Bisognerà pur reagire. Cioè: prendere la partita per le corna, uscirne soddisfatti, non aver paura di quel che arriva ma aumentare il passo, provare a non mancare in nulla. Aston Villa e Bologna è il prossimo passo, chissà se l’ultimo per i rossoblù. E’ il ritorno dei quarti di finale di Europa League. E c’è ancora tanto da fare, ci sono comunque novanta minuti per riuscire a strappare un accordo, anche con se stessi. E provare a cambiare una storia che è già nata storta.
Da cosa si riparte? Eh, dal 3-1 del Villa, a Bologna. E non è poco, ma nemmeno troppo per provare a pensare a come fare, tanto la rimonta quanto l’aggressione allo stesso risultato. L’Aston Villa ha voglia di chiudere il discorso, a prescindere. E di festeggiare al proprio Park.
Chi gioca e chi no
Guai a pensare che il Villa però se ne infischi. Più semplicemente, il 4-4-2 con cui ha sbancato il Dall’Ara sarà naturalmente riproposto. Con Martinez tra i pali, Cash e Digne sugli esterni, Konsa e Pau Torres in mezzo alla difesa. McGinn e Buendia sugli esterni di centrocampo, Luiz e Tielemans saranno invece i perni della mediana. Rogers a supporto di Watkins.
Destinato a un’altra panchina invece Bailey, così come dall’altra parte rischia nuovamente Orsolini di star fuori. Nel 4-3-3 di Italiano, Ravaglia sarà tra i pali, Joao Mario e Miranda saranno invece i terzini, Heggem e Vitik i centrali. Ferguson, Freuler e Pobega saranno invece in centrocampisti, con Bernardeschi e Rowe attaccanti esterni più Castro come terminale offensivo.
Emery non si fida
“Siamo in un ritorno di quarto di finale, la partita è aperta e loro hanno fatto anche diverse finali negli ultimi anni: sarà una grande partita e noi daremo il massimo”. Saranno state pure banali le recenti parole di Emery, però hanno un significato preciso: del Bologna, lui, non si fida. E fa pure piuttosto bene, perché alla fine la prestazione può arrivare in qualsiasi modo, in qualsiasi situazione.
Anche così si spiega l’undici al centro della scena per l’Aston Villa: gli inglesi hanno l’ambizione di andare fino alla fine e soprattutto di sfruttare il tecnico specialista. Ha vinto con Siviglia e Villarreal. Nessuno meglio di lui. E sta cambiando il modo di intendere il calcio pure in una città operaia come Birmingham, la cui espressione sembra molto diversa rispetto al passato.
Andare oltre l’accaduto
L’obiettivo del Bologna diventa così duplice: provare il tutto per tutto in campo, ma anche mostrare una maturità europea che nell’ultima uscita proprio non s’è vista. Il 3-1 dell’Aston Villa è stato figlio di mancanze e tipicamente legate all’esperienza. Poi ci sono quelle dei giocatori: Lucumì, Dallinga, Dominguez, Lykogiannis, lo stesso Skorupski. No, non è arrivato al massimo della forma.
Sarà anche un test per il futuro, per capire da chi e cosa potrà ricominciare il Bologna. Chissà se con Italiano, che pure se lo litigano in diversi: dovesse andare via Conte a Napoli, sarebbe il primo nome per De Laurentiis. Ma poi ci penderà. Al momento, non cambia la storia.


