Vai al contenuto

Per chi si muove nel mondo del poker il nome di David Haye potrebbe dire poco, se non nulla. A meno che uno non sia anche appassionato di boxe, nel qual caso Haye diventa subito The Hayemaker.

Nato a Londra nel 1980, David Haye debutta nel pugilato professionistico nel 2002. L’esordio non è dei migliori. Inizia infatti con una sconfitta per il titolo IBO dei pesi massimi leggeri, ma già nel 2005 diventa campione europeo della stessa categoria per EBU, titolo che difenderà con successo anche nel 2006. Tra il 2007 e il 2008 vince tutte le cinture mondiali dei massimi leggeri: è campione WBA, WBC, WBO e The Ring. Alla fine del 2008 decide di salire di peso e di debuttare tra gli heavy weight. Nel 2009 batte il russo Nikolai Valuev per il titolo WBA, in quello che è stato definito l’incontro di pugilato tra “Davide e Golia” (Valuev è alto 2 metri e 15 centimetri). L’inglese manterrà il titolo fino al 2011, anno in cui perderà contro l’ucraino Volodymyr Klyčko. Arrivata a questo punto, la carriera di “The Hayemaker” entra in una fase di alti e bassi, con annunci di ritiro e poi improvvisi ritorni sul ring. Riesce a vincere ancora alcuni incontri ma il fisico inizia a dare segnali poco incoraggianti. Gli ultimi due match disputati tra il 2017 e il 2018 sono altrettante sconfitte per KO tecnico che inducono David Haye al ritiro definitivo. Chiude la carriera da professionista con uno score di 28 vittorie (26 KO) e 4 sconfitte (3 KO), dopo essere stato per quasi un decennio tra i protagonisti della boxe mondiale.

Perché parliamo di lui in uno spazio dedicato al poker? Il motivo è che David Haye, dopo aver appeso i guantoni al proverbiale chiodo, ha scelto di dare battaglia in un altro contesto: quello del Texas Hold’em. A spingerlo in questa direzione è al tempo stesso la sua natura competitiva e una certa sottovalutazione del gioco. Come dire: ho vinto facendo a pugni sul ring per quasi 20 anni, primeggiare al tavolo da poker sarà uno scherzo. E’ lui stesso ad ammettere l’errore nel documentario David vs Goliath, pubblicato da Amazon due mesi fa e incentrato sulla sua transizione dalla boxe al poker: “Con la fiducia che ho nelle mie capacità ho pensato di vincere facilmente. Davvero. Ho pensato di farlo per un anno, di capire tutto e di vincere affidandomi ai migliori coach. Ma mi sono subito reso conto che il poker non è qualcosa che puoi fare tuo in cinque minuti”.

Haye sceglie tre professionisti come coach, Katie SwiftJoe Beevers Jeff Kimber, ma la studio del gioco non gli viene naturale. “Era come essere tornati a scuola. Sono una persona che apprende di più vedendo le cose quando vengono fatte, non leggendole. Imparo dalle cose in movimento e facendo errori. Non posso essere lo scolaro seduto al banco, non mi entra niente in testa. Devo uscire e giocare”.

A questo punto entra in scena Audley Harrison, vecchio antagonista di Haye sul ring, che si trasforma nel suo tutor di poker e gli propone un approccio diverso: rifugiarsi in un lussuoso resort per giocare a poker per due giorni e due notti. “Pensavamo solo al gioco” racconta David Haye. “Lo abbiamo vissuto e respirato per 48 ore filate. Mi svegliavo pensando al poker e andavo a dormire sognando il poker”.

A maggio del 2019 David Haye si sente pronto per il suo debutto nel poker live, che avviene a Manila, nell’Asian Poker Tour. Gioca un evento “monster stack”, dove chiude al 28° posto su 500 partecipanti per 740 dollari di payout. Non una gran cifra, ma comunque un buon risultato per un debuttante, come ha confermato lo stesso ex-pugile equiparando il piazzamento ai suoi migliori risultati nella boxe.

The Hayemaker” ci prende gusto e pochi mesi dopo è al Grosvenor Casinos Goliath 2019. Si iscrive al £125 Main Event. Anche in questo caso centra la zona ITM, ma la sua corsa si ferma al 40° posto (£2.085). Deluso dalla prestazione? Al contrario, perché raggiungere i 40 left su più di 9.000 entry non è cosa da poco per nessuno. “Questi risultati mi hanno fatto capire che il modo in cui ho imparato a giocare è quello giusto per me”.

Nei mesi successivi l’ex campione dei pesi massimi inizia a ridurre l’impegno pokeristico, soprattutto perché è già tornato al mondo del pugilato in qualità di manager di Dereck Chisora. Poi arriva il lockdown.

Ma nonostante questa fase in cui il poker è passato in secondo piano – per ora, ne siamo certi – a 39 anni David Haye rimane un grande appassionato di poker. Lo shuffle up and deal gli è ormai entrato nel sangue, come dimostra questo breve estratto dal documentario David vs Goliath:

https://www.instagram.com/p/B_AmjIeDknO/?utm_source=ig_web_copy_link

Foto di testa: David Haye (Fitness Professional / CC BY-ND 2.0)

Related Posts

None found