Fra poco più di due settimane inizia lo European Poker Tour di Barcellona. La tappa catalana della Season 2026 è in programma dal 16 al 29 agosto, con l’ormai consolidato schema che vede i tornei PokerStars Open in apertura (16-23/08), seguiti dalla kermesse EPT (21-29/08).
In tutto ci sono 79 eventi: 25 sono qualifiers, gli altri 54 assegnano i trofei. La serie PS Open propone il classico Main Event dal 16 al 22 agosto (buy-in €1.650), accompagnato dall’€825 PokerStars Cup (20-21/08) e dall’High Roller (21-12/08), al quale si partecipata pagando €2.700.
L’EPT vero e proprio vanta una serie molto ampia di tornei. L’elenco completo è troppo lungo per essere riportato qui (lo trovate alla pagina dell’organizzatore), ma almeno possiamo dire che i “pezzi forti” ci sono tutti:
Super High Roller: 21-23/08 – €100.000
Main Event: 22-29/08 – €5.300
Mystery Bounty: 25-27/08 – €3.250
High Roller: 27-29/08 – €10.300
Degna di nota è anche l’ampia selezione per chi preferisce i tornei con le varianti. Ben 12, suddivisi in sei specialità: PL Omaha (6 tornei), PL Omaha Hi-Lo (1), NL Omaha 8 (1), Eight Game (2), 9 Game Mix (1) e T.O.R.S.E. (1).
Senza dimenticare che dal 23 al 29 agosto ci sarà su PokerStarsnews.it anche la copertura in diretta streaming dell’EPT High Roller (Final Table il 23) e dell’EPT Main Event (24-29), a partire dal Day 2.

Barcellona è la tappa più presente nella storia dell’EPT e anche la più “gettonata” da giocatori e appassionati che la seguono da casa. La sua storia più che ventennale è iniziata nel 2004 ed è proseguita fino ad oggi con una presenza costante che nessun’altra tappa del tour può vantare. Unica eccezione il periodo 2020-21, quello travagliato dal COVID che ha ridotto l’EPT alla sola tappa di Sochi (Russia). In questo caso, però, non si può parlare di stagione vera e propria.
Il capoluogo della Catalogna ha un peso specifico per l’Italia del poker, quello di tanti risultati importanti raggiunti nel Main Event del festival. Ricordiamo i principali: Luca Pagano 3° nel 2004, Dario Alioto 7° nel 2005, Daniele Mazzia 4° nel 2008, Francesco Notaro 8° nel 2010, Luca Fiorini 4° nel 2013, Andrea Dato 4° nel 2014, Raffaele Sorrentino 3° nel 2017 (quando però il tour era diventato PS Championship), Pasquale Braco 8° nel 2019 e infine Umberto Zaffagnini, “bronzo” lo scorso anno.
Tuttavia, il risultato più importante rimane tuttora ancorato alla vittoria di Giuliano Bendinelli nell’edizione 2022. Una vittoria clamorosa, spettacolare, strappata con unghie e denti agli avversari. E anche grazie alla fortuna, ma non sarebbe poker senza la Dea Bendata!
Vale la pena rivederla in sintesi, per ricordare la terza picca EPT vinta da un “azzurro” – la quarta se consideriamo il successo di Sorrentino nel PS Championship Montecarlo 2017 – dopo quelle di Salvatore Bonavena (Praga 2008) e Antonio Buonanno (Montecarlo 2014).

E’ il 21 agosto 2022 quando, nella pokeroom del Casino Barcelona, Giuliano Bendinelli raggiunge il tavolo finale del Main Event EPT. In “campo” sono rimasti solo gli ultimi 6 giocatori.
L’italiano è quarto con 10.700.000 chip, pari a 43bb, mentre al comando c’è il ceco Patrik Jaros (14.975.000). Segue il norvegese Kayhan Mokri, non ancora diventato il grinder dei Super High Roller che oggi vanta più di 23 milioni di dollari vinti. Mokri ha ammassato 14.575.000 gettoni ed è senza dubbio il più pericoloso al tavolo.

Bendinelli rimane nella fascia tra il 3° e il 4° posto per un livello e mezzo. A metà nel #35, però, arriva il colpo che lo devasta. I bui sono già alti, 200k/400k bb ante 400k, quando l’italiano decide di andare all-in da bottone per circa 10,3 milioni, sull’apertura 900k di Jimmy Guerrero (utg). I bui foldano – compreso Mokri che ha A♦Q♥ – e l’azione torna all’original raiser: il francese chiama con lo stack di poco inferiore a quello di Bendinelli, spostando l’azione allo showdown. Bendinelli gira A♠Q♦ ma è dominato da A♣K♦ di Guerrero. Il board scorre K♥10♥2♣A♥5♠, doppia coppia del francese che disintegra lo stack dell’italiano.
Giuliano Bendinelli si ritrova ultimo a 6-left con 475.000 chip, cioè un buio! Sembra finita, ma il famoso detto “finché c’è vita c’è speranza” – che nel poker si traduce in “a chip and a chair” – è dietro l’angolo. Bendinelli folda una mano e poi, da utg+1, mette i resti con A♠4♥. Gli rispondono Jimmy Guerrero da SB e Patrik Jaros da BB, rispettivamente con in mano 6♥5♣ e Q♠5♥. A♦ come prima carta del flop e poi più nulla di significativo: triple-up di Bendinelli!
Nella mano successiva, l’italiano si salva con uno split pot sul board K♦K♠6♠6♥A♠, quando Jaros ha in mano Q♠ carta alta contro 5♦ di Bendinelli!
Il terzo miracolo arriva poco dopo. L'”azzurro” shova con K♦8♣ ma trova il call di Mokri che è in vantaggio con A♣J♣. Di nuovo il flop è dalla parte di Bendinelli, adesso in maniera clamorosa: K♥K♣8♥, fullhouse! Il resto del board non cambia più nulla, e Giuliano Bendinelli torna a sperare con 3.850.000 chip.

Al cambio di livello (#36, 250k/500k bb ante 500k) Bendinelli è risalito a 8,5, mentre nel frattempo è uscito Mokri. Poco dopo lascia anche Jaros.
L’italiano sale ancora con un’azione poco convenzionale. Limpa da SB e poi chiama lo shove di Neville Costa da BB: allo showdown, Bendinelli è in vantaggio K♠Q♠ vs K♦J♠ e il board liscio lo premia.
Il destino sembra aver tracciato una corsia speciale per lui, che in breve raggiunge la seconda posizione alle spalle di Jimmy Guerrero. Poi lo sorpassa con un bel call sull’altro brasiliano Fabiano Kovalski nel primo round, ed eliminandolo nel secondo con coppia di 10 vs coppia di 8.
E’ il momento del deal, che tuttavia non va in porto. Si gioca 3-handed per qualche orbita, poi Giuliano Bendinelli manda alle casse anche Neville Costa. Prima lo accorcia con stessa top pair ma kicker più alto. di seguito chiude il conto chiamando lo shove del brasiliano: 9♠9♥ di Costa, Q♥J♠ di Bendinelli e al turn scende la Q♠.
Gli ultimi due giocatori si accordano per un deal: Giuliano Bendinelli si assicura €1.422.480, mentre Jimmy Guerrero ha un payout garantito di €1.250.337. In palio restano €68.653, il trofeo e la gloria.
Nonostante l’accordo economico, il testa-a-testa dura per quasi altri tre livelli durante i quali i due si scambiano più volte la chiplead. Non solo, ma regalano anche ottime giocate a dimostrazione che nessuno ha già tirato i remi in barca. Per l’epilogo si deve infatti aspettare il livello 40, circa alle due e trenta di notte, quando Bendinelli apre a 3.000.000 con 8♥8♣ e Guerrero difende il BB con J♠7♠.
Il flop è micidiale: J♥9♣8♠. Il francese va in check-call per 2,5 milioni con top pair e progetto a scala bilaterale. Il turn porta il J♣ che regala trips a Guerrero e fullhouse a Bendinelli. L’ultima carta è degna di un final table indimenticabile. Arriva l’8♦: quads per Bendinelli over full di Guerrero il quale punta e poi non può fare altro che chiamare lo shove dell’Italiano.
Il resto è negli annali del poker made in Italy.
