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Onestamente? Non vediamo l’ora. Perché dentro c’è ancora la bellezza di un turno di Champions davvero unico, ricco d’emozioni. E pure di sorprese. Alzi la mano chi si aspettava il Barcellona al prossimo turno: tutti. E invece il Cholismo ha ancora un suo perché, rimpinzato di giocatori di qualità e di arte combattiva, che è il sale di Simeone, ma mica il suo gioco. Applausi pure al Bayern Monaco, che ha battuto il Real Madrid pur spaventandosi. Pardon: l’ha fatto due volte e ha il giocatore che può contendere a Yamal il trono di migliore: Olise, signori, è fenomenale.

Ci aspettavamo di più dall’Arsenal, che vive questa primavera con la pressione di essersi meritata qualsiasi vittoria: non è andata oltre lo 0-0 con lo Sporting, pur rischiando. E alla fine? Alla fine ci sono sempre i campioni da battere, che ad Anfield hanno fatto sfogare il Liverpool e si sono presi un’altra semifinale di Champions League. Così, giusto per capirci, e per farci pure un po’ del male, nelle semifinali della migliore competizione europea ci sono un’inglese, una tedesca, una francese e una spagnola. Non vi è traccia di Serie A. Guardando le partite, si capisce anche il perché.

Cosa ci raccontano questi quarti di finale

Il giorno in cui Kylian Mbappé vincerà la Champions League, probabilmente, spezzerà una delle maledizioni più incredibili della storia. Certo, ci sono fior fiori di calciatori ad aver mancato l’appuntamento più importante. Ibra l’ha rincorso a lungo, ad esempio. Ma non si è mai costantemente messo nelle condizioni di inseguirla, almeno nelle scelte di carriera. Mbappé è andato al Real Madrid per quello e si ritrova adesso a mangiare un’altra foglia, andando di nuovo a un passo a una semifinale che avrebbe avuto un significato enorme per il Madrid. E per il dubbioso – lui, e la società – Arbeloa.

Tant’è, di grandi esclusi ce ne sono davvero tanti. L’altro è Lamine Yamal, che non è riuscito ad andare oltre la grande delusione dell’andata del Barcellona, che ha pagato pure l’espulsione di Garcia nel finale (come il Real, quella di Camavinga) e non ha saputo trascinare i blaugrana fuori dal baratro causato da un’andata per nulla positiva. Se dal Liverpool ci aspettavamo meno rispetto al blasone, tanta roba invece lo Sporting: avevano impressionato per ritmo e qualità, hanno spaventato i Gunners. Che non è roba da poco.

I grandi favoriti di questa Champions

Adesso se la godono in quattro: il Psg affronterà il Bayern Monaco e sembra oggettivamente una finale anticipata, l’Atletico Madrid sogna una nuova notte perfetta e partirà al Metropolitano contro l’Arsenal. Un paio di certezze per entrare nel clima – del resto, mancano giusto due settimane -: nessuna partirà battuta, neanche per scherzo. La bellezza della Champions League sta tutta qui, si presta cioè a qualsiasi risultato. A ogni modo, la seconda certezza è che la favorita uscirà da Monaco di Baviera a inizio maggio, quando Bayern e Paris si scontreranno al ritorno.

Battere i campioni può dare un vantaggio enorme alla squadra di Kompany – visto che la pazienza aiuta, soprattutto se gli allenatori hanno un’idea? -, ma il Psg venderà carissima la pelle. Dall’Arsenal invece ora si aspetta il salto di qualità definitivo: è lì e ha voglia di vincere la Premier League, è lì e sogna pure la Champions League. Ma sarà pronta per un salto del genere? Solitamente, tra i dubbi s’insinua l’Atletico Madrid di Simeone. Fiuta la paura davvero come nessuno.