Atalanta contro Roma è, innanzitutto e per lo più, il ritorno di Gian Piero Gasperini a Bergamo dopo nove anni di indicibile e travolgente amore. È, per dirla con toni magari meno enfatici, il ritorno di chi è diventato grande rendendo grande a sua volta una piazza che infatti oggi, senza di lui, si ritrova smarrita, confusa, senza una precisa identità. Palladino sembrava avergliela data, almeno nell’immediato, dopo il disastro di Juric – allievo proprio di Gasperini peraltro, come il Raffaele che siede oggi sulla panchina degli orobici. Ma forse i tifosi dell’Atalanta devono abituarsi all’idea di una stagione di transizione, perlomeno di assestamento.
Questa però è anche la partita tra due squadre che, sentimentalismi a parte, hanno un enorme problema a vincere negli scontri diretti o – per essere più precisi – a vincere quei duelli contro squadre che sono finite nelle prime sei posizioni del campionato lo scorso anno. La Roma ha perso infatti contro Napoli, Juventus, Inter e Milan. Certo, ha perso sempre di misura, ma tant’è. Ha comunque vinto il derby e col Bologna all’esordio. L’Atalanta ha fatto meglio, perdendo sì contro Napoli e Inter, nell’ultimo turno, ma anche pareggiando contro Juventus e Milan (entrambe 1-1). Eppure, paradossalmente, i punti fatti sono addirittura 11 in meno dei giallorossi.
L’Atalanta può ancora lottare per la Champions?
La domanda è magari brutale e troppo diretta, ma siamo in una fase della stagione nella quale i discorsi sul che sarà, sarà lasciano immediatamente spazio all’hic et nunc di ciceroniana memoria.
L’Atalanta, se vuole ancora ambire ad una stagione con un senso in Serie A – quindi, se vuole ancora lottare per i primi sette posti, quelli attraverso i quali poter accedere all’Europa – deve vincere contro la Roma e ridurre il gap di 11 punti che separa i nerazzurri dai giallorossi. Andare a -8 dal quarto (o quinto, se la Juventus dovesse vincere) posto significherebbe darsi un obiettivo concreto per il 2026. Soprattutto, significherebbe vincere contro la squadra in testa alla classifica dell’anno solare per punti fatti. Una squadra solida, che difende benissimo e concede quasi niente. E l’Atalanta quest’anno, coi suoi 20 gol fatti, sta dimostrando di avere più di qualche problema a impensierire le difese avversarie.
Il divario della Dea dal sesto posto (Como) è di sei “appena” cinque punti – anche se il Como ha una partita in meno, idem il Bologna subito alle sue spalle con 26. Il problema però è capire se ad una eventuale vittoria possa seguire una striscia di risultati di livello, con la squadra impegnata mentalmente nell’Europa che conta – dove è terza nella classifica della Champions. L’Atalanta ha vinto 5 partite su 17 finora in campionato. Molto poco, pochissimo se consideriamo il valore della rosa. Contro la Roma è chiaramente l’ultimo treno per provare a reagire ad un tepore grigio che, Gasp o non Gasp, non è accettabile dalle parti di Zingonia.
La Roma può ancora lottare per il titolo?
Come un soldato colpito da una granata, ma ancora vivo, si avvicina alla conquista della trincea, così la Roma di Gasperini ci ha insegnato come reagire ai colpi delle sconfitte – contro le grandi, appunto: con l’unica eccezione di Cagliari ormai quattro giornate orsono – con una dignità e un portamento che ne fanno una seria pretendente al quarto posto.
Anche se Gasperini non ha mai eluso – con sorrisi e dichiarazioni, non diciamo canzoni – le domande stuzzicanti dei giornalisti e della stampa romana su un possibile sogno scudetto dei giallorossi – che in effetti, dopo 17 giornate, sono a -3 dalle vetta –, è chiaro che la sua Roma, almeno quest’anno, non abbia la forza per ambire a quel tipo di traguardo. Gli scontri diretti, che qualcosa vorranno pure dire, lo hanno mostrato con chiarezza. Certo, se la Roma continua a vincere tutte le partite rimanenti fino ad aprile, perché non provare il grande colpo? In fondo, male, contro le grandi appunto, la Roma non ha mai perso, uscendo sempre di un gol di scarto dal campo. I giallorossi hanno vinto 11 partite su 17, pareggiandone zero. Hanno perso 6 volte, 4 contro le grandi, poi contro Torino e Cagliari.
Contro l’Atalanta, un’Atalanta non in grande spolvero aggiungiamo noi, è l’occasione propizia per chiudere il girone d’andata con la consapevolezza di esserci anche contro le grandi, almeno a livello statistico. In questo senso, anche una sconfitta non ridimensionerebbe la Roma, il cui obiettivo reale, anche se non manifesto, è il quarto posto. Lo sa Gasperini, lo sa la società. Lo sanno pure i giocatori, che puntano alla perfezione della vetta per trovarsi comunque riempiti d’oro a fine stagione.

