e due migliori squadre nel 2026 si affrontano.
A dieci giorni dal ritorno di Coppa Italia a San Siro – all’andata, proprio al Senigallia, era finita 0-0 – Como e Inter si affrontano in un antipasto di campionato che, di certo, non vale meno della sfida di coppa nazionale. Certo, in questo caso in palio ci sarà una finale, di grandiosa rilevanza soprattutto per il Como.
I Lariani, in un’ottica di crescita costante, hanno infatti bisogno di certezze anche statistiche, ma pure di prestigio. Questo nonostante Cesc Fabregas abbia ribadito a più riprese, ma forse, chissà, per allontanare da sé venti di tempesta, che il suo Como non gioca per vincere qualcosa ma per costruire, eventualmente poi al fine di vincere anche. Non oggi, però. È vero? Ci crediamo poco.
Il Como gioca un calcio spumeggiante, segna tanto e subisce pochissimo ma, cosa ancora più rilevante, sembra farlo con lo spirito di chi è guidato dal fato, come convocato dagli dèi (Eupalla) per un compito di natura superiore. Ad inizio anno, la prospettiva europea era probabile, per quanto difficile. Quella dell’Europa League, difficilissima da prevedere.
Ma cosa dire, allora, di quella stellata della Champions League? – risultato che attualmente il Como avrebbe raggiunto, scalzando squadre ben più blasonate come Atalanta, Juventus, Roma? Del gioco, abbiamo detto e in fondo se ne legge ogni settimana. Dei tanti talenti di cui il Como dispone, pure. Poi però ci sono i numeri, spesso poco analizzati. È a questi che vogliamo dedicare un paragrafo.
Due squadre molto forti
Como e Inter sono le due squadre più forti del campionato? È esagerato dirlo. Ma i numeri sembrano confermare questa impressione (anche estetica).
Dall’inizio del 2026 l’Inter ha collezionato 36 punti ed è la squadra che ne ha messi insieme di più. Il Como però è secondo con 31 punti considerando lo stesso periodo, gli stessi di Atalanta e Napoli (sic!). Stesso discorso e curiosamente stesse cifre per quanto riguarda i gol segnati da inizio anno: 36 gol fatti per i nerazzurri, 31 per i comaschi, come la Juventus.
Il reparto offensivo del Como, già molto presente nella prima parte della stagione, è ulteriormente migliorato grazie ai gol di Atanasios Douvikas (terzo in classifica marcatori: Nico Paz è quarto), uno degli osservati speciali della difesa nerazzurra.
Le due squadre lombarde esprimono infatti uno stile di gioco simile in alcuni frangenti: l’Inter ha il terzo miglior attacco dei top 5 campionati europei con 71 gol (100 il Bayern Monaco, 80 il Barcellona) ed è anche la squadra che ha segnato più reti in cinque dei sei quarti d’ora di gioco in Serie A.
I nerazzurri non primeggiano solo nell’intervallo 46′-60′ dove hanno realizzato 10 gol. Nei primi 15′ l’Inter è a quota 11, il Como è secondo con 10; nell’ultimo quarto d’ora i nerazzurri hanno segnato 17 gol e i lariani 13. Quella di Chivu è anche la squadra che ha segnato più gol di testa (16) e segnato più reti da fuori area, ben 10: in questa statistica i nerazzurri sono alla pari proprio del Como, di nuovo! Nerazzurri e lariani hanno anche le due migliori percentuali realizzative della Serie A, 12.8% l’Inter e 12.1% i comaschi.
Due righe conclusive le meritano le due difese: Inter e Como sono le squadre che hanno fatto registrare il maggior numero di clean sheet in questo campionato, entrambe a quota 15.
La squadra di Fabregas con 22 reti subite è la miglior difesa dei top 5 campionati europei alla pari dell’Arsenal – una delle società indiziate a prelevarlo alla fine dell’anno, sarebbe il perfetto vice-Arteta, di cui è stato compagno e capitano proprio con i Gunners. Inter e Como sono anche le due formazioni che hanno subito meno conclusioni totali in Serie A: 261 i nerazzurri, 281 il Como. A riprova del fatto che oltre a due attacchi fenomenali, i due allenatori sono stati in grado di costruire due difese molto solide.
La soluzione: i tiri da fuori
In una gara potenzialmente così bloccata, tra due squadre che tendono ad annullarsi – il 4-0 dell’andata a favore dell’Inter, nel mese di dicembre, va letta come una gara storta per i comaschi, ma anche come una delle migliori versioni dell’Inter quest’anno –, attenzione alla soluzione da fuori.
Il Como è una squadra che tende maggiormente a entrare «con la palla dentro la porta», discorso assai diverso per l’Inter. Il nome e il cognome da tenere d’occhio in questo senso è Hakan Calhanoglu, decisivo nella sfida contro la Roma – l’ultima di campionato – proprio da fuori area.
Dal suo arrivo all’Inter nel 2021/22 nessun giocatore ha segnato più gol da fuori area del turco, arrivato a quota 13 con la rete ai giallorossi (gli stessi segnati da Kevin De Bruyne). A partire dalla stagione 2017/18, la prima di Calhanoglu in Serie A, nessun centrocampista ha segnato più reti e servito più assist di Calhanoglu, che conta 59 gol e 61 passaggi vincenti.
Nel corso di questa Serie A l’ex Milan ha realizzato ben 9 gol con una media di una rete ogni 164′: mai aveva fatto meglio nella sua carriera nei top 5 campionati europei. Se pensiamo che questa è stata per lui una stagione caratterizzata anche da parecchi infortuni, il dato è impressionante.
Dall’altra parte, anche il Como ha tiratori in grado di fare la differenza da fuori area – vedi Nico Paz, come ricordato sopra. La squadra di Fabregas negli ultimi tempi ha dimostrato di essere diventata anche molto concreta, dunque occhio a questa soluzione.


