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Il Main Event delle World Series Of Poker 2020 ha il primo finalista. E’ l’argentino Damian Salas, già presente al final table del ME WSOP nel 2017 quando chiuse con un 7° posto da $1.425.000 di premio. Salas, con la vittoria conseguita ieri al King’s Casino di Rozvadov (Repubblica Ceca), ha di fatto già migliorato il risultato del 2017 sia in termini di payout che di piazzamento. Non solo, ma l’avvocato argentino con la passione per il poker entra di diritto nel ristretto club dei giocatori che nell’era “post Moneymaker” sono riusciti a disputare due volte il final table del ME WSOP: Joe Cada, Ben Lamb, Antoine Saout e Mark Newhouse.

Ricordiamo che l’edizione di quest’anno è andata in scena con un format diverso, suddivisa tra fase di qualifica online e fase finale live. Quest’ultima è a sua volta composta da due step: due semifinali con altrettanti tavoli da 9 giocatori, uno in Europa (quello vinto da Salas) e uno negli USA (a Las Vegas), i cui rispettivi vincitori si sfideranno nell’heads-up conclusivo in programma al Casino Rio di Las Vegas il 30 dicembre 2020, che mette in palio un milione di dollari aggiuntivo e il titolo di campione.

Se siete curiosi di sapere come si è svolto il primo dei due tavoli live, questi sono gli highlights della partita.

La giornata inizia con questa situazione:

Position Player Country Chip Count Big Blinds
1 Brunno Botteon Brazil 10,317,743 52
2 Manuel “robocup” Ruivo Portugal 6,213,759 31
3 Damian Salas Argentina 5,653,528 28
4 Marco “fullbabyfull” Streda Liechtenstein 4,232,560 21
5 Hannes “BlackFortuna” Speiser Austria 3,515,744 18
6 Dominykas “MickeyMouse” Mikolaitis Lithuania 3,165,440 16
7 Ramon “Ritza” Miquel Munoz Spain 3,035,940 15
9 Stoyan “UncleToni” Obreshkov Bulgaria 2,119,610 11

Con diversi giocatori short stack (quelli sono i 20 bb), l’azione nei primi due livelli è tesa e caratterizzata da pochissimi showdown.

Partono bene il lituano Mikolaitis e lo stesso Salas, sicuramente due tra i giocatori più pericolosi al tavolo insieme a Obreshov e Speiser. Ma proprio quest’ultimo è il primo ad abbandonare la partita. E’ il secondo livello di giornata quando il professionista austriaco, rimasto con poco più di 10 bb, decide di tribettare all-in sull’apertura di Salas. L’argentino chiede il conteggio e poi chiama, trovandosi nettamente avanti allo showdown: 10♥10♠ vs Q♣10♣. Il board non regala sorprese e Hannes Speiner esce all’ottavo posto per $109.982.

Passa circa mezz’ora e il tavolo si riduce a 6 left. I bui sono 100K/200K ante 200K quando Stoyan Obreshkov apre da cutoff fino a 900.000 chips, lasciandosi dietro poco meno di 800K. Di nuovo Damian Salas non ci sta e da bottone reraisa fino a 1,75 milioni. Foldano i bui, mentre Obreshkov è costretto a chiamare. Lo showdown è per la seconda volta tutto a favore dell’argentino che ha A♣10♣ vs K♠10♥ del giocatore bulgaro. Il flop 10♦9♦7♦ offre poche speranze di sorpasso. Il turn regala a Obreshkov qualche chance di split pot con un 7♠ che pareggia il board. Ma il river A♠ mette fine alle speranze del bulgaro che è 7° e va ad incassare $160.512.

Sul finire del secondo livello, arriva la terza eliminazione. Dominykas Mikolaitis, che poche orbite prima ha perso più di metà stack in un mal consigliato all-in con Q♣7♦ su Marco Streda che lo domina con A♣Q♦, si trova adesso a dovere decidere se investire gli ultimi 12bb con A♦J♣ sull’attacco di Manuel Reivo. La risposta e sì e non è del tutto sbagliata, visto che il portoghese parte avanti ma di poco con 3♣3♥. Il problema è che al flop scende un 3♦ che regala il set a Ruivo, mentre il successivo turn 7♠ rende Mikolaitis drawing dead. Per il lituano c’è un 6° posto da 234.255 dollari, il suo miglior risultato ottenuto dal vivo.

Nel post pausa, Damian Salas conquista la leadership ai danni di Bruno Botteon. L’azione vede l’apertura dell’argentino a 525.000 (i bui sono 125K/250K ante 250K) che Botteon chiama da BB. Il flop è 9♦6♥5♠, sul quale entrambi i giocatori scelgono di fare check. Al turn scende un 10♥: il brasiliano esce puntando 450.000 chips che Salas chiama senza troppe esitazioni. I due arrivano così all’ultima street, un 4♦. Betteon questa volta sceglie il check. Salas ne approfitta piazzando in mezzo 1,5 milioni, ma a quel punto il suo avversario rilancia pesante: 5 milioni! L’overbet non convince però Salas che, dopo qualche riflessione, dichiara il call: Botteon è costretto a mostrare la second pair con 9♣7♣ ma l’argentino, che gli sta avanti grazie a K♣10♠, incassa un monster pot e diventa il nuovo chipleader.

Nei successivi 40 minuti del livello si assiste ad uno scambio di colpi che coinvolge quasi tutti i giocatori e che favorisce Munoz e Salas a scapito di Streda e Ruivo. Questi ultimi si trovano così short stack (circa 11 bb a testa) e costretti a confrontarsi per la permanenza al tavolo. La mano però è un classico cooler: resti preflop con il portoghese nettamente avanti, A♣A♦ vs A♥K♦. La mano è già chiuso al turn J♣8♣2♣7♠ e lo svizzero (ma residente in Liechtestein) Marco Streda è player out in 5a posizione per $341.879. Un risultato comunque eccellente e insperato per lui che è di fatto un debuttante nel mondo del poker live.

Poco prima della pausa cena, Damian Salas incassa altri due pot da Botteon prima e Ruivo poi. A quel punto la situazione è: Salas 23.550.000 chips, Botteon 8.000.000, Munoz 3.800.000, Ruivo 2.925.000.

Il gioco riprende con il livello 39, bui 200K/400K ante 400K, e con Damian Salas che, forte del proprio vantaggio in chips, mette pressione sul tavolo. A farne le spese è sopratutto Ramon Miquel Munoz che a metà livello si trova con il classico “a chip and a chair”, in sostanza poco più di 2 bb. Lo spagnolo li mette in mezzo con A♠6♦ ma trova il call di Bruno Botteon che ha 3♠3♦. Anche in questo caso, il coin flip si risolve a favore della coppia che nuovamente diventa set con un 3♦ al flop. Il resto è ininfluente e lo spagnolo chiude la sua performance WSOP al 4° posto con in tasca $498.947 in più.

Inizia così la fase 3-handed. Salas è sempre più chipleader solitario con più del doppio dei gettoni degli altri due messi assieme. Chiama però alcuni all-in, forse un po’ troppi, e così alla fine del livello la situazione torna ad essere più bilanciata: Salas 16.350.000, Botteon 12.400.000, Ruivo 9.450.000.

C’è quindi la possibilità di una finale tutta in lingua portoghese, ma ad evitare che questo accada ci pensa Salas. Il livello è da poco salito a 250K/500K ante 500K quando l’argentino limpa da SB con 10♣7♣. Ruivo non ci sta e rilancia da BB fino a 1,5 milioni con 9♦4♥. Il successivo call di Salas consente al dealer di girare le prime tre carte sul tavolo: 9♣4♣2♦. Un flop che preannuncia emozioni e così puntualmente avviene. Salas decide di fare check. Ruivo, che ha doppia coppia, punta 750mila, ma subisce il rilancio dell’argentino a 5 milioni. Il portoghese, che ha dietro poco più di 6 milioni mette le restanti chips tutte in mezzo. Call di Salas che si gioca la mano decisiva con progetto a colore. Il turn non cambia la situazione anche se di fatto aggiunge out alla mano dell’argentino, che adesso ha flush draw e progetto di scala bilaterale. L’ultima carta è proprio uno dei suoi out: un 5♣ che gli fa completare il colore ed elimina Manuel Ruivo al 3° posto per $728.177.

Inizia così l’heads-up tutto sudamericano, tra Damien Salas (24.175.000) e Bruno Botteon (14.100.000). La sfida inizia con il brasiliano che si riporta sotto ma, sul finire del livello, incappa nell’errore già commesso in precedenza: un altro check-raise al river con la mano peggiore. Il board recita 10♠7♣6♥8♦9♦ quando Botteon rilancia a 3,6 milioni per rubare il pot con Q♦8♥. Purtroppo per lui Salas ha la scala superiore a quella del board con J♥4♦.

L’argentino riprende la leadership e non la molla più fino alla fine. In meno di un’ora si arriva all’epilogo. La situazione è Salas 27,8 milioni contro i 10,45 del suo avversario. Salas limpa da SB e Botteon non investe altre chips nella fase preflop. Il flop porta K♣4♣2♥ e di nuovo non ci sono chips aggiunte al pot. Tutto sembra condurre a una mano insignificante, ma è solo una sensazione perché al turn l’azione si impenna. Arriva un 6♥: Botteon fa ancora una volta check. Salas ne approfitta per puntare un milione. Il brasiliano rilancia a 2,8 e trova il call dell’argentino. River: 8♣. Botteon annuncia l’all-in e, per la prima volta nel torneo, Salas si toglie gli occhiali da sole per studiare attentamente il suo avversario. Ci vuole qualche minuto ma alla fine, ancora una volta, l’argentino trova la giusta lettura: un call che smaschera il bluff di Botteon con 7♥3♥. Salas mette sul tavolo K♦8♥, una doppia coppia che chiude la corsa di Bruno Botteon nel ME WSOP 2020 al secondo posto, per un premio pari a $1.062.723.

Per Damian Salas, invece, ci sono già $1.550.969 assicurati che potrebbero aumentare di un altro milione in caso di vittoria nella sfida finale contro il finalista statunitense. Senza dimenticare l’importanza del braccialetto in palio.

L’appuntamento adesso è per domani, quando conosceremo il nome del secondo finalista e poi alla fine dell’anno per raccontarvi l’ultimo atto di questo Main Event WSOP 2020.

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Foto principale: Damian Salas, vincitore del tavolo internazionale WSOP ME 2020 (credits PokerNews)

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