Un passo alla volta, stiamo arrivando nella zona clou del campionato. E’ metà marzo, in fondo: per Allegri – e mica solo per lui – queste sono le partite decisive, perché qui si decidono appunto i campionati come i piazzamenti. E se una settimana fa avevamo una Serie A praticamente decisa, con l’Inter balzata a dieci punti di distanza sul Milan, gli stessi rossoneri hanno riaperto tutto, vincendo un derby semplicemente allegriano.
Applausi a loro. Ma un po’ a tutti, in fondo, perché questo campionato sta prendendo delle pieghe particolari, interessanti e intriganti. E allora, eccoci qui: a capirne un po’ di più, e non certo a dare sentenze. Alla fine, è ancora tutto in bilico.
1) Hanno riaperto il campionato, il campionato è vivo!
E ripartiamo dagli applausi al Milan, questo Milan che in fondo ci crede e fa benissimo a crederci. Questo Milan che potrebbe cambiare la sua storia, che potrebbe rastrellare qualche punto in più da qui alle prossime settimane proprio per alimentare le proprie speranze. Hanno riaperto il campionato, sì. Il campionato è vivo. E soprattutto Allegri – anche se non lo dirà mai – ci crede. E ci spera.
Certo, siamo alle solite: per vincere lo scudetto il Milan deve innanzitutto sperare che lo perda l’Inter. Il punto è infatti questo: il contraccolpo nerazzurro sarà tale da lasciare margine ai rossoneri?
2) Mamma mia, il quarto posto
La sconfitta della Roma è la notizia del weekend: in una manciata di minuti, Gasperini è passato dal potenziale colpo del ko alla Juventus alle calcagna. Quanto vale, quel gol di Gatti. Tantissimo. Tutto. Di sicuro un pezzo super di consapevolezza: ora i bianconeri hanno un calendario tutto sommato agevole, con l’eccezione forse di questa trasferta a Udine che un po’ spaventa.
I giallorossi invece hanno uno scontro diretto con il Como: qui può infilarsi la Juve, che tanto giocherà prima – sabato sera – del big match del Senigaglia. Il bivio può diventare subito cruciale per questa super lotta al quarto posto.
3) Il blitz del Lecce inguaia tutti
Occhio in fondo, poi. Che bellezza. E che forza. Il Lecce ha vinto la terza delle ultime cinque partite. Sta risalendo la china e lo sta facendo a velocità supersonica. Adesso ha messo a tre punti la Cremonese, che invece non vince più, quattro sconfitte nello stesso arco di tempo. Sarà bellissima e tremenda, la lotta per non retrocedere. A partire dalla situazione della Fiorentina: super contestata, che ha perso pure l’opportunità di uscirne bene con il match interno con la Lazio.
Il Toro ora è a sei punti e respira, anche dopo la buona impressione fatta a Napoli. Il resto è bagarre pura, in cui rischia di essere risucchiato anche il Cagliari degli ultimi risultati. Sussulto De Rossi, infine: il Genoa vince la seconda gara delle ultime tre. 30 punti: vede la luce.
4) L’Atalanta ha meno occasioni di tutte
Un passo indietro comunque bisogna farlo, perché il destino dell’Atalanta è sotto gli occhi di tutti. Unica rappresentante in Champions League tra le italiane – tra l’altro ha beccato il Bayern Monaco agli ottavi, se pure dovesse passare una tra Manchester City e Real Madrid: tutto in salita -, e rischia di pagare proprio questo. Questo passaggio clamoroso eppure in grado di privarti di tantissime energie. Spesso più nervose.
La lotta per il quarto posto dunque rischia di prosciugare la squadra di Palladino, che in questo momento è priva di De Ketelaere, Raspadori e con uno Scamacca a metà. Molto si deciderà nel prossimo mese: ora c’è doppio Bayern con Inter in mezzo, poi Verona e Lecce (che si giocano la salvezza) e gli scontri diretti con Juve e Roma. In bocca al lupo.
5) L’orgoglio del Verona
A proposito di Verona e di salvezza. Un plauso all’Hellas di Sammarco, chiamato in corsa in una situazione complicata, e bravo a tenere la barra dritta per provare a fare una missione impossibile. Dopo le buone individualità mostrate a inizio stagione – Orban su tutti – il Verona ha venduto pure il suo miglior giocatore, Giovane, passato al Napoli. Se prima era una strada sterrata, ora è sia sterrata che totalmente ripida.
A 18 punti fatti in 28 partite, 3 vittorie appena e peggior difesa – con il Toro – a quota 49 reti subite -, la stagione dei veronesi si può dire certamente disastrosa, però con un pizzico d’orgoglio che rimane. L’ha mostrato in casa del Bologna, dove ha trovato una vittoria incredibile.

