Pianificazione, memoria e bluff: Stratego

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Amate i giochi di strategia ma gli scacchi sono un po’ troppo “astratti” per voi? Siete degli appassionati del periodo napoleonico, ma ricostruire le battaglie del “piccolo caporale” con le miniature è troppo lungo e complesso? Vi annoiate un po’ e volete l’adrenalina di un 1 vs 1?

Abbiamo il gioco che fa per voi.

Si chiama Stratego ed è un gioco in scatola che ha quasi cento anni.

Sembra infatti che il regolamento sia stato codificato all’inizio del XX secolo in Francia. Precisamente nel 1908, quando la signora Hermance Edan brevettò L’attaque, un gioco che assomiglia molto all’attuale Stratego.

Secondo alcuni le origini sarebbero ancora più antiche e avrebbero come riferimento il Don Shou Qi, una versione cinese degli scacchi. Le differenze sono però troppe per fare del Don Shou Qi l’antenato di Stratego: le pedine sono animali (la traduzione dal cinese è “gioco del combattimento fra animali“) e il loro posizionamento sulla scacchiera le rende immediatamente riconoscibili.

Le pedine di Stratego, invece, sono ispirate al mondo militare del periodo napoleonico e le loro specificità non sono visibili all’avversario.

Scatola di Stratego dell’editore Jumbo (credits Amazon.it)

Avete capito bene: Stratego è un boardgame di strategia ad informazione parziale, perché ogni giocatore conosce il proprio schieramento ma non quello dell’avversario.

Per capire meglio questo elemento originale, dobbiamo addentrarci nelle meccaniche del gioco.

Cominciamo col dire che a Stratego si gioca in due persone: ognuno è il generale di un’armata di 40 pedine da schierare su una plancia da 10×10 caselle.

Ogni pedina rappresenta un pezzo specifico. Ci sono 12 tipi di pezzi diversi: Bandiera, Maresciallo, Generale, Colonnello, Comandante, Tenente, Sergente, Artificiere, Esploratore, Spia e Bomba. Ciascun pezzo è rappresentato su un numero specifico di pedine, secondo questo schema:

Credits Wikipedia

Le pedine hanno tutte la stessa forma. Nelle edizioni classiche sono “torri”. Il pezzo che ogni pedina rappresenta è invece stampato solo su un lato della torre: quello che va tenuto nascosto all’avversario.

Per rendere ancora più segreto il posizionamento di ogni pezzo, durante la fase di schieramento i giocatori collocano uno schermo sulle 20 caselle libere al centro del tavoliere (questa regola è opzionale).

Terminato lo schieramento ha inizio la partita, con il giocatore che controlla le pedine rosse (sorteggiato in precedenza) che agisce per primo.

Le pedine si muovono solo di una casella alla volta e mai in diagonale. Al centro dalla plancia di gioco, inoltre, è raffigurata un’area intransitabile di 8 caselle (solitamente due laghetti).

Quando la pedina di uno schieramento arriva a contatto con una avversaria – fronte, fianco o retro non ha importanza – può attaccarla: solo in quel momento vengono rivelati i pezzi. Se il pezzo di chi attacca ha un valore più alto, il difensore viene eliminato e l’attaccante prende il suo posto. In caso contrario, il difensore rimane al proprio posto. In caso di parità, invece, tutti e due i pezzi abbandonano il campo.

La graduatoria dei pezzi è quella riportata nella tabella precedente, con il Maresciallo che è il pezzo più forte. La Bandiera, invece, è l’obiettivo da conquistare per vincere. Non si muove e qualsiasi pezzo può catturarla.

Fasi iniziali di una partita di Stretego (credits Acrosstheboard.com)

Alcuni pezzi hanno regole speciali. Al pari della Bandiera, anche la Bomba rimane sempre ferma ma, se viene attaccata, elimina qualsiasi aggressore. L’unico pezzo in grado di toglierla dal gioco è l’Artificiere.

L’Esploratore muove come la torre degli scacchi: quante caselle vuole in linea retta. Anche l’Esploratore sottostà alle regole delle caselle intransitabili e si deve fermare se incontra altre pedine amiche o nemiche, ma può attaccare queste ultime.

Infine c’è la Spia che perde contro tutti i pezzi ma è l’unica capace di eliminare il Maresciallo attaccandolo.

Una versione di Stratego (credits

Come si può capire Stratego è un gioco interessante, originale e anche divertente vista la semplicità delle regole. Ma semplicità non vuole dire banalità in questo caso.

Stratego, infatti, è prima di tutto un gioco di strategia e pianificazione. Sono però utili anche attenzione e memoria, d’altra parte è fondamentale ricordare quale pezzo si nasconda dietro una pedina già rivelata. In altre parole: dimenticarsi dove si trova una Bomba nuoce alla salute.

Infine è importante anche la “lettura dell’avversario“, cioè la capacità di intuire i piani e prevenire le mosse altrui.

Noi ci sentiamo di consigliarlo un po’ a tutti.

Edizione classica di Stratego, distribuita in Italia dall’Editore Giochi (credits pickclick.fr)

La versione del gioco che oggi conosciamo è opera di un commerciante olandese, Jacques Johan Mogendorff. Fu lui a ribattezzarlo Stratego nel 1942, staccandosi così dalla matrice francese de L’attaque. I tempi, quelli della 2a Guerra Mondiali, non gli furono però favorevoli.

Mogendorff era infatti ebreo e fu deportato, insieme alla famiglia, nel tristemente noto campo di concentramento di Bergen-Belsen. Riuscì a sopravvivere ma gli orrori vissuti durante la prigionia lo segnarono per sempre.

Terminata la guerra Mogendorff, minato nel fisico e nella mente, decise di vendere il brevetto alla Smeets & Schippers che a sua volta, nel 1958, lo cedette all’editore olandese Jumbo. Tre anni dopo l’inventore di Stratego si spense. Sempre nel 1961 il colosso Milton Bradley (MB) rilevò il brevetto da Jumbo e introdusse il gioco nel mercato USA.

Con il tempo, Jumbo è riuscita a recuperare i diritti del gioco. Oggi di Stratego esistono tante edizioni e sono tutte buone.

Chi invece all’elemento tattile preferisce quello digitale può giocare a Stratego anche su computer, ma in quel caso serve un sistema Windows molto datato perché il videogame è uscito nel 1998.

Meglio andare via browser, dove è disponibile Stratego online pubblicato nel 2012 sempre dalla Royal Jumbo BV.

Immagine di testa credits jumbostrategygames.com

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