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Brutte notizie per tutti: mancano appena 15 giornate alla fine del campionato. E sì, se la sensazione è effettivamente quella di una stagione appena cominciata, sappiate che siete in buona compagnia. La Serie A comunque si sta delineando in tutte le sue forme: c’è una lotta scudetto abbastanza avvincente – anche se l’Inter ha fatto lo scatto che può essere decisivo -, c’è uno scontro emozionante per il quarto posto. E ci sono tante, troppe squadre per la salvezza. Oh, in bocca al lupo.

Ci sono le sorprese – Cagliari e Udinese -, ci sono le delusioni, che poi sono Fiorentina e Bologna. Un anno fa, storie da Europa; un anno dopo, tocca raccogliere i cocci di situazioni diventate stralunate, affaticate, preoccupanti e preoccupate.

1) L’Inter non è imprendibile

Ripartiamo dalla vetta, però. E ripartiamo dall’ultima partita di giornata, cioè quella tra Milan e Bologna, al Dall’Ara. Nessuna storia, niente appelli: i rossoneri hanno schiantato i rossoblù, un 3-0 secco per Allegri, che pure ha dovuto fare a meno di Leao (subentrato) e di Pulisic. Una prova di forza importante, che lancia soprattutto una sfida all’Inter: sono a 5 punti dalla vetta, e i nerazzurri non sono affatto imprendibili.

Certo, questa versione della squadra di Chivu sembra enorme, o sicuramente più grande di tutti gli altri. I nerazzurri arrivano da quattro successi di fila, hanno pertanto creato il solco che dà più tranquillità all’Inter. Che ha ritrovato Lautaro. Che fa sempre la differenza.

2) La lotta al quarto posto più incerta di sempre

Il resto, invece, è lotta la quarto posto. Il Napoli si è messo per ora l’anima in pace: è a 9 punti dall’Inter e naturalmente deve guardarsi alle spalle, perché la Roma è ad appena tre lunghezze. Ecco, il tonfo più pesante è stato quello dei giallorossi: 1-0 subito in trasferta, contro l’Udinese. La squadra di Gasperini ha ceduto il fianco alla Juve, e la Juve ha operato il sorpasso con la bella vittoria di Parma. Adesso è gara vera per la Champions League.

Almeno, gli azzurri sono tornati a vincere, dopo che l’avevano fatto una sola volta nelle precedenti quattro partite. Adesso Conte è a quota 46 punti, meno 1 dalla Juve. E poi? Poi c’è il Como. A 41. Ha pareggiato contro l’Atalanta, che resta distaccata. Troppo.

3) Fiorentina: era un fuoco di paglia

Secondo ko di fila invece per la Fiorentina: evidentemente, la rinascita era un fuoco di paglia, non ha mai trovato continuità. La Viola è però in ballo. Nel senso: rispetto a qualche settimana fa, evidentemente ha possibilità e argomenti per giocarsela. Anche perché le altre si sono fermate. Dalla quattordicesima alla ventesima posizione, tutte hanno perso. E allora, in 6 punti, c’è in ballo addirittura una salvezza tranquilla. Dal Genoa alla Cremonese, fino al Parma (quota 23), passando per la crisi del Lecce (18) e arrivando alle piazze che scottano. Tipo Firenze, a 17 punti.

Sia il Pisa che il Verona hanno intanto cambiato guida tecnica. Il Pisa si è affidato al giovanissimo Hijlemark – sì, l’ex calciatore -, mentre l’Hellas ha deciso di affidare la panchina a Paolo Sammarco. Due giovanissimi. Lo svedese ha 33 anni, Sammarco ne ha 42. Un messaggio.

4) Applausi a Pisacane

A proposito di giovani: applausi a Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari. Tutto è nato dalla vittoria con la Juventus, in cui lo stesso tecnico napoletano si è giocato fondamentalmente la panchina. L’1-0 in Sardegna ha spalancato le porte al 2-1 di Firenze e il 4-0 al Verona, che ha certificato il momento perfetto dei rossoblù. E poco prima non è che fosse andata male, anzi: la vittoria in casa del Toro, il pari con la Cremonese agguantato all’ultimo. Anche per questo, la classifica sorride.

28 punti e teoricamente ambizioni di metà classifica molto favorevoli. Anche il calendario, del resto, sorride: a parte la Roma all’Olimpico, ci sono Lecce e Lazio in casa, poi il Parma in trasferta. Si può far bene. E una volta conquistata la salvezza, non ci sarebbero più limiti.

5) La delusione più forte dell’anno è il Bologna

Potrebbe consolarsi con la Coppa Italia, Vincenzo Italiano. Ma l’amara consapevolezza rimarrebbe: il triplo impegno sta sconquassando il Bologna, evidentemente non attrezzata per tenere botta a tutto questo, nonostante un anno fa sia riuscito a districarsi, pur con una crescita importante nella seconda parte di stagione. Il 3-0 rifilato dal Milan al Dall’Ara però è un crollo che preoccupa, anche perché arriva dopo il ko con il Genoa e quello in casa con la Fiorentina. Tosta.

L’ultimo successo è arrivato a Verona a metà gennaio, anche quello però era arrivato dopo 7 partite senza successi nei novanta minuti. Non è più un periodo, rischia di diventare una prassi. E una certezza, poi: il Bologna è la delusione più forte dell’anno.