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Tra Napoli e Roma c’è una rivalità che il tempo non può assopire, ma che i pochi punti in classifica che separano l’una dall’altra possono riaccendere, dandole nuovo vigore. Non ci saranno i tifosi della Roma, come peraltro – ad oggi – per il resto del campionato, almeno nelle trasferte dei tifosi giallorossi, in questo fratelli proprio dei partenopei, dei cugini laziali e degli odiati rivali i fiorentini, per i fatti accaduti in autostrada nel mese di gennaio.

Gennaio, mese di cambiamenti

Mentre sull’asfalto freddo e grigio delle nostre arterie stracittadine si consumava dunque il ritorno dei temuti hooligans – pardon, ultras –, la Roma perdeva qualche punto tra scontri diretti (v Atalanta e Milan) e sconfitte inattese (v l’Udinese a Udine). Il Napoli, dal canto suo, riguadagnava la possibilità di credere nel titolo vincendo allo scadere contro il Genoa a Marassi (2-3), dopo aver abbandonato velleità di gloria a Torino contro la Juventus (3-0) e abbandonato la Champions League anzitempo (sconfitta 2-3 in casa contro il Chelsea). Conte, che qualche malalingua ha creduto contento dell’eliminazione prematura dalla massima competizione europea, ha tenuto alta l’attenzione sul dovere di doverci tornare, in Champions, pure in una situazione che rimane tragicomica sotto il profilo infortunistico.

Contro il Genoa il Napoli ha perso altri pezzi: McTominay, parrebbe, che però proverà a stringere i denti per esserci nel big match coi giallorossi della 25esima di Serie A. Conte, è vero, come tutti, deve imparare a convivere con gli infortuni. Però è indubbio che quella capitata al Napoli sembra a tutti gli effetti una iattura che pochi altri club condividono in Serie A – su tutti la Lazio di Sarri, falcidiata in egual modo.

Dall’andata al ritorno: cosa è cambiato per Roma e Napoli

Allora, se all’andata Roma v Napoli aveva rappresentato il proemio di false speranze, al ritorno Napoli v Roma sarà la sfida dei possibili rimpianti.

Per la Roma di Gasperini, squadra solidissima – appena 14 gol subiti –, la sfida contro il Napoli può ridurre il gap col terzo posto aumentando di molto le possibilità di centrare la qualificazione in Champions League a fine anno. La Roma non ha mai vinto uno scontro diretto quest’anno, e per la legge dei grandi numeri – amici romanisti, toccate ferro. All’andata, però, ricorderete tutti che atmosfera si respirava a Trigoria. Le interviste a Gasperini erano sul tono augustano del «sogno Scudetto» che Gasperini, curiosamente, anziché rimandare al mittente cavalcava. In effetti la sua Roma le vinceva quasi tutte, e con un attaccante vero – come è Malen, 3 gol in 3 partite – chissà.

Ora gli obiettivi sono cambiati, per entrambe. Il Napoli non guarda avanti, anche se la narratio dice questo. Al contrario, si guarda alle spalle, proprio dai giallorossi, dalla Juventus e dal Como – in attesa di capire quanto continua possa essere l’Atalanta da qui a fine campionato. Il Napoli, all’andata, con quella vittoria all’Olimpico, contro una Roma forte e gagliarda, aveva impresso sul campionato un timbro fortissimo: quello di chi era pronto a ripetere la gloria dell’anno precedente. Qualcosa però è andato storto.

Al di là della sconfitta con la Juventus, i pareggi con Hellas e Parma, entrambi tra le mura amiche, hanno certificato un’ansia da prestazione che non può ridursi unicamente al fattore infortuni. Conte lo sa, ed è per questo che invoca i santi. Vuole proteggere il suo lavoro e i suoi ragazzi. Ma il gioco è ormai scoperto e le carte del mazzo sono sempre le stesse. Tutto sta nel capire se dall’altra parte Gasperini saprà mischiare bene le sue. Per dare nuova luce ad un finale di stagione che si preannuncia in ogni caso battagliero.