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Nel 2020 le World Series Of Poker hanno subito le limitazioni imposte dal COVID-19. Con i casinò e le pokeroom di tutto il mondo in blocco per la pandemia, l’organizzazione del più importante circuito di tornei ha dovuto sostituire il normale appuntamento live a Las Vegas con una serie di 85 competizioni su Internet. Tranne un’unica eccezione: quella del Main Event.

Nell’edizione più anomala di sempre, il torneo di poker per eccellenza si è svolto in parte online, in parte dal vivo. Come prima cosa, i partecipanti sono stati divisi in due macro aree secondo il passaporto: Stati Uniti e Internazionale. Al termine di tre Day 1 e di un singolo Day 2, gli ultimi nove giocatori di ciascun raggruppamento hanno dato vita a un Final Table dal vivo. Gli americani si sono sfidati al Rio All-Suite Hotel & Casino di Las Vegas, gli altri al King’s Casino di Rozvadov, in Repubblica Ceca.

Alla fine, il braccialetto del Main Event WSOP è stato un duello tra i vincitori dei due final table, ovvero l’argentino Damien Salas (internazionale) e lo statunitense Joseph Hebert. Il risultato di quell’heads-up è noto: ha vinto Salas, uno dei pochi giocatori al mondo capace di raggiungere due volte il Final Table ME WSOP (ci era riuscito la prima volta nel 2017).

La sfida finale è stata emozionante, ricca di “montagne russe” e colpi di scena. L’argentino si è confermato un giocatore abile, dotato di esperienza – vanta 100 itm dal 2009 in avanti, per 4,6 milioni di dollari vinti – e buona capacità di lettura. Un aspetto, quest’ultimo, che Damien Salas aveva già messo in mostra durante il Final Table a Rozvadov.

Un esempio?

Damien Salas (credits PokerNews)

L’azione che raccontiamo è andata in scena a 5 left di quel tavolo finale, con bui 125K/250K/250K.

Damien Salas (stack 12 milioni) apre il gioco da under the gun per 525.000 chip. In mano ha K♣10♠. Tutti foldano fino al brasiliano Bruno Botteon il quale, in posizione di Big Blind, chiama con 9♣7♣, lasciandosi dietro 11,1 milioni di chip.

Scende il flop 9♦5♠, chiaramente favorevole al range del difensore che ha preso la top pair e il progetto di scala a incastro. Botteon fa check. Salas legge bene la situazione e si adegua: checka dietro, evitando di gonfiare il piatto in una situazione di stack profondi e range sfavorevole.

L’azione si sposta al turn, un 10♥ che cambia la situazione perché Salas adesso è avanti con la coppia di 10. Questo però non impedisce che Botteon esca bettando 450.000 chip. Salas si limita giustamente al call, perché in questo modo tiene il piatto sotto controllo e al tempo stesso fa capire di avere un punto o una draw.

Il 4♦ completa il board. Il brasiliano adesso rallenta l’azione battendo la mano sul tavolo. Il suo avversario potrebbe limitarsi al check-check. Tuttavia, forse conoscendo lo stile di Botteon, decide invece di puntare 1,5 milioni con la top pair 10 su un piatto da 2,3 milioni. Il brasiliano reagisce inventando un clamoroso check-raise da 5 milioni di chip!

La giocata di Botteon rappresenta un range molto polarizzato: o mano monster o bluff. Dal punto di vista teorico, il call richiede che Salas sia avanti una percentuale relativamente contenuta delle volte. La decisione, però, non è così facile: un errore e il suo torneo potrebbe prendere una piega decisamente negativa. Ad aiutarlo c’è invece la conoscenza di un giocatore notoriamente molto aggressivo: dopo aver valutato le linee e i possibili bluff, l’argentino opta per il call.

Botteon mostra il bluff e Salas si aggiudica un piatto enorme, superiore ai 12 milioni di chip, in una mano che si rivelerà cruciale per il prosieguo del suo torneo.

Come valutate questa action?

Immagine di testa credits PokerNews.com

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