William Thorson, dai tavoli di poker alla svolta religiosa

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William Thorson, chi è costui? La domanda può essere legittima, soprattutto per chi si è avvicinato al mondo del poker dopo il 2010. Un po’ meno per coloro i quali appartengono alla generazione precedente, quella che ha vissuto il decennio d’oro del poker, inaugurato dalla vittoria di Chris Moneymaker alle WSOP del 2003.

In ogni caso, chi non ha mai sentito parlare di lui si è perso un gran giocatore. Perché William Thorson ha scritto pagine importanti nella storia di questo gioco, mettendo in mostra uno stile senza paura, per certi versi in anticipo sui tempi. D’altra parte, Thorson appartiene al field dei player nordici che hanno portato una ventata di novità nel Texas Hold’em del primo decennio di questo secolo. Pensiamo ad esempio a Patrick Antonius, a Gus Hansen e a Viktor “Isildur1” Blom, anche se quest’ultimo è un po’ più giovane. Thorson fa parte di “quel” gruppo ma con una differenza fondamentale: è stato uno specialista del poker da torneo.

A voler essere obiettivi, quel tipo di poker appare sorpassato se paragonato a quello che si gioca oggi. Allora si faceva molto meno attenzione al pot control e le chips finivo tutte in mezzo con più facilità. Ma quei giocatori erano in grado di mettere sotto pressione chiunque, con un gioco loose aggressive che nel corso degli anni è stato limato e perfezionato in quello che oggi si pratica sia online che live.

William Thorson, classe 1983, debutta nel circuito internazionale all’inizio degli anni Duemila. Il suo primo ITM è del 2003, quando l’appena ventenne arriva 4° nel Norwegian Championship. Ma il suo nome comincia a farsi strada a partire dal 2005: quell’anno va a premio 5 volte, sia negli States che in Europa, a conferma della volontà di confrontarsi con tutti. Ma è del 2006 il suo primo exploit, e che costituisce il suo miglior risultato. Thorson raggiunge gli ultimi due tavoli del Main Event WSOP, quello del record di presenze (8.773) e di montepremi ($82.512.162). Lo svedese si fermerà al 13° posto, ma con cifre del genere non sorprende che il suo ITM valga $907.128. Per la cronaca, sarà proprio il vincitore finale del torneo, Jamie Gold, ad estromettere Thorson dal torneo: lo svedese, consapevole del gioco stravagante di Gold, decide di forbettare all-in preflop con coppia J, ma trova il suo avversario attrezzato per il call con KK. Come detto, allora si giocava così. Alla fine Jamie Gold si porterà a casa un primo premio da 12 milioni di dollari, altro record di quella edizione ancora oggi imbattuto.

Il 2006 rimane l’anno d’oro di William Thorson perché, subito dopo la deep run al ME WSOP, arriva il 2° posto in un torneo da 5.500 euro in Danimarca e poi ad ottobre è terzo nell’EPT di Dublino, dietro al francese David Tavernier (2°) e al Triple Crown Winner Roland De Wolfe. Il tutto per altri 290mila dollari complessivi.

Seguiranno un 3° posto nel $5.000 World Championship WSOP del 2007 (136mila dollari), un 9° al Main Event PCA 2008 ($120.000), un 6° all’EPT di Sanremo sempre lo stesso anno per altri 222.000 dollari. Che tavolo finale quello, con Jason Mercier, Dario Minieri, Anthony Lellouche e ovviamente Thorson! Nel 2009 metterà a segno il suo terzo final table di un EPT (quarto se contiamo quello della PCA), questa volta a Dortmund, che porterà nelle sue tasche altri 116.500 dollari grazie a un ottimo 7° posto.

In tutto, William Thorson ha vinto $3.302.324 in 41 piazzamenti a premio, il che significa che tutte le volte che ha messo un sigillo, lo ha fatto nelle zone alte del payout. Sono infatti 20 i final table che lo svedese ha raggiunto, praticamente la metà dei suoi in the money: questo dimostra le sue skills nella specialità del poker sportivo, cioè da torneo.

Vorremmo poter dire che questi sono i suoi risultati ad oggi, anche se in quel caso di tratterebbe di una presenza spalmata su quasi 20 anni, e quindi piuttosto diluita. Invece, l’ultimo risultato ottenuto in torneo e registrato su TheHendonmob.com è datato 2012. Da quel momento in avanti William Thorson smette di giocare.

Nel 2013, infatti, lo svedese comunica la propria conversione religiosa all’Islam. Il distacco dalla vita precedente è totale, al punto che Thorson dona tutto ciò che gli è rimasto delle vincite ottenute con il poker – presumiamo una cifra generosa – a enti benefici di credo islamico.

E’ difficile sapere cosa abbia fatto negli anni successivi, anche perché probabilmente ha cambiato nome, come fecero grandi atleti divenuti mussulmani (Cassius Clay ad esempio). La sua pagina Facebook è ancora attiva, ma ferma a quell’anno. Da appassionati di poker non possiamo negare che ci sarebbe piaciuto vederlo giocare ancora e immaginarlo sfidare le nuove generazioni della GTO. Ma siamo certi che se ora i suoi anni da giocatore sono dietro le spalle, di sicuro Thorson li ha cambiati per una scelta di vita più importante, più profonda e in grado di offrirgli una pace interiore che quella del giocatore non gli avrebbe mai consentito.

 

Foto di testa: William Thorson (courtesy of PokerNews)

 

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