Per circa quarant’anni, dagli anni ’70 del secolo scorso al primo decennio del XXI secolo, i tornei di poker più importanti si sono svolti in modalità freezout: significa che il giocatore eliminato non aveva la possibilità di rientrare in gioco.
Solo in determinate competizioni esisteva l’opzione di “ricaricare” lo stack. Si trattava (e si tratta ancora) dei tornei con re-buy e add-on. I primi consentono di pagare un nuovo buy-in in caso di eliminazione, ma esclusivamente entro un determinato intervallo di tempo, di norma nei livelli iniziali. Gli add-on sono invece un quantitativo extra di gettoni (al massimo il buy-in) acquistabile al termine della fase di re-buy oppure al raggiungimento di uno specifico livello del torneo.
Nel 2010 il World Poker Tour ha introdotto una svolta significativa, lanciando la formula delle cosiddette re-entry. Il meccanismo è simile a quello dei re-buy, ma presenta due differenze sostanziali. La prima riguarda l’arco temporale più ampio per rientrare dopo l’eliminazione. In alcuni tornei è possibile farlo fino alla fine della giornata o addirittura oltre, sfruttando la late registration. La seconda differenza è procedurale: il giocatore eliminato non effettua una nuova iscrizione restando al tavolo, ma deve recarsi nuovamente alle casse, pagare un nuovo buy-in e ricevere l’assegnazione di un tavolo, spesso diverso da quello precedente.
Il sistema delle re-entry è oggi il più usato nei principali circuiti torneistici di poker. Tuttavia, nel corso degli anni, sono state introdotte ulteriori opzioni che hanno dato vita a una serie di nuove competizioni.
Ecco qualche esempio.

I TORNEI CON LE TAGLIE
Le vincite in un torneo di poker sono determinate dalla distribuzione del montepremi, di solito riservata all’ultimo 15-20% dei partecipanti. Una decina di anni fa è stata introdotta una formula che divide il buy-in dei giocatori in due parti: una confluisce nel prizepool tradizionale destinato alle posizioni a premio, l’altra diventa una taglia (bounty).
Oggi i tornei più popolari che adottano questa struttura sono di due tipi: Knockout e Mystery Bounty. Il primo prevede che all’eliminazione di un avversario si riceva la sua taglia, cioè la parte del buy-in accantonato a questo scopo. I Knockout possono essere anche Progressive: a ogni eliminazione il giocatore incassa soltanto metà della taglia, mentre l’altra metà si aggiunge alla propria. Questo meccanismo fa crescere progressivamente il valore dei bounty e rende il gioco più dinamico e aggressivo.
I tornei Mystery Bounty, introdotti per la prima volta dal vivo nel 2021 al Wynn Fall Classic, sono simili perché mantengono la suddivisione tra premi per il piazzamento e taglie. La differenza è che queste ultime hanno importi variabili e vengono assegnate in modo casuale a partire da una determinata fase del torneo.
Funziona in questo modo. L’organizzazione preleva una quota del montepremi per trasformarlo in taglie che diventano disponibili una volta raggiunta la zona in the money. Da quel momento, ogni giocatore eliminato ha diritto a “pescare” una busta misteriosa contenente un premio in denaro.
Supponiamo che il totale delle taglie sia $500.000 e 100 i giocatori rimasti dopo la bolla, ci saranno 100 buste con importi differenti, secondo le modalità adottate dagli organizzatori. Ad esempio:

Negli ultimi due anni, lo European Poker Tour ha proposto un’altra versione di evento Knockout. Si chiama PS Cuatro KO e si distingue dagli altri tornei di questo tipo perché assegna i bounty, pari al 50% del buy-in, solo quando il field è ridotto al 25% del totale. In sostanza, si gioca in maniera normale durante la maggior parte del torneo, per poi dare una forte accelerata quando ci si avvicina alla zona in the money.
BOMB POT
Questa è una tipologia di torneo che si vede raramente, è molto più utilizzato per il cash game. Le WSOP lo hanno però proposto nelle ultime due annate, dandogli una maggiore visibilità.
La particolarità del Bomb Pot è l’assenza della fase preflop. Che si tratti di TH o di PLO, tutti i giocatori seduti al tavolo versano una somma prestabilita nel piatto prima della distribuzione delle carte (ante). Questo crea un piatto iniziale già consistente, prima ancora che inizi l’azione vera e propria.
Una volta scoperte le prime tre carte si gioca la mano in maniera tradizione, con puntate, rilanci e fold su flop, turn e river. Nel caso dell’evento WSOP, il gioco è ancora più emozionante grazie alla doppia disciplina (NLH e PLO) e a un doppio board!
Si tratta di un poker per giocatori che non hanno troppa paura di mettere tutte le chip in mezzo, sconsigliato ai deboli di cuore!
TAG TEAM
Le World Series Of Poker hanno rilanciato anche il Tag Team, precisamente nel 2016. Prima c’erano state altre versioni, come il Mixed Doubles WSOP, riservato a coppie composte da un uomo e una donna, andato in scena a Las Vegas dal 1979 e il 1983. La prima edizione fu vinta da Doyle Brunson in coppia con Starla Brodie.
Nel formato Tag Team le regole del gioco (ad esempio nel No-Limit Hold’em) non cambiano. La differenza è che lo stack appartiene alla squadra, non al singolo: i componenti possono “darsi il cambio” tra una mano e l’altra, proprio come nel wrestling.
Nel caso delle WSOP ci sono altre regole da rispettare: ogni giocatore del team deve disputare almeno un’orbita completa (un giro di bui) e i cambi sono consentiti solo tra una mano e l’altra, mai durante lo svolgimento della mano.
Gimme five e gioca!
Immagine di testa credits RIHL