Gli slowroll più brutti (con un’eccezione)

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Quando nel poker si parla di slowroll si fa riferimento ad una delle pratiche più odiose di questo gioco. Fortunatamente non la si vede troppo spesso, perché la maggior parte dei player è dotata di sportività, ma ci sono casi davvero eclatanti nella storia del poker.

Cosa si intende esattamente per slowroll? Molto semplice: siamo di fronte ad uno slowroll tutte le volte che un giocatore si prende del tempo per pensare prima di fare call con una mano fortissima se non addirittura nuts, cioè imbattibile. La ragione che spinge un giocatore a comportarsi in maniera assolutamente antisportiva, cercando di schernire l’avversario, è avvolta nel mistero. In realtà, l’unico risultato che si ottiene con uno slowroll è quello di attirare su di sé l’antipatia di avversari, pubblico e commentatori tv (nel caso ci fossero).

Qualche giocatore ritiene che lo slowroll sia un mondo per mandare in tilt l’avversario e fare in modo che nelle mani successive commetta errori. Ammesso e non concesso che questa spiegazione sia valida, rimane un atteggiamento da respingere in quanto antisportivo. Il vero “tiltato” è colui che compie uno slowroll. Stiamo esagerando? Date un occhio a questi esempi.

W0rld Cup 2010, in scena alla PCA di Nassau (Bahamas). Il format di questo torneo, dismesso ormai da diversi anni, era molto particolare: si trattava di una competizione a squadre nazionali. I team erano composti da giocatori pro e qualificati online. L’azione di cui vogliamo parlare prende il via con un rilancio del capitano del team azzurro, Luca Pagano, che apre da late position con 6-2 offsuited (!). Da bottone arriva il mini-reraise di Sascha Cornils, giocatore tedesco, che in mano ha la coppia di Assi. Parola allo small blind, dove è seduto il giocatore canadese Darus Suharto (6° al Main Event WSOP del 2008) che spilla la coppia di King. Suharto controlla gli stack degli avversari e infine dichiara l’all-in. Pagano ovviamente folda ma Cornils, anziché snappare con la top hand, esita e alla fine chiede addirittura un time-out per conferire con il capitano del team germanico, Jan Heitmann. Passano diversi minuti durante i quali i commentatori tv (James Hartigan tra questi) gridano al clamoroso slowroll. Cornils torna al tavolo e infine chiama. Quando sul tavolo vengono girati i suoi Assi, il pubblico va in follia, Suharto sorride disgustato e tutti sperano nel terzo K sul board. Purtroppo il miracolo non si avvera e così finisce la storia.

Qualcuno si è appellato all’inesperienza di Cornils per giustificare uno slowroll così fastidioso, ma questa spiegazione non ci convince molto. A controprova c’è la birra offerta da Jan Heitmann a tutto il team canadese per scusarsi del comportamento del proprio compagno di squadra. Ecco il video dell’action con il commento proprio di James Hartigan:

Altro giro, altra corsa. In questo caso è quella condotta da Mikel Habb all’Aussie Millions del 2016. La sua è una sceneggiata veramente pietosa, tra l’altro ai danni di una delle poche rappresentanti del gentil sesso presenti al torneo, Samantha Abernathy. L’azione è – o piuttosto, sarebbe dovuta essere – standard: l’under-the-gun apre con un miniraise (50.000), Habb da SB tribetta fino a 112.000 con K♠K♣, la Abernathy va all-in per 514.000 gettoni da BB con 6♦6♥. Dopo il fold dell’original raiser, però, Habb manda in scena uno slowroll tra i peggiori di sempre. E festeggia pure, quando si arriva allo showdown. La cosa bella è ch…e vabbè non spoileriamo il finale e vi lasciamo al video:

La terza mano che proponiamo vede il confronto tra il re degli slowroll, Shaun Deeb, e un campione del trash talking, Mike Matusow. Potete già immaginare cos’è successo la tavolo. L’azione si svolge durante l’evento televisivo di cash game Poker Night in America. “The Mouth” apre da mid position con J♦J♠ e trova il call di Shaun Deeb da bottone con 5♦5♠. Il flop è quello dei sogni per Deeb che, dobbiamo dirlo, oltre ad essere un pro dello slowroll è anche un grande campione di poker (7,7 milioni di dollari vinti in carriera e tre braccialetti WSOP in bacheca): 10♣5♥5♣. Matusow c-betta $1.000 che Deeb decide di limitarsi a chiamare, di fatto preparando la trappola al suo avversario. Il turn è un 4♣: Matusow va all-in in overbet per $4.675. Shaun Deeb che ha quads (poker), cioè la mano nuts, invece di fare uno snap-call va in the tank. Chiede l’inutile count delle chips a Matusow, di fatto mettendo in scena un plateale slowroll. L’intenzione chiara è di far saltare i nervi ad un giocatore non simpaticissimo come Mike Matusow. Obiettivo raggiunto:

Per la serie “chi la fa l’aspetti”, ecco un’altra epica slowrollata. Siamo all’Irish Open 2015, final table. Donnacha O’Dea, un veterano del circuito noto soprattutto in Irlanda, UK e negli States (1 titolo WSOP e 1,3 milioni di dollari incassati) apre con un miniraise da hijack. In mano ha A♣6♣. La risposta arriva solo da Andreas Gann che, nonostante gli siano rimasti solo 5 bb, decide di chiamare da SB con K♦Q♦. Scende il flop: 8♦A♦6♦ che crea una situazione da cooler: O’Dea infatti ha centrato la doppia coppia ma non sa che il suo avversario ha il colore nuts. E così lo mette ai testi ma Gann, anziché snappare, ci pensa più di un minuto prima di esultare mostrando le proprie carte. Piovono su Gann le critiche degli altri giocatori, nonché del pubblico. Per fortuna qualcuno le ascolta: il dealer che, dopo un ininfluente 7♣ al turn, gira un 6♥ al river, per il fullhouse che elimina Gann dal torneo. E manda in delirio tutti:

Completiamo questa serie con una mano dove lo slowroll pesante è stato sportivamente evitato da un signore che all’epoca della mano aveva già 96 anni. Jack Ury, nonostante sia deceduto nel febbraio 2011, ancora oggi rimane la persone più anziana ad aver preso parte ad un Main Event WSOP. L’edizione è quella del 2009 e la mano è presa al flop: 6♣6♦7♠. Ury esce puntando 1.000 chips ma riceve il raise all-in a 5.275 di Steve Friedlander. L’anziano signore si prende giusto qualche secondo prima di chiamare e vedere il suo avversario mettere sul tavolo 7♥6♥, full di 6 ai 7. Una mano fortissima, ma non il nuts! Ury lo guarda e gli dice: “credo tu sia messo male, amico”. Tutti gli chiedono di mostrare le carte e lui “volete davvero che le mostri?”. Il tempo – brevissimo – di godersi questo momento e poi Ury mostra 7♦7♣ per il fullhouse superiore. Un tripudio. Se questo è uno slowroll, allora per noi è il benvenuto!

 

Foto di testa: Shaun Deeb (courtesy of WSOP.com)

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