Il Triple Crown del poker aspetta il decimo campione

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Che cos’è un Triple Crown? E’ un’espressione usata in varie discipline ludiche e sportive per indicare una squadra o un giocatore in grado di realizzare tre vittorie di una certa rilevanza. Le opzioni possono variare.

Nel rugby, ad esempio, il Triple Crown è un riconoscimento puramente simbolico conferito ad una delle 4 squadre di lingua inglese (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda) che partecipano al 6 Nazioni, quella che riesce a battere tutte le altre. Da non confondere con il Grande Slam, che vale anche per Francia e Italia: se lo aggiudica il team che chiude il torneo a punteggio pieno.

Più spesso, però, riguarda tre titoli vinti in competizioni diverse. E’ così per l’automobilismo dove il Triple Crown viene assegnato – anche qui in maniera simbolica – a chi vince il Gran Premio di Monaco, la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans. Oppure nello snooker, il noto biliardo all’inglese: il Triple va al giocatore che in carriera riesce ad aggiudicarsi lo UK Championship, il Masters di Londra e il Campionato mondiale. Nell’ippica invece, è una competizione vera e propria riservata ai purosangue da corsa di età massima di tre anni e articolata su tre diversi circuiti. Ci sono diversi tipi di questo Triple Crown, a secondo del Paese ospitante: c’è quello degli Stati Uniti, quello britannico, il giapponese, il canadese e altri ancora.

Ma a noi qui interessa il Triple Crown del poker, perché anche chi ama le carte ha la possibilità di ottenere questo riconoscimento. In questo caso non serve essere un purosangue, soltanto un ottimo giocatore da torneo.

Per quanto strano possa sembrare quando si parla di poker, non ci sono soldi in palio per chi si aggiudica il Triple Crown: come detto, si tratta di un puro riconoscimento simbolico che tuttavia è ambito anche dai poker player. Per vincerlo è necessario fregiarsi di un titolo WSOP, di un WPT e di un EPT. Nel caso delle World Series Of Poker qualsiasi braccialetto vinto è valido per il Triple Crown, mentre per gli altri due vale solo il torneo più importante, cioè il Main Event che è sempre giocato in modalità Texas Hold’em.

Sono 9 i poker player capaci finora di aggiudicarsi il Triple Crown, a cominciare da Gavin Griffin. Il pro statunitense ha realizzato il primo risultato utile nel 2004, imponendosi nel $3.000 Pot Limit Hold’em alle WSOP. Nel 2007 ha poi vinto l’EPT Grand Final di Montecarlo e un anno dopo ha chiuso il conto arrivando primo nel WPT Borgata Winter Open.

Il secondo in ordine di tempo è Roland De Wolfe. L’inglese, dopo essere stato un giocatore di spicco nel primo decennio del XXI secolo, ha appeso le carte al chiodo nel 2010. Nel frattempo, però, è riuscito a mettere in fila i tre titoli necessari per realizzare il Triple Crown. Nell’ordine: il WPT Major Grand Prix de Paris (2005), l’EPT di Dublino (2006) e infine il $5.000 Pot Limit Omaha Hi-Low Split 8 or Better alle WSOP (2009).

Il terzo posto, sempre per cronologia, è occupato dal forte professionista Jake Cody. Anche lui britannico, Cody è entrato nell’elenco dei Triple Crown winners nel 2011, subito dopo la vittoria nel $25.000 Heads-Up No-Limit Hold’em alle WSOP. In precedenza, si era aggiudicato il titolo EPT a Deauville (Francia) e quello WPT a Londra, entrambi nel 2010.

Pochi mesi dopo Cody, anche Bertrand Grospellier è entrato a far parte della lista. I primi due “pass” il francese li ha ottenuti nel 2008: il primo al ME della PCA – proprio quell’anno entrata per la prima volta nell’European Poker Tour -, il secondo al WPT Festa al Lago. Per il braccialetto, invece, Grospellier ha dovuto aspettare tre anni: nel 2011 è arrivata la vittoria nel $10.000 Seven Card Stud Championship WSOP e con essa anche il Triple Crown.

La quinta posizione è di Davidi Kitai. Il belga ha aggiunto il Triple Crown al suo palmares nel 2012. Nel 2008 ha iniziato con la vittoria in un torneo WSOP, precisamente il $2.000 Pot-Limit Hold’em, seguita poi nel 2011 dal titolo WPT Celebrity Invitational e un anno dopo dal primo posto nell’EPT di Berlino. Da notare che nel 2013 e nel 2014 Kitai ha aggiunto altri due braccialetti WSOP alla sua collezione.

Scendiamo di un posto e facciamo un salto in avanti di 5 anni, quelli necessari affinché il giocatore USA Mohin Charania aggiungesse ai successi EPT (Grand Final Montecarlo, 2012) e WPT (Grand Prix de Paris, 2013) il primo posto nel $1.500 No Limit Hold’em alle World Series Of Poker.

Il 7° ingresso nella galleria dei Triple Crown è quello di Harrison Gimbel. Lo statunitense ha iniziato, piuttosto bene, con il titolo della PCA 2010 che ha portato nelle sue casse 2,2 milioni di dollari; poi si è imposto nel WPT Rolling Thunder di Lincoln (USA) del 2016 e infine ha centrato il titolo WSOP con l’evento $3.000 NLH, nell’edizione del 2017.

Le ultime due posizioni sono occupate da giocatori britannici “ma non inglesi”. L’8° della classifica è nelle mani dello scozzese Nial Farrell, la cui striscia di risultati utili per il Triple Crown è piuttosto recente. Nel 2015 Farrell vince l’EPT di Malta. Verso la fine del 2016 si aggiudica il WPT Caribbean di Punta Cana, mentre nel 2017 arriva il titolo WSOP: vince il Main Event a Rozvadov, in Repubblica Ceca. Si tratta quindi di torneo delle WSOPE, le World Series Of Poker versione europea, ma per il Triple Crown va bene lo stesso.

All’opposto la storia di Roberto Romanello. Gallese, ma di chiare origini italiane, Romanello mette a segno i primi due eventi nel 2010 e nel 2011, rispettivamente l’EPT di Praga e il WPT di Bratislava. Per l’ultimo anello, anzi braccialetto, deve aspettare il 2020, anno in cui vince il $1.500 No Limit Hold’em alle WSOP. Il torneo, causa pandemia, si gioca online. D’altra parte l’intera edizione è va in scena su Internet e tanto basta alla giuria che gli assegna il Triple Crown.

In questo momento, ci risultano 86 giocatori in lizza per il Triple Crown, ovvero già in possesso di almeno due titoli. Tra questi ci sono grandi nomi (Daniel Negreanu, Phil Ivey, Antonio Esfandiari, Ryan Riess, Jason Mercier ad esempio), altri che hanno smesso da tempo di dedicarsi al poker giocato (Dan Herrington, Howard Lederer, Eugene Katchalov, Scotty Nguyen) e anche qualcuno che non c’è più (Mike Sexton, David Ulliott). C’è anche un italiano, Rocco Palumbo che ha vinto il WPT Grand Prix di Venezia nel 2013 e il braccialetto WSOP nel 2012 ($1.000 NLH), ma al quale manca ancora il successo in un ME targato EPT.

A questo proposito, tenendo in considerazione che WPT e WSOP quest’anno si giocheranno ma quasi sicuramente non ci saranno tornei dell’European Poker Tour, oltre il 70% dei candidati non riuscirà a realizzare il Triple Crown nel 2021. Il nostro favorito è solo uno: lo spagnolo Adrian Mateos, giocatore fortissimo (21,3 milioni di dollari finora), che deve “solo” realizzare la sua prima vittoria in una tappa del World Poker Tour.

Foto di testa: Gavin Griffin (courtesy of WSOP)

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