Vai al contenuto

Nell’immaginario collettivo il poker è un gioco per maschi. Il pregiudizio, tanto radicato quanto discutibile, si fonda sulla presunta mancanza di determinazione e spirito competitivo da parte delle donne.

Il mondo del lavoro e quello dello sport hanno da tempo dimostrato il contrario ma, ancora oggi, per la maggior parte dei giocatori di poker avere una donna al tavolo equivale ad avere un avversario malleabile.

Rileggendo la storia del poker ci accorgiamo che si tratta di un mito.

La presenza di donne al tavolo da poker affonda le proprie radici ai tempi del “Vecchio West”. Tra documenti reali e leggende, emergono i nomi di Lottie Deno, Mary Hamlin, “Flash Kate”, Minnie Smith e Belle Star, tutte giocatrici in grado di competere senza difficoltà con gli uomini. Ma la più famosa giocatrice di poker di quel periodo rimane Alice Ivers (1851-1930). Nel corso di una carriera durata quasi mezzo secolo, si dice che “Poker Alice” abbia vinto più di 250.000 dollari (di allora!) agli avversari, oltre ad essere stata la proprietaria di alcune case da gioco (e di piacere) chiamate “Poker’s Palace”.

 data-lazy-src=

Victoria Coren Mitchell (credits Channel4)

Dopo Jennifer Harman, Victoria Coren rappresenta la possibilità anche per una donna di puntare al poker professionistico. La sua strada viene seguita negli anni successivi dalla norvegese Annette Obrestad, vincitrice nel 2007 a soli 19 anni dell’EPT di Londra per un £1.000.000, da Sandra Naujoks, prima all’EPT di Dortmund nel 2009, di Liv Boeree che all’EPT di Sanremo trionfa per €1.250.000.

Nel frattempo, anche la Poker Hall of Fame si accorge delle donne e inserisce i nomi di Barbara Enright, Linda Johnson e Jennifer Harman nel proprio elenco.

La serie di vittorie femminili a livello internazionale prosegue con Vanessa Selbst (tre titoli WSOP e oltre 11 milioni di dollari vinti in carriera), Ema Zajmovic, la prima a vincere un titolo World Poker Tour, Vanessa Rousso e Maria Lampropulos che nel 2018 sbaraglia tutti nella corsa al titolo della PCA ($1.081.000 di premio).

 data-lazy-src=

Kristen Bicknell (credits PokerNews)

Nonostante tanti successi, ancora oggi dobbiamo constatare che raramente la “quota rosa” in un torneo di poker supera il 12-15% dell’intero field, ma le ragioni di questo sono di tipo culturale e mediatico, perché intelligenza, professionalità e voglia di emergere non sono prerogative esclusivamente maschili.

Related Posts

None found