Niente porte chiuse, Juve-Inter si gioca a maggio

Il Coronavirus sta continuando a condizionare pesantemente le organizzazioni delle manifestazioni sportive sul territorio italiano, e non solo ovviamente. La Lega Calcio ha deciso di dire “no grazie” alle porte chiuse, perchè in quanto misura necessaria in questo periodo per prevenire la diffusione capillare di un virus ancora incurabile e che ha già registrato un numero di contagi nel nostro paese che si sta avvicinando progressivamente alle 1.000 unità, non sono certamente un bello spot per il calcio. Soprattutto per una partita come quella dello Juventus Stadium tra i bianconeri e l’Inter, che è considerata un po’ la madre di tutte le partite. Nei giorni scorsi c’erano state anche delle polemiche sulla decisione presa dalla società di Agnelli di non rimborsare i biglietti acquistati per questa partita.

Da qui la decisione di rinviare le 5 partite che si dovevano giocare senza pubblico, nelle regioni più colpite dal Coronavirus. Oltre al Derby d’Italia, hanno subito la stessa sorte anche il match di San Siro tra Milan e Genoa, quello della Dacia Arena tra Udinese e Fiorentina e i due previsti in Emilia, cioè Parma-SPAL e Sassuolo-Brescia. Le suddette partite verranno recuperate il prossimo 13 maggio, a una settimana esatta dalla finale di Coppa Italia che è stata spostata al 20 maggio e a 2 giornate dalla conclusione del campionato. Per alcune squadre, Inter, Parma e Sassuolo, si tratta del secondo rinvio consecutivo perchè non erano scese in campo nemmeno domenica scorsa, quando i primi casi di Coronavirus stava iniziando a spaventare l’intero paese. Il calendario intasato fino alla fine della stagione che porta agli Europei, e che dunque non può prevedere ulteriori code in quanto i giocatori a fine maggio dovranno essere liberati per poter raggiungere le rispettive nazionali, rende tutto più complicato. Ormai siamo al limite delle date disponibili per programmare i recuperi e se la situazione di emergenza dovesse continuare anche nelle prossime settimane il calendario rischia di diventare ingestibile.

 

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