Vai al contenuto

 width=

L’azzurro, partito dalle qualificazioni, ha raggiunto la finale dell’ATP 500 di Rio, battendo, tra gli altri, anche Thiem.

Ad un passo dal sogno. Gianluca Mager, tennista nato a Sanremo l’1 dicembre 1994, è stato il protagonista indiscusso della settimana tennistica appena conclusa. L’azzurro, partito dalle qualificazioni, ha raggiunto la finale nell’ATP 500 di Rio de Janeiro, venendo però sconfitto all’atto conclusivo dal cileno Garin, testa di serie numero 3 del seeding che si è aggiudicato il torneo vincendo la partita 7-6, 7-5.

Una settimana comunque incredibile per Mager che ha iniziato con il piede giusto le qualificazioni del torneo sulla terra rossa brasiliana, regolando in due set sia l’argentino Collarini che l’ungherese Balazs. L’italiano, ottenuto l’accesso al main draw, ha poi superato al primo turno, con il punteggio di 7-6, 7-5, il norvegese Ruud, testa di serie numero 8 del torneo e si è confermato agli ottavi contro Domingues, sconfitto 6-3, 7-6 dall’azzurro. Mager, poi, si è superato ai quarti di finale, riuscendo nell’impresa non comune di eliminare Dominic Thiem in due set dopo quasi due ore di gioco. Un match che ha galvanizzato lo stesso Mager, alla prima vittoria contro un Top 5 in carriera: dopo una vittoria così, è quasi naturale che subentri un calo di tensione e intensità. Così non è stato per Mager che, in semifinale, si è ripetuto vincendo ancora contro Balazs 7-6 al terzo dopo tre ore di battaglia. In finale, però, il sogno di Mager di vincere il primo torneo ATP alla prima finale si è interrotto perché Garin – ora numero 18 al mondo – ha saputo gestire al meglio i punti decisivi della partita, portandosi così a casa il trofeo. Una partita che però ha evidenziato i progressi tecnici e tattici dell’italiano, entrato per la prima volta nei 100, traguardo che gli permetterà sin da subito di partire direttamente dal main draw, evitando così il percorso insidioso delle qualificazioni. Un’autentica rinascita per Mager che, archiviato il momento no della carriera – a 16 anni fu squalificato perché positivo alla cannabis dopo una festa – anche grazie alla collaborazione di Diego Nargiso, è pronto a far sorridere l’Italia intera. D’altronde ha solo 25 anni e il futuro è tutto dalla sua

Related Posts

None found