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Quando nel poker si parla di slowroll si fa riferimento ad una delle pratiche più odiose di questo gioco. Fortunatamente non la si vede troppo spesso, perché la maggior parte dei player è dotata di sportività, ma ci sono casi davvero eclatanti nella storia del poker.

Cosa si intende esattamente per slowroll? E’ presto detto. Siamo di fronte ad uno slowroll tutte le volte che un giocatore si prende del tempo per pensare prima di fare call con una mano fortissima se non addirittura nuts, cioè imbattibile. La ragione che spinge un giocatore a comportarsi in maniera assolutamente antisportiva, cercando di schernire l’avversario, è avvolta nel mistero. In realtà, l’unico risultato che si ottiene con uno slowroll è quello di attirare su di sé l’antipatia di avversari, pubblico, floormen e commentatori tv (nel caso ci fossero).

Qualche giocatore ritiene che lo slowroll serva per mandare in tilt l’avversario e fare in modo che nelle mani successive commetta errori. Ammesso e non concesso che questa spiegazione sia valida, rimane un atteggiamento da respingere in quanto antisportivo. Il vero “tiltato” è colui che compie uno slowroll. Stiamo esagerando? Date un occhio a questi esempi.

Jennifer Harman
Jennifer Harman

Il primo arriva dalla World Cup 2010 della PS Caribbean Adventure (PCA), organizzata a Nassau (Bahamas). Il format di questo torneo, dismesso ormai da molti anni, era particolare: si trattava infatti di una competizione a squadre nazionali. I team erano composti da giocatori professionisti e qualificati online.

L’azione prende il via con un rilancio del capitano del team azzurro, Luca Pagano, che apre da late position con 6-2 offsuited! Da bottone Sascha Cornils, giocatore tedesco, risponde con un miniraise. In mano ha una coppia di Assi. Parola allo Small Blind, dove è seduto il canadese Darus Suharto (6° al Main Event WSOP 2008) che “spilla” la coppia di Re. Suharto controlla gli stack degli avversari e infine dichiara l’all-in. Pagano ovviamente folda ma Cornils, anziché snappare con la top hand, esita. Chiede addirittura un time-out per conferire con il capitano del team germanico, Jan Heitmann.

Passano diversi minuti durante i quali i commentatori tv (James Hartigan tra questi) gridano al clamoroso slowroll. Cornils torna al tavolo e infine chiama. Quando sul tavolo vengono girati i suoi Assi, il pubblico dà in escandescenze: Suharto fa un sorriso di disgusto mentre tutti sperano nel terzo K sul board. Purtroppo il miracolo non si avvera.

Qualcuno si è appellato all’inesperienza di Cornils per giustificare uno slowroll così fastidioso, ma questa spiegazione non convince molto. A controprova c’è la birra offerta da Jan Heitmann a tutto il team canadese per scusarsi del comportamento del proprio compagno di squadra. Ecco il video dell’action con il commento proprio di James Hartigan:

Altro giro, altra corsa. In questo caso è quella condotta da Mikel Habb all’Aussie Millions del 2016. La sua è una sceneggiata veramente pietosa, tra l’altro ai danni di una delle poche rappresentanti del gentil sesso presenti al torneo, Samantha Abernathy. L’azione è – o piuttosto, sarebbe dovuta essere – standard: l’under-the-gun apre con un miniraise (50.000 chip), Habb da SB tribetta fino a 112.000 con K♠K♣, la Abernathy va all-in per 514.000 gettoni da BB con 6♦6♥. Dopo il fold dell’original raiser, però, Habb manda in scena uno slowroll tra i peggiori di sempre. E festeggia pure, quando si arriva allo showdown. La cosa bella è che… vabbè, avete già capito ma non spoileriamo il finale e vi lasciamo al video:

Per la serie “chi la fa l’aspetti”, ecco un’altra epica slowrollata. Siamo all’Irish Open 2015, final table. Donnacha O’Dea, ex campione di nuoto passato al poker e noto soprattutto in Irlanda, UK e negli States (1 titolo WSOP, 1,3 milioni di dollari incassati) apre con un miniraise da hijack. In mano ha A♣6♣. La risposta arriva solo da Andreas Gann il quale, nonostante gli siano rimasti solo 5 bb, decide di chiamare da SB con K♦Q♦. Scende il flop: 8♦A♦6♦. Si crea una situazione da cooler: O’Dea infatti ha centrato la doppia coppia ma non sa che il suo avversario ha il colore nuts. E così lo mette ai testi ma Gann, anziché snappare, ci pensa più di un minuto prima di esultare mostrando le proprie carte.

Immediate le critiche degli altri giocatori, nonché del pubblico. Per fortuna qualcuno le ascolta: il dealer, dopo un ininfluente 7♣ al turn, gira un 6♥ al river, per il fullhouse che elimina Gann dal torneo. E manda tutti in delirio!

Al Main Event WSOP 2005 si è verificato un altro slowroll particolarmente fastidioso. L’azione vede la leggendaria Jennifer Harman contrapposta al regular newyorkese Cory Zeidman. La due volte vincitrice del braccialetto WSOP con tornei “open” (ovvero non limitati ad un solo sesso) ha chiuso fullhouse al turn di questo board 10♠J♦Q♥10♦: in mano ha due Donne. L’azione procede al river che porta il 7♦. La Harman mette ai resti il suo avversario, ma non sa che Zeidman ha 9♦8♦: scala colore chiusa al river! Lui scuote la testa incerto sul da farsi per qualche istante e poi le dice: “se perdo questa mano almeno avrò il tempo per fare un po’ di turismo!” A quel punto, Jennifer Harman ha già capito tutto. Zeidman chiama mostrando la mano nuts e poi infierisce con il suo show.

La punizione per il giocatore americano è arrivata molto tempo dopo: nel 2024, quando è stato condannato a 46 mesi di prigione per frode nell’ambito delle scommesse sportive.

Completiamo questa serie con una mano dove lo slowroll pesante è stato sportivamente evitato da un signore che all’epoca della mano aveva già 96 anni. Jack Ury, nonostante sia deceduto nel febbraio 2011, ancora oggi rimane la persone più anziana ad aver preso parte ad un Main Event WSOP. L’edizione è quella del 2009 e la mano è presa al flop: 6♣6♦7♠. Ury esce puntando 1.000 chip ma riceve il raise all-in a 5.275 di Steve Friedlander. L’anziano signore si prende giusto qualche secondo prima di chiamare e vedere il suo avversario mettere sul tavolo 7♥6♥, full di 6 ai 7. Una mano fortissima, ma non il nuts! Ury lo guarda e gli dice: “credo tu sia messo male, amico”. Tutti gli chiedono di mostrare le carte e lui “volete davvero che le mostri?”. Il tempo – brevissimo – di godersi questo momento e poi Ury mostra 7♦7♣ per il fullhouse superiore.

Giù il cappello per lo slowroll evitato dal compianto veterano del poker. Purtroppo, ci sono più casi di slowroll che di sportività. Ne ricordiamo infine uno diventato storico: quello di Shaun Deeb a Mike Matusow.

Immagine di testa: Shaun Deeb (credits PokerNews)

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