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Parlare di fake account nel mondo del gioco online non è purtroppo una novità. Lo diventa, però, se di mezzo c’è un professionista dello sport reale impegnato in una competizione di videogiochi.

Il protagonista di questa poco simpatica vicenda è Daniel Abt, pilota tedesco di Formula E per la scuderia Audi. Nell’ultima gara disputata sabato 23 maggio con il simulatore Formula E Live Ghost Racing, Abt si è classificato al terzo posto nel Gran Premio di Berlino, dietro a Stoffel Vandoorne (2°) e Oliver Rowland (vincitore).

Il problemi sono iniziati al termine della gara, quando è sorto qualche sospetto sulla prestazione di Abt. Il primo a sollevare la questione è stato l’ex pilota di Formula 1 Vandoorne, che già nelle fasi di qualifica si era meravigliato dell’improvviso “cambiamento di marcia” del tedesco.

Ad aumentare i sospetti di Vandoorne (e anche di un altro ex F1, Jean-Eric Vergne) è stata l’impossibilità di vedere Abt in telecamera durante la gara. Il tedesco si è giustificando adducendo problemi di connessione che però non hanno convinto gli organizzatori. A questo punto è subito scattato un controllo dell’IP dal quale è emerso che alla guida del simulatore non c’era Abt ma un esporter professionista tedesco, il 18enne Lorenz Hoerzing.

Una volta smascherata la truffa, Abt ha cercato un po’ goffamente di difendersi, parlando di gare nella quali non ci sono motivi per imbrogliare (come se in altre situazioni fosse lecito): “Non lo farei mai, e poi in quelle gare non ci sono in palio né premi né punti, vogliamo solo far divertire la gente a casa”.

Non l’ha presa bene ABB Formula E Racing che aveva organizzato la competizione berlinese insieme all’Unicef per raccogliere fondi per la lotta al Covid-19 e che ha subito squalificato Daniel Abt. Ancora più duri sono stati i provvedimenti di Audi che, dopo aver multato il pilota (10.000 euro donati a Unicef), lo ha licenziato con un comunicato durissimo: “L’integrità, la trasparenza, e il rispetto delle regole sono le priorità principali per la nostra azienda , e si applicano in tutti i campi in cui operiamo. Senza eccezioni. Per questi motivi abbiamo deciso di sospenderlo da subito”. (fonte Corriere.it)

A nulla sono valse – almeno per ora – le scuse di Abt, che alle spalle ha 6 anni di gare con le monoposto a motore elettrico e due GP vinti: “solo al termine della gara ho capito che questa cosa sarebbe andata in una direzione completamente incontrollabile, molto diversa da quella che avevamo pensato. Abbiamo fatto un grosso sbaglio, lo accetto e ne pago le conseguenze. Ma non sono un imbroglione. Questo errore virtuale ha conseguenze reali nella mia vita, un dolore così non l’ho mai provato. Non potevo cadere più in basso, mi rialzerò. Chiedo scusa a tutti”.

Staremo a vedere se qualcosa cambierà in futuro ma va detto che Abt, e in parte anche Hoerzing, con questa “bravata” hanno macchiato sport e eSports automobilistici in un colpo solo.

 

Foto di testa: Daniel Abt (planetf1.com)

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