Donnaruma para il rigore

Tirare i rigori per primi è un vantaggio?

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Nei tornei ad eliminazione diretta come i Mondiali capita di giocarsi il passaggio del turno, o addirittura il trofeo stesso, come ben sa l’Italia, attraverso i rigori a fine partita, il cui ordine è deciso da un sorteggio: ma c’è un vantaggio nel tirare per primi?

Quando una partita ad eliminazione diretta si trascina in parità anche dopo i tempi supplementari (eventualità più frequente quando si gioca su gara unica come Mondiali ed Europei piuttosto che nelle competizioni con andata e ritorno), si passa a tirare i calci di rigore. L’ordine di battuta dei rigori è alternato e la decisione riguardo a chi debba calciare per primo è presa attraverso il lancio di una moneta.

Sì, chi tira per primo vince più spesso

Osservando le statistiche però si nota che c’è un vantaggio nel tirare i rigori per primi: secondo uno studio condotto dall’American Economy Association che ha preso in esame 2820 rigori tirati in tornei nazionali e internazionali tra il 1970 e il 2008, all’incirca nel 60% dei casi chi ha iniziato a calciare la sequenza ha poi vinto.

Il risultato è dettato anche da una questione psicologica, data dal fatto che chi tira per secondo ha più probabilmente (anzi, certamente se si va ad oltranza dopo la prima sequenza di 5 rigori) la palla decisiva per il risultato, con tutta la conseguente pressione che può portare all’errore.

Come eliminare il vantaggio: l’esperimento ABBA

La questione era stata già portata alla luce anni fa e aveva portato ad una sperimentazione da parte della EFL (English Football League), che nella stagione 2017-2018 adottò la formula ABBA per battere i calci di rigore, ovvero l’ordine di battuta mutuato dal tie-break del tennis per cui chi batte per primo (squadra A) poi lascia tirare due volte consecutive l’avversario (squadra B), per poi tirare a sua volta due volte di fila e così via.

Il risultato di quella sperimentazione evidenziò come su 36 partite di coppa giocate in quella stagione e concluse ai rigori con la formula ABBA, vi sia stato un perfetto equilibrio tra vittorie di squadra A e squadra B.

I problemi emersi con la formula ABBA

In quella stagione anche la finale di Charity Shield inglese tra Chelsea e Arsenal si concluse ai rigori, e ci fu però qualche lamentela sul fatto che la sequela regolare di rigori, che dovrebbe essere di 5, ha visto il Chelsea perdere dopo averne tirati solamente 3. Dopo il vantaggio iniziale del Chelsea, l’Arsenal ha infatti trasformato i suoi due tiri consecutivi. Il Chelsea quindi ha commesso due errori di fila, e con l’Arsenal che ha segnato sia il terzo che il quarto rigore la partita si è chiusa dato il vantaggio ormai incolmabile.

Per ovviare a questa stortura, che ha di fatto impedito al Chelsea di rimediare parzialmente al suo errore e ha lasciato una tranquillità psicologica enorme al quarto rigorista dell’Arsenal, era stata pensata una formula leggermente diversa, che riprendesse l’alternanza perfetta per due rigori dopo ogni coppia di tiri consecutivi, una formula che può essere schematizzata come ABBABAAB. In teoria questa soluzione limiterebbe al minimo i vantaggi e gli svantaggi dati dall’ordine di battuta, anche se appare forse un po’ troppo complessa.

In realtà, dopo queste sperimentazioni, l’IFAB non ha più ritenuto opportuno approfondire l’argomento e nel regolamento è rimasta la classica alternanza ABAB nei tornei ufficiali.

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