Manca sempre meno, e l’attesa cresce sempre di più. La Serie A è al suo snodo cruciale: la primavera è piena e adesso c’è solo bisogno delle sterzate vere, concrete. Quelle – insomma – decisive. In tutto e per tutto.
Cosa ci ha raccontato intanto la giornata numero 31? Che i sorrisi sono tornati ad alcuni azzurri dopo l’enorme distruzione di Zenica; che però il nostro calcio è questa roba qui: attendista, fisico, per nulla ritmato. Nulla che non sapessimo, però vederlo fa comunque un certo effetto. Soprattutto se ci si è raccontato ben altro nelle ultime stagioni.
Tant’è: bisogna accettarlo, farci il callo, provare a cambiare il più possibile. Intanto, prendere quel che si ottiene. Vedi il Napoli. Vedi l’Inter. Vedi pure in fondo: il Toro si è salvato, la Fiorentina è sull’ottima strada.
1) Napoli, senza gli infortuni…
Partiamo proprio dagli azzurri, però. La vittoria interna con il Napoli è figlia di una stagione assolutamente atipica. Tanti, troppi infortuni, e la sensazione di poter fare molto di più di quanto fatto. Sono tornate le voci su Conte e stavolta non c’è la Juve di mezzo, bensì la Nazionale. Si gioca con quei sentimenti lì, dunque, gli unici che colpiscono l’imperturbabile Antonio.
C’è da dire però un’altra cosa: Conte ci crede. Non lo dice perché non vuole, però è lì in un angolo per ottenere punto su punto, per stanare l’Inter finché ci sarà davvero la possibilità. Sarebbe un colpo persino maggiore rispetto a quello fatto un anno fa.
2) Quarto posto non ti conosco
Sarebbe un colpo clamoroso invece per il Como conquistare il quarto posto. Intanto perché vorrebbe dire mettersi alle spalle squadre forti come Juventus e Roma, poi perché avrebbe la forza e la coerenza di un progetto. E sarebbe anche uno smacco a chi lo rincorre a suon di milioni – come il Como, certo – però pure di grossi proclami.
Comunque, siamo lì. Nel senso: il pari di Udine per i lombardi è un passo falso tutto sommato accettabile, molto meno quello della Roma a San Siro. Poi la Juve: super primo tempo con il Genoa, crollo vertiginoso nel secondo. Se Di Gregorio non avesse messo la mano destra sul rigore di Martin, forse parleremmo di altro. Quarto posto non ti conosco. Anzi: ti temo abbastanza.
3) Inter zero errori
Super, super, super prova dell’Inter con la Roma. Finisce 5-2 ma è la sensazione che lascia ad ammaliare tutti: i nerazzurri hanno mostrato tutto l’arsenale e si sono ritrovati pure un Thuram in più, che prova a risalire la china in questo finale di stagione molto complicato, a volte solamente sfortunato. Zero errori ma tanto gioco, zero errori e poi cinque reti che sarebbero state volentieri di più se non fosse stato per Svilar.
A ogni modo, se l’Inter dovesse continuare con questa garra, la lotta scudetto non avrebbe praticamente motivo di esistere. Chivu spera di aver ritrovato i suoi ragazzi in tutto e per tutto. Ma in particolare dal punto di vista tattico.
4) Il blitz della Fiorentina è decisivo
Due, i blitz di questa giornata: il secondo è stato a Pasqua, con il Toro che batte il Pisa in trasferta e di fatto riconsegna un’altra stagione ai granata, e forse pure un altro destino a D’Aversa. Il primo? A Verona, il sabato, la Fiorentina con un gol di Fagioli ha praticamente ipotecato la salvezza. Mica male.
Vanoli ha saputo riprendere una marcia interessante: oggi ha la stessa media punti che ha avuto Palladino, in grado di portare però la Viola in Europa. Pure lì si sta ragionando sul futuro, esattamente come in casa Torino. A volte non cambiare può fare un effetto più forte.
5) Dov’è finito il Cagliari?
A proposito di salvezza: quarta sconfitta consecutiva per il Cagliari, che sembrava salvo e invece rischia di appisolarsi sul più bello. I sardi avevano trovato tre vittorie di fila e alla fine si sono fermati. Adesso sono a 3 punti da Lecce e Cremonese, e ringraziano che entrambe le squadre non siano riuscite a far punti nell’ultima giornata.
Pisacane rischia di passare da sorpresa della stagione a delusione finale. Sarebbe incredibile, considerate premesse e promesse.


