Scontri diretti, scontri diretti ovunque. Non solo Juve-Napoli, ma la domenica di Serie A si riempirà pure di Roma–Milan. Un vero e proprio tranello per chi deve consolidare il proprio posto tra le prime quattro. Soprattutto, la sfida arriverà poco dopo il fischio finale dell’Allianz Stadium, dove qualcosa inevitabilmente accadrà. Se sarà successo bianconero, il fiato sul collo sarà più pressante; se sarà successo azzurro, allora le carte scudetto inizieranno a svelarsi. Col pareggio, ecco, vincono paradossalmente tutte le altre.
Tant’è, giallorossi e rossoneri sono però concentrati su quel che c’è da fare, sulla partita che li vedrà protagonisti e che – soprattutto per la Roma – vale un test di maturità niente male. Dopo un inizio sfavillante, la squadra di Gasp sembrava essersi smarrita. Poi si è ritrovata. E ora ha un Malen in più.
Chi gioca e chi no
Lato giallorosso, Gasperini ha perso Hermoso per una lesione di secondo grado all’ileopsoas: fuori circa un mese. Rientrato però El Aynaoui dalla Coppa d’Africa – l’ha persa in finale, anche lui, contro il Senegal -, mentre resistono i ballottaggi sulla trequarti, in particolar modo quello tra Pellegrini e Soulé. Gli altri sono intoccabili, e sono appunto Dybala e Donny Malen, arrivato pochi giorni fa dall’Aston Villa. Per il resto, solito 3-4-2-1. Davanti a Svilar ci saranno Mancini, Ndicka e Ghilardi; esterno a destra Celik e a sinistra Wesley, Cristante e Koné in mezzo, con Pellegrini in vantaggio su Soulé.
Lato milanista, invece, ecco un po’ di rientri dal primo minuto. Di sicuro ci sarà Modric titolare, molto probabilmente anche Bartesaghi tornerà a macinare chilometri a sinistra, con Atekhame sul lato opposto (Saelemaekers, ex di turno, è da valutare). Allegri schiererà Tomori con Gabbia e Pavlovic, che avrà una protezione speciale, tipo caschetto. Fofana con Rabiot a fare da guardiani al fenomeno croato, mentre Pulisic sarà in tandem con Leao. Sì, sia Fullkrug che Nkunku partiranno dalla panchina.
L’occasione della Roma
Inutile girarci attorno: vincere per la Roma vorrebbe dire cucirsi addosso un piccolo, ma notevole pezzo di qualificazione alla prossima Champions League. Viceversa, con un successo milanista, sarebbe più difficile immaginare la squadra di Gasp in grado di tenere il passo da quarto posto, ancor di più perché dietro le altre corrono, e forte. La Juve, a prescindere dal Napoli, ha dimostrato di essere diversa; il Como non si fermerà così facilmente.
La quota Champions potrebbe dunque alzarsi, e ben di più rispetto alle ultime stagioni. Anche lì avrà ragione Allegri, alla fine: 75 punti per stare tranquilli, che una volta era una media quasi da scudetto, di sicuro da secondo o terzo posto. Cambiano i tempi. Bisogna adattarsi.
Il momento del Milan
Il Milan è lì, a tre punti, e sa benissimo quanto questo momento sia invece determinante: l’Inter arriverà da una partita di Champions (non basterà a spaventarla con il Pisa in arrivo), ma le partite si sommano e le gambe non girano più come si pensava, immaginava, chiedeva. Questo può essere il primo, vero e più concreto momento di passaggio della stagione, quello in cui un sorpasso potrebbe far sognare davvero i rossoneri, reduci da due vittorie consecutive, però anche da tre nelle ultime cinque. E quei due pareggi nel mezzo hanno fatto riflettere.
Di sicuro, Max ha messo tutto a posto. E per “tutto a posto” intendiamo sia tatticamente che in termini di ambiente: Cardinale è passato a dare la sua carica alla squadra, Tare gli ha consegnato subito un centravanti (e Fullkrug è stato subito decisivo). Certo, manca un centrale di difesa, ma a Milanello sono abituati ai giorni del condor.
Dove può giocarsi la partita? Sugli esterni: i giallorossi hanno armi più interessanti dal punto di vista offensivo, per il Milan ci sarà tanta difesa e tanta attenzione. Occhio a Dybala, poi: con il tecnico ha avuto un rapporto intenso, straordinario, ma anche delle incomprensioni. Ed è tornato a segnare: mica un dettaglio.


