto in ambito competitivo. Ma Riftbound è dotato di un altro motore, sicuramente più silenzioso dei tornei eppure altrettanto importante: il gioco “for fun”.
E’ il mantra di Dave Guskin, Riftbound Game Director di Riot Games: Riftbound è un TCG da giocare con gli amici, il competitivo viene dopo.
Questo motore ha un serbatoio con buone potenzialità, fatto di persone che vengono da altri TCG o che hanno background ludici differenti e che vogliono provare un gioco nuovo.
Ad attrarli possono essere fattori diversi, tra i quali il background di League of Legends è forse il principale. Un universo che mescola fantasy, fantascienza, elementi storici e steampunk, ma che soprattutto parla il linguaggio di chi oggi ha un’età compresa tra i 16 e i 30 anni.
Il modo migliore per conoscerlo è probabilmente vedere le due stagioni della serie tv Arcane, davvero molto ben realizzata e disponibile su Netflix.
Immagine di testa credits Riot Games