Venerdì 24 aprile inizia l’Aussie Millions, ma sarebbe più corretto dire che “ritorna”, considerando lo stop durato sei anni.
Nato nel 1998 con appena 74 partecipanti, questo festival di poker ormai iconico ha conosciuto una crescita costante, fino a trasformarsi in un appuntamento fisso sia per professionisti che amateur, soprattutto del continente americano e locali. Il Main Event ha incoronato tanti campioni famosi. Ad esempio la vittoria di Gus Hansen nel 2007 che è rimasta nella storia del gioco, raccontata mano per mano dallo stesso pro danese nel celebre libro Every Hand Revealed.
Altri big che si possono fregiare di un titolo Aussie Millions Main Event sono Ami Barer (2014), Ari Engel (2017), Toby Lewis (2018) e il. n.1 della All Time Money List mondiale, Bryn Kenney (2019).

Nel tempo, l’Aussie Millions ha rafforzato ulteriormente il proprio status a livello internazionale con l’introduzione nel 2011 dell’High Roller da 250.000 dollari australiani (circa $180.000 al cambio attuale). Questo torneo ha contribuito a consolidarne la fama con successi firmati, tra gli altri, da Erik Seidel e Phil Ivey.
L’ultima edizione completa risale al 2020, quando Vincent Wan ha conquistato il Main Event per 1.318.000 dollari australiani. Poche settimane dopo è arrivato lo stop globale al poker live per la pandemia.
Adesso l’Aussie Millions riapre i battenti al Crown Melbourne Casino, con un festival che si sviluppa dal 24 aprile al 10 maggio. Il programma conta 18 eventi principali, per un montepremi complessivo di 14 milioni di dollari australiani (circa 9,1 milioni di dollari USA). I buy-in variano da AU$1.500 a AU$25.000. Partecipare al Main Event costa AU$10.600 e ci vogliono cinque giornate prima di poter sollevare il trofeo (Day 1 in tre flight, Day 2, 3, 4 e Final Day a chiusura del festival).

Per il rilancio del festival, il Crown Melbourne ha scelto di affidarsi a una figura chiave della sua storia: Danny McDonagh, che tornerà nel ruolo di tournament director.
Considerato uno dei TD più esperti della regione Asia-Pacifico, responsabile del gioco anche durante il PS Players Championship 2019 alle Bahamas, McDonagh è stato tra i protagonisti della crescita iniziale dell’Aussie Millions. “È emozionante tornare a Melbourne, la mia città, come Head TD di questo evento“, ha dichiarato. McDonagh ha poi sottolineando uno degli elementi chiave del successo nelle prime edizioni: il boom di partecipazione al Main Event tra il 2004 e il 2007.
“Si passò da 133 a 263, poi 418 e infine 747 iscritti. Il merito fu soprattutto del programma di satelliti in tre fasi, che permetteva ai giocatori locali di sfidare i migliori professionisti al mondo”, ha spiegato McDonagh. Un modello che, ha aggiunto, resta ancora oggi centrale nell’offerta del Crown.
Ma l’Aussie Millions non è solo numeri, è anche atmosfera: “C’era un’energia incredibile. Alcuni venivano a tifare amici o familiari, altri per vedere da vicino i grandi nomi del poker. I giocatori locali erano molto accoglienti con quelli internazionali. Tutto questo, insieme alla città di Melbourne e al Crown, ha reso l’Aussie Millions una tappa imperdibile“.

Anche dal management del casinò arriva un forte segnale di continuità. “Danny ha avuto un ruolo fondamentale nei primi anni del torneo, contribuendo a renderlo quello che è diventato. Siamo entusiasti di averlo di nuovo con noi per guidare questa nuova fase“, ha dichiarato Harold Charalampos Tsakmaklis, EGM Gaming di Crown Melbourne.
Adesso non resta che aspettare lo start. E seguire le news dell’Aussie Millions su PokerStarsnews.it!
Immagine di testa: Bryn Kenney (credits Aussie Millions via PokerNews)