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Come opererà la dirigenza bianconera sul mercato estivo?

Per comprendere cosa la Juventus possa o non possa fare nella prossima finestra di mercato, quella estiva e in corso, si deve evidentemente partire da alcuni (noiosi, ma essenziali) dati. Questo perché la mancata qualificazione alla Champions League ha causato un buco di oltre 50 milioni (tra i 55 e i 60, per l’esattezza) nelle casse bianconere – un vuoto che verrà solo parzialmente coperto dai ricavi degli sponsor e dal riposizionamento di alcuni settori premium dello Stadium. Le strategie di mercato dei bianconeri devono dunque tenere conto di queste ragioni economiche, e la scelta di cambiare un membro così importante della società come Comolli – al suo posto, come noto, l’ex Sassuolo Carnevali – va anche in questa direzione.

Il trend economico dei bianconeri: non solo cattive notizie

Su La Gazzetta dello Sport, Marco Iaria ha analizzato nel dettaglio la situazione economica in casa Juventus. I dati che sono emersi raccontano una realtà meno disastrosa di quanto si pensi, ma comunque da tenere in considerazione per il bilancio tra entrate ed uscite – che, di fatto, costringe la Juventus a rientrare di 100 mln € tramite player trading, visti i mancati incassi della Champions appunto.

Il trend del risultato d’esercizio della Juventus – società quotata in borsa, come la Lazio, in Italia – indica un progressivo miglioramento: -239 milioni di euro nel 2021-22, -124 milioni nel 2022-23, -199 nel 2023-24 (senza le coppe) e -58 nel 2024-25. C’è un’altra buona notizia: il bilancio al 30 giugno beneficerà dell’indennizzo una tantum di Img per i diritti tv esteri pregressi (oltre 20 milioni), che potrebbe ridurre il deficit rispetto alla stagione passata.

Conta però soprattutto la dinamica strutturale tra costi e ricavi. Negli ultimi 3-4 anni, infatti, le spese sono state ridotte di circa 150 milioni di euro e, nel primo semestre 2025-26, gli stipendi dei tesserati sono diminuiti di ulteriori 10 milioni. Non solo: grazie alle scadenze (alcune molto pesanti) dei contratti (Vlahovic, Kostic, Rugani) e ai rinnovi, con conseguente spalmatura degli ammortamenti, l’esercizio 2026-27 partirà con 20-30 milioni di costi in meno. Come detto, però, la Juventus dovrà comunque vendere alcuni pezzi pregiati per poter comprare. Una strategia resa obbligatoria dai vincoli del Fair Play finanziario dell’UEFA, che impongono un equilibrio rigoroso tra entrate e uscite per mantenere la sostenibilità del club.

Perché è così importante Carnevali e quali nomi sta seguendo la Juventus

Per gestire una fase particolarmente delicata della sua storia, la Juventus ha scelto di affidarsi a un profilo esperto come Giovanni Carnevali. Il nuovo amministratore delegato avrà un ruolo centrale nella gestione delle operazioni di mercato, sia in entrata sia in uscita. Il suo ruolo, da questo punto di vista, è più gestionale che operazionale, nel senso che egli opererà a stretto contatto con Elkann, più che con Spalletti. La sua esperienza al Sassuolo è considerata un punto di riferimento: nel club emiliano ha dimostrato grande abilità nel valorizzare i giocatori e nel generare plusvalenze significative attraverso le cessioni, contribuendo a diversi bilanci in attivo negli ultimi anni – senza mai perdere tra l’altro competitività, se escludiamo la retrocessione in Serie B due anni fa.

Ecco allora che almeno in una prima fase la Juventus dovrà concentrarsi sulle operazioni in uscita. Quelle in entrata sono strettamente legate a queste. C’è chi ha già salutato, come Vlahovic, c’è chi saluterà come Cambiaso, seguito soprattutto in Premier League. Da lui la Juventus potrebbe ricavare una cifra differenziale molto alta tra il costo d’acquisto iniziale e la cessione. Per questo dato, si parla di 30/40 milioni. Su di lui ci sono Arsenal e Manchester City. Situazione dunque da monitorare. Ma non unica in casa Juve. L’altro nome forte per finanziare il mercato è Bremer. Difficilmente verrà pagata la sua clausola rescissoria (54 milioni), ma per 30/35 milioni la Juventus potrebbe farlo partire.

Accanto ai possibili partenti di primo piano, restano anche i casi più delicati legati a giocatori arrivati nelle ultime stagioni e oggi al centro di valutazioni tecniche ed economiche complesse. Parliamo di alcuni nomi specifici: Koopmeiners, Di Gregorio, Openda, David e Zhegrova, oltre a Nico Gonzalez, Douglas Luiz e Arthur, rientrati dai prestiti. Per alcuni di loro, una cessione potrebbe risultare difficile senza impatti negativi sul bilancio. Una volta che la Juventus avrà venduto, e bene, comprerà, soprattutto in attacco e nel ruolo di prima punta, dove manca ormai da troppo tempo un vero bomber che possa garantire serenità alla fase offensiva dei bianconeri allenati da Luciano Spalletti. Lo stesso dicasi del portiere, perché finora Di Gregorio non ha garantito i risultati attesi. Alisson e Bernardo Silva, nomi caldi nei mesi scorsi, sono difficili da raggiungere. Resta calda la pista Vicario.