Meno otto. E la sensazione che sì, stavolta la pausa avrà un effetto oltre alla causa in sé. Mamma mia, che rush finale che c’aspetta. La Serie A può essere ferro e può essere piuma. Per molti. Perché molti sono quelli oggi in bilico, e in bilico tra una stagione tutta da rifare e un’altra che va in qualche modo nella direzione dei desideri. Che minaccia. Che sollievo. Ma per ora si sta nel mezzo.
E nel mezzo – si sa – ci sono oneri e onori. Anzi, forse solamente oneri, perché comunque è tutto da conquistare. E si conquista un po’ alla volta, evitando di scivolare, ma prendendosi pure dei rischi. Come sempre, anche il fattore fortuna farà la differenza. Da lì non si scappa mica. Ah, sì: coinvolgerà pure la lotta scudetto.
1) Milan e Napoli: vietato mollare
Non si può definire fortuna, ma la parata che sfodera De Gea nel finale di Fiorentina-Inter vale un pezzo di campionato e di sicuro un enorme contenitore di speranza per Milan e Napoli. I nerazzurri si sono fermati ancora una volta e la sensazione è che il motore di Chivu si sia inceppato: si ritrova, il tecnico, il Milan a 6 punti sotto, il Napoli appena a 7.
Tra le due litiganti, nessuno gode. Gli azzurri però sembrano averne un po’ di più, anche solo per un carico di fortuna da dover scontare. E stanno recuperando i big, gli azzurri. Dunque non è finita. Anzi: sembra appena ricominciata.
2) Cosa succede all’Inter
Eh, ma cosa succede all’Inter? Pare stia iniziando a subentrare un po’ di apprensione. E pare pure che le gambe non stiano girando come devono, come sanno. L’Inter ha perso mordente e ha perso pure Lautaro Martinez, fondamentale nel fare filotto, proprio quando il discorso scudetto sembrava praticamente destinato ad archiviarsi in pochissimo tempo. Ci è voluto un po’ di impegno, ma l’Inter è finita per riaprire quel capitolo. Male.
E adesso? Eh, c’è la Roma a San Siro, poi il Como al Sinigaglia. Due squadre che si stanno giocando la vita, prima di chiudere con alcune sfide minori, ma che hanno comunque punti preziosi in palio. Non è in salita in virtù del distacco. Però poco ci manca.
3) Sogna, Como, sogna!
A proposito di Como: che sogno incredibile, quello dei biancoblu. La squadra di Fabregas ha tritato il Pisa ma ha soprattutto approfittato del passo falso della Juventus, bloccata in casa dal Sassuolo decimato dalla pertosse. Se la figura dei bianconeri è stata barbina, quella del Como è stata una prestazione ancora una volta rivelatrice: meritano loro, soprattutto loro, di andare in Champions League. Per quanto dimostrato. Per la crescita avuta.
Anche qui il calendario è un supporto chiaro: Inter e Napoli sul cammino di Cesc, ma per il resto si può fare filotto. Certo, nessuno si augura mai di avere la Juve alle calcagna, ma hanno impresso un ritmo stratosferico. E Fabregas vuole completare l’opera.
4) Sarri contro tutti
Nel silenzio generale di una stagione complicata, la Lazio ha messo in fila la terza vittoria consecutiva. E nelle ultime due ha battuto il Milan a San Siro e il Bologna al Dall’Ara, mentre adesso proverà a giocarsi tutto nella semifinale di ritorno contro l’Atalanta, però in trasferta. Non sarà un’annata da ricordare, tuttavia la dignità mostrata da Maurizio Sarri, in palese contrasto con la società, sta dando una chiave di lettura incredibile alle 30 partite stagionali della Lazio.
I biancocelesti hanno vinto 11 partite, pareggiate 10 e perse 9. Hanno raggiunto l’ottavo posto, difficilmente andranno in Europa, e la sensazione è che abbiano fatto il massimo possibile, considerato le altre e considerato quanto accaduto anche a gennaio. A ogni modo, Sarri si è mostrato Comandante fino alla fine.
5) Giampaolo si fa sentire
Colpo devastante, quello inferto infine dalla Cremonese. Che è tornata a vincere e l’ha fatto con il Parma, che con Giampaolo in panchina ha ottenuto la prima svolta stagionale: ha superato il Lecce (reduce dal ko di Roma) e si è piazzata nel primo posto utile per non retrocedere. A onor del vero, Cremo e salentini hanno gli stessi punti, sono a 2 di distanza dalla Fiorentina, a 3 dal Cagliari, teoricamente a 6 dal Toro.
Sarà una corsa incredibile e fino alla fine. Mentre Verona e Pisa hanno perso ulteriore terreno e sono adesso a 9 punti – 3 vittorie! – dalla salvezza e aspettano soltanto di salutare la categoria.


