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Sessant’anni fa nasceva uno dei più apprezzati interpreti dell’era moderna. Incredibile fisicità ed innato estro che hanno conquistato il cuore di milioni di tifosi

La storia dello sport è spesso impreziosita dalle gesta di atleti che hanno lasciato un’impronta indelebile nella disciplina sportiva che ha regalato loro le luci della ribalta. Yannick Noah è uno di questi atleti. Nato a Sedan il 18 maggio 1960, figlio di un calciatore del Camerun passa i primi anni della sua vita in Africa, tornando in Francia, paese natale della madre, all’età di 11 anni, per frequentare una scuola tennistica. A 17 anni vince il Torneo di Wimbledon junior e l’anno dopo, nel 1978, inizia la sua carriera professionistica, vincendo anche il suo primo torneo, a Manila.  Nel 1982 si aggiudica 4 titoli, ma la consacrazione avviene nel 1983, quando vince il Roland Garros sconfiggendo in finale Mats Wilander 6-2, 7-5, 7-6. Quel 5 giugno 1983 in Francia tutto il paese è in casa davanti alla tv. A contendersi il prestigioso Roland Garros (torneo tennistico in scena a Parigi e quindi molto sentito dal popolo francese, ndr.), sono lo svedese Mats Wilander, un glaciale e misurato maratoneta di nuova generazione dotato di racchetta potente e una precisione invidiabile e la sua antitesi più profonda: Yannick Noah, giocatore molto acclamato dal pubblico femminile, che porta sui campi sin dai primi passi della sua carriera una fisicità a dir poco debordante e una spettacolarità nei gesti mai ammirata prima (e, molto probabilmente nemmeno poi), in grado di mascherare una tecnica di base per la verità non propriamente ortodossa. Wilander, che difendeva il titolo conseguito dodici mesi prima e che a fine carriera (di Slam parigini ne conterà ben tre passando anche per la prima posizione mondiale), finisce per essere travolto senza appello dalla furia di un avversario veramente in stato di grazia. Yannick, nell’occasione più importante concessagli dal destino in ambito prettamente tennistico, visto che poi troverà successo in altri campi come la musica, si fa trovare pronto e diventa così il secondo uomo di colore dopo Arthur Ashe a vincere un torneo del Grande Slam. La sua tattica ha spesso incantato gli spettatori per la spettacolarità. Il particolare colpo che porta il suo nome è quello che effettuava quando l’avversario lo sorprendeva a rete con un lob, cui rispondeva rinviando la palla tra le gambe, con le spalle alla rete. Nel 1984 vince ancora a Parigi, ma nel doppio, in coppia con il connazionale Henri Leconte. Sempre affiancato da un compagno, è arrivato in finale anche agli US Open con Leconte (1985) e al Roland Garros con Guy Forget (1987). Nel 1985 vince gli Internazionali d’Italia a Roma e l’anno dopo raggiunge la posizione nº3 nel ranking mondiale (suo record personale nel singolo). Nello stesso 1986 balza in testa alla classifica mondiale del doppio, leadership che mantiene per 19 settimane. Si è ritirato nel 1990, collezionando in tutto 23 titoli nel singolare e 16 nel doppio. Negli altri tornei dello Slam ha raccolto una semifinale all’Australian Open nel 1990 e i quarti di finale all’US Open in più occasioni. Ha giocato per 11 anni nella nazionale di Coppa Davis, con un record di 26-15 in singolare e 13-7 nel doppio, guadagnando la finale nel 1982, che la Francia perse poi 4-1 con gli USA. Dopo il ritiro diventa l’allenatore della squadra nazionale femminile, prima di ricoprire lo stesso incarico per quella maschile e vincere la Coppa Davis nel 1991. L’impresa fu ripetuta nel 1996 (3-2 alla Svezia). Nel 1997 ottiene con la nazionale femminile la prima vittoria francese nella Federation Cup e a distanza di vent’anni nel 2017, conduce la Nazionale francese alla storica conquista della decima Coppa Davis, a 16 anni di distanza dall’ultimo successo. Insomma, nella sua stravagante ed innovativa carriera si è aggiudicato in tutto 23 tornei ATP in singolare e 13 in doppio. È stato numero tre del mondo in singolare nel luglio 1986 raggiungendo, nello stesso anno, anche la vetta della classifica mondiale di doppio. È tutt’oggi il tennista francese più vincente di sempre, nonché l’ultimo ad essersi aggiudicato un torneo del Grande Slam. E’ padre del cestista NBA Joakim Noah, centro che milita nel massimo campionato americano di pallacanestro dal 2007 ed è attualmente senza contratto a seguito di esperienze non fortunate con più di un team statunitense. Nel 2005 Yannick Noah è stato inserito nella International Tennis Hall of Fame, nono francese a ottenere questo onore. È stato anche consulente psicologico della nazionale camerunese di calcio e di Amélie Mauresmo.

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