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Compie gli anni oggi il centrocampista in forza ai Blancos. Dagli inizi con il Malaga, alla Nazionale, considerato un predestinato, ora è un esubero per Zidane

“Il giovane più promettente del calcio spagnolo” – così recitava la prima pagina di Marca nel 2013, anno nel quale lo spagnolo, dopo aver fatto grandi cose al Malaga, approdò nel club più importante del Mondo. Isco nasce il 21 aprile 1992 a Benalmádena, una città spagnola dell’Andalusia. Trascorre i suoi primi anni della carriera nelle giovanili del Valencia: fa il suo esordio in prima squadra a novembre 2010 in Coppa del Re contro il Logrones segnando due grandi goal che destarono l’attenzione di molti club; pochi giorni più tardi debutta anche in Champions League. Al termine della stagione, dopo appena sole 4 presenze nella Liga, viene acquistato dal Malaga allenata da Manuel Pellegrini. Con il club andaluso sboccia definitivamente il talento dello spagnolo: in due stagioni, tra campionato e coppe, totalizza 82 presenze, 17 goal e 11 assist; nel corso della Champions League 2012/2013, con 3 goal e 4 assist in otto partite, contribuisce al grande cammino europeo del club spagnolo che, per poco, sfiora una storica semifinale per mano del Borussia Dortmund più forte degli ultimi anni. Nell’estate del 2013 il Real Madrid punta forte su di lui: viene acquistato per 30 milioni di euro dai Blancos e, di fatto, diventa il primo acquisto dell’era Ancelotti. Fa il suo esordio con la camiseta blanca in campionato contro il Betis siglando un goal e un assist determinanti ai fini del match; durante la sua prima stagione a Madrid, Isco vince i primi trofei (con i club) della sua carriera: 1 Coppa del Re e 1 Champions League contro i rivali Colchoneros. Nel corso dei primi due anni segna 17 goal e sfodera grandi prestazioni tanto da essere paragonato, per forza e tecnica, a Zinedine Zidane.

La stagione 2015/2016 non inizia nel migliore dei modi: soffre la concorrenza dei nuovi innesti acquistati dalla dirigenza trovando poco spazio nella prima parte di campionato; per lui solo un goal e una brutta espulsione nel Clasico contro il Barcellona perso 0-4 al Santiago Bernabeu. Nonostante un’annata caratterizzata da alti e bassi, vince la sua seconda Champions League di fila. La stagione 2016/2017 è l’anno migliore della sua carriera per continuità e prestazioni sopra le righe che gli permettono di diventare un titolare inamovibile e uno dei migliori centrocampisti in circolazione. Dopo aver conquistato la sua quarta Champions League e con l’addio di Cristiano Ronaldo, sembra essere sparito il talento di Isco: discontinuo, poca fantasia in mezzo al campo, pochi goal e soprattutto poca voglia di dimostrare il suo vero valore. Con Zidane, soprattutto dopo il ritorno sulla panchina del Real, il rapporto non è sicuramente dei migliori: è diventato un esubero e sembrerebbe non rientrare più nei piani dell’allenatore francese. Con il Real Madrid ha vinto tutto quello che un ragazzo desidera nel momento in cui comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio: 2 campionati spagnoli, 1 coppa spagnola, 2 supercoppe spagnole, 4 Champions League, 4 Mondiali per Club, 3 supercoppe europee. Con la nazione spagnola si toglie molte soddisfazioni con le giovanili: nel 2009 partecipa ai Mondiali Under-17 classificandosi terzo, segnando tre reti nel torneo. Nel 2013 vince il suo primo trofeo internazionale con l’Under-21: conquista l’europeo battendo gli azzurrini in finale. Nello stesso anno, qualche mese prima, fa il suo esordio con la nazionale maggiore ma, il suo primo goal con la Roja arriverà un anno più tardi. In 38 presenza ha realizzato 12 goal, tra cui una doppietta e una tripletta; partecipa al suo primo mondiale in Russia nel 2018 dove però, viene battuto, proprio dai padroni di casa agli ottavi di finale. All’età di 29, nel pieno della maturità calcistica, Isco ha necessariamente bisogno di ritrovare feeling con il campo da gioco che gli possa permettere di giocare con quella naturalezza che l’ha contraddistinto nella prima parte della sua carriera.

Foto: GettyImages

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