In principio, era il Nottingham Forest. O meglio – così ricordano tutti. Le cose, per la verità, stanno diversamente. Per uno strano racconto popolare, tramandato di generazione in generazione, la squadra allenata da Brian Clough e capace di passare in soli quattro anni dalla Second Division (Serie B inglese) alla vittoria prima della First Division prima (Serie A inglese) e della Coppa dei Campioni poi (attuale Champions League), si associano le annate in bianco e nero – o dai grandi alti e bassi – ai Garibaldini di fine anni Settanta.
La realtà è un’altra, e come vedremo ha altri illustri esempi. Quello che qui ci preme raccontare però è, anche solo brevemente, l’attuale stranissima stagione di tre grandi squadre europee che pur ritrovandosi ancora nella rispettiva competizione continentale, sta faticando tremendamente a mantenere la propria categoria nazionale. Parliamo nello specifico di Siviglia, in Spagna, Tottenham, in Inghilterra, e Fiorentina, in Italia.
Leggenda vuole
Abbiamo iniziato l’articolo parlando della vexata quaestio Nottingham Forest. Esistono però, come detto, altri illustri casi nella storia di squadre che hanno giocato stagioni tra gli inferi e il paradiso.
Già Brian Clough, allenatore dei Garibaldini in quegli anni indimenticabili, disse: “Vincere il campionato dopo essere saliti dalla Second Division è stato un successo enorme, ma vincere la Coppa dei Campioni l’anno dopo è stato… beh, è stato come dire a tutti di andare a quel paese, ma con classe.” Ecco, chissà se la pensarono così anche i tifosi del Wigan Athletic che nel 2013 vinsero l’FA Cup col Manchester City degli sceicchi, salvo poi retrocedere in Championship nello stesso anno.
Situazione analoga, a metà degli anni Novanta, era capitata pure al Real Zaragoza (1995) capace di vincere la Coppa delle Coppe mentre navigava nei bassifondi della Liga – che però riuscì a mantenere di categoria alla fine della stagione. Come il Wigan fece invece il Kaiserslautern in Germania, capace di vincere la DFB Pokal (Coppa di Germania) e di retrocedere in Zweite Bundesliga (serie b tedesca) nella stessa settimana (sic!).
Il contesto odierno
Tutta questa storia, val bene. Ma oggi la situazione quale è? Veniamo al dunque, caso per caso.
Partiamo dal Siviglia che è forse la squadra più a rischio delle tre nobili decadute della stagione. Gli andalusi sono 17esimi in classifica e hanno perso l’ultimo incontro contro il Real Oviedo, ultimo in classifica in Liga, per 1-0. Al rientro a Sevilla, i tifosi hanno preso d’assalto pullman e componenti dello staff, chiamando in causa le forze dell’ordine per un pronto intervento.
A sette giornate dalla fine, il Sevilla rischia davvero la pelle. Il club è dimissionario, cede i migliori ormai da quattro stagioni, e non sta riuscendo ad invertire la rotta dell’abisso. Dopo la vittoria d’Europa League contro la Roma, per gli andalusi sono iniziati i guai. E il paradiso sembra molto lontano. La squadra continua insomma a trasformarsi nelle coppe (suo habitat naturale: nessuna squadra ha mai vinto tante Europa League quanto lei), ma in campionato ha perso 15 partite su 30. La difesa è un disastro: 50 gol subiti. E la Segunda Division manca dal 2001. La paura in città è dunque altissima.
Il Tottenham, campione dell’Europa League in carica, è uscito dalla Champions League solo ai quarti, nell’ultimo turno. In Premier è reduce da un pesantissimo 3-0 proprio contro il Nottingham Forest, che ha costretto Levy e soci a esonerare Tudor. Ora sta a De Zerbi invertire la tendenza e portare il Tottenham fuori dalla palude della retrocessione – che al momento dista solo di un punto (sul West Ham).
Finiamo con la Fiorentina, che sta vivendo una stagione difficilissima. Con Pioli a inizio anno le ambizioni erano quelle europee, ma la squadra ha perso troppi punti nel girone d’andata, forse ha cambiato troppo sul mercato e si è così ritrovata invischiata in bruttissime acque. Ora le cose vanno meglio e sotto Vanoli la Viola è dietro per rendimento nel 2026 solo a tre squadre in Italia. Con la vittoria nell’ultimo turno contro l’Hellas Verona (1-2), la Fiorentina si è portata a 32, un margine di 5 punti sulla terzultima. Al contempo, delle tre citate, la Fiorentina è l’unica squadra ad essere ancora in corsa per la Conference League, che si giocherà già questo giovedì contro il Crystal Palace.


