verdetti premier league 21/22

I verdetti della Premier League 21/22: City sul filo, Conte in Champions, delusione United

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38 giornate per una fantastica stagione di Premier League. Il campionato più bello del mondo manda agli archivi 10 mesi ricchi di emozioni e colpi di scena.

Ultimi 90 minuti vietati ai malati di cuore nella lotta per il titolo: il Manchester City di Guardiola va sotto 2-0 in casa contro l’Aston Villa e vede il bis di trionfi allontanarsi, prima della rimonta per 3-2 che consegna la vittoria finale.

Il Liverpool di Klopp rimane a lungo sull’1-1 con i Wolves, poi nel finale arriva il successo che non basta per compiere il sorpasso: Citizen primi con 93 punti e Reds 92.

Antonio Conte completa la rimonta verso il quarto posto e porta il suo Tottenham in Champions davanti all’Arsenal. Cade ancora il Manchester United che si qualifica per l’Europa League, grazie anche al mancato successo del West Ham: per gli Hammers sarà Conference League.

Infine, grandi emozioni anche in coda. Contro ogni pronostico si salva il Leeds che vince 2-1 a Londra contro il Brentford, mentre il Burnely cade 2-1 in casa contro il Newcastle. Dopo 11 anni i Clarets tornano nel Championship.

Vediamo nel dettaglio la stagione di Premier League.

Riepilogo Premier 2021/2022
I campioniManchester City
Qualificate alla ChampionsManchester City, Liverpool, Chelsea, Tottenham
Qualificate all’Europa LeagueArsenal, Manchester Utd
Qualificata alla Conference LeagueWest Ham
RetrocesseNorwich, Watford, Burnley
CapocannoniereSalah (Liv) 23 gol, Son (Tot) 23 gol
La sorpresaBrighton
La delusioneManchester Utd
I verdetti della Premier League per la stagione 21/22

Ottavo titolo per il Manchester City

I Vicini Rumorosi, come li aveva appellati Sir Alex Ferguson, non si fermano più.

Ottavo titolo di campione di Inghilterra per il Manchester City che diventano sei da quando il massimo campionato d’oltre manica si chiama Premier League.

Back to back e conferma al primo posto per gli uomini di Guardiola che prima vedono i fantasmi contro i Villans di Steven Gerrard e poi salgono in paradiso grazie al 3-2 finale.

93 punti, conditi da 29 successi, sei pareggi e appena tre sconfitte: 99 gol fatti per il miglior attacco e 26 subiti per la miglior difesa assieme a quella del Liverpool.

Rimane l’amaro in bocca agli Sky Blues per l’ennesima delusione europea, ma in Patria il City è diventato l’ammazza campionato per eccellenza. Liverpool permettendo.

Reds per il triplete?

Il Liverpool di Klopp ancora una volta si ferma ad un passo dal titolo e solo per mano di un City che ottiene un punto in più rispetto ai rivali. Svanisce il sogno del quadruple, per Henderson e soci, ma resta vivo il possibile triplete. Dopo aver portato a casa la Coppa di Lega e la FA Cup, i reds attendono di giocare la decima finale di Champions League della loro storia.

Sabato prossimo a Parigi c’è la “Bella” contro il Real Madrid. Per la terza volta si affronteranno, con un successo a testa. Tornando alla Premier League, 28 vittorie, 8 pareggi e appena due sconfitte non sono bastate per mettere le mani sul successo finale, con 94 gol fatti e 26 subiti. Una beffa per la truppa di Anfield.

Londra in Champions League

Il poker inglese in Champions League è completato da Chelsea e Tottenham. Le due truppe di Londra, chiudono rispettivamente al terzo e quarto posto. I Blues si fermano a quota 74 punti, in una stagione nella quale portano a casa Supercoppa Europea e Mondiale per Club, ma maledettamente travagliata per le vicissitudini fuori dal campo e legate al conflitto russo in Ucraina. In attesa della cessione del Club c’è da capire chi arriva e chi parte alla corte di Tuchel.

Ennesimo capolavoro di Antonio Conte. Il tecnico pugliese è salito al comando del Tottenham a fine novembre con la squadra che sembrava destinata ad una stagione anonima. L’ex Inter invece un poco alla volta ha rimesso in careggiata gli spurs e grazie ad un finale perfetto, la formazione di Londra beffa i cugini dell’Arsenal: messo in tasca l’ultimo pass verso la Champions League, dopo due stagioni di assenza.

I Gunners riabbracciano l’Europa

Altri tre verdetti in chiave Coppe Europee.

L’Arsenal da una parte mastica amaro per la Champions League svanita ad un passo dal traguardo e dall’altra festeggia l’ingresso in Europa League, dopo la stagione senza partecipazioni continentali, (presenti per 26 anni consecutivi, ndr). Gunners quinti a quota 69, 11 in più del Manchester United che completa una stagione orribile al sesto posto.

E stava per retrocedere al settimo posto, dunque in Conference League, la truppa di Old Trafford che tanto per cambiare ha perso anche nell’ultima giornata in casa del Crystal Palace. Diavoli Rossi che evitano il sorpasso del West Ham (56 punti), solo per un Ko degli stessi Hammers che andranno appunto nella nuova kermesse: seconda qualificazione europea di fila per gli Irons.

Leeds all’ultimo tuffo

Mancava l’ultima retrocessa, dopo quelle certe di Norwich e Watford che tornano nel Championship a distanza di 12 mesi dalla promozione.

Tra Leeds e Burnley la spuntano a sorpresa i bianchi di Elland Road. Vittoria al 94′ in casa del Brentford per 2-1 (a quel punto sarebbe bastato anche il pari), con i Clarets che crollano in casa 2-1 contro il Newcastle. Whites a quota 38 grazie al nono successo stagionale e la truppa di Jackson che scende nella seconda divisione inglese con 35 punti, a distanza di 11 anni dalla promozione in Premier League.

Una poltrona per due fra i marcatori

Cosa hanno in comune un egiziano e un sud coreano?

Di aver vinto a pari merito la classifica cannonieri della Premier League. Salah del Liverpool e Son del Tottenham chiudono a quota 23 centri a testa. Non una quota altissima, ma che la dice lunga sulla difficoltà di emergere in un roster di grandissimi attaccanti del campionato inglese.

Cristiano Ronaldo, 13 anni dopo l’ultima volta, torna in Premier League con 18 reti che valgono la terza piazza. Curioso come il Liverpool abbia piazzato tre attaccanti nella top 10: oltre a Salah, ecco Mané con 16 e Diogo Jota con 15. Infine, il Manchester City trova in Sterling il suo goleador con 13, a dimostrazione che tutti i giocatori di Guardiola possono segnare e con grande facilità.

Brighton che spettacolo

La squadra rivelazione non può che essere il Brighton. I “Gabbiani” hanno giocato una stagione stupenda e senza aver investito cifre folli. La mente della formazione biancoblu è il tecnico Graham Potter. Uno dei migliori in questa stagione e con un potenziale importante. Non ci sarebbe da stupirsi se fra qualche tempo lo vedremo su qualche panchina importante.

Gioco ficcante, squadra tatticamente perfetta, i Seagulls hanno chiuso al nono posto con 51 punti e a meno 5 dalla qualificazioni alle prossime coppe europee. Il bilancio recita 12 vittorie, 15 pareggi e 11 sconfitte, con 42 gol fatti e 44 subiti. Squadra quadrata il Brighton che in stagione ha preso scalpi del calibro di Manchester United, Tottenham e Arsenal fra gli altri.

La dimostrazione che programmazione e budget spesi in modo oculato possono dare i risultati.

Manchester United che sofferenza

Non può certo essere la qualificazione all’Europa League a salvare la stagione del Manchester United. Il secondo posto dello scorso anno, l’arrivo di Cristiano Ronaldo a distanza di 12 anni dall’ultima volta erano le premesse per puntare a quel titolo che manca dal 2013 in Premier League.

Invece è stata una “tragedia greca”, con Ole Gunnar Solskjær esonerato a dicembre e Ralf Rangnick subentrato senza cambiare il corso della stagione. Il tedesco non grandi colpe, considerando che non ha avuto potere nel mercato estivo. Il suo lavoro andrà valutato a pieno a partire dalla prossima sessione di mercato, con lui nei panni del DS e Erik ten Hag allenatore.

C’è tanto da lavorare e tanto da rifondare dalle parti di Old Trafford.

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