Australian Open, è caos: 47 atleti in quarantena ristretta

Situazione preoccupante per quanto riguarda l’avvicinamento all’Australian Open: sono stati riscontrati tre casi di positività al Covid-19 su due aerei, nei quali a bordo c’erano in totale 47 atleti che, stando al protocollo, non potranno allenarsi per 14 giorni

Un membro dell’equipaggio e uno degli accompagnatori dei 24 giocatori sul volo QR7493 da Los Angeles a Melbourne sono risultati positivi al Covid-19. Secondo quanto riportato da Tennis Australia, a bordo c’erano 24 tennisti (uomini e donne) mentre altri 23 sono partiti da Abu Dhabi per Melbourne con un volo charter sono entrati a contatto con una positività, riscontrata una volta arrivati in Australia. Si vocifera di nomi importanti – Andreescu, Kerber, Azarenka e Stephens per quanto concerne le donne, Kei Nishikori per i maschi – ma a preoccupare e a far discutere è il protocollo.

Tutti i 47 atleti, non positivi ma entrati comunque in contatto con altri positivi, dovranno svolgere due settimane di quarantena ristretta. Saranno infatti confinati in una camera d’albergo senza poter uscire e non potranno in alcun modo allenarsi. I due positivi – ancora da chiarire se siano giocatori di singolare, doppio o membri dello staff anche se si parla di Tennys Sandgren, al quale è stato permesso di volare nonostante un test rapido che rilevava ancora la positività – saranno invece posti in un’altra struttura, lontano dagli altri giocatori e i relativi team. Per tutti gli altri tennisti che arriveranno o stanno arrivando in Australia, la quarantena è sempre di 14 giorni ma permane la possibilità di allenarsi in vista dello Slam, un vantaggio clamoroso rispetto agli altri. E difatti, anche via social, i tennisti hanno preso parola. La belga Kirsten Flipkens, per esempio, fa sapere di essere arrivata a Melbourne su un altro volo rispetto ai due incriminati ma ammette: O ci mettono in quarantena tutti a questo punto, o spostano l’Australian Open di una settimana. Preparare uno Slam senza potersi allenare per due settimane è una follia”. In attesa di commenti da parte degli organizzatori, il mistero si infittisce, così come stanno già partendo le prime indagini per rilevare eventuali inadempienze sul protocollo.

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