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Il nuovo anno si apre esattamente come l’ultima stagione di Stranger Things: tensione alle stelle, equilibri instabili e quella sensazione costante che qualcosa stia per spezzarsi da un momento all’altro. Dopo i brindisi di Capodanno e l’eco ancora vivo del grande finale della serie cult Netflix, la Serie A torna in campo senza concedere tregua, catapultandoci subito in una delle fasi più delicate della stagione. La 18esima giornata, prima del 2026, arriva infatti come un episodio cruciale, di quelli che cambiano il ritmo della storia. Le classifiche sono corte, i margini di errore sempre più ridotti e i big match — su tutti Atalanta-Roma e Inter-Bologna — assumono il peso specifico delle svolte narrative. Ogni punto può aprire una nuova prospettiva o far scivolare una squadra nel proprio personale Sottosopra. Gli allenatori, come generali sotto assedio, sono chiamati a gestire stanchezza accumulata, infortuni, recuperi in extremis e rotazioni forzate, in un calendario che non fa sconti a nessuno. In questo contesto leggere le partite diventa sempre più complesso, perché dietro ogni scelta di formazione si nasconde un rischio, dietro ogni esclusione una possibile sorpresa.

Al Fantacalcio, proprio come a Hawkins, non basta affidarsi al talento puro. Serve intuito, capacità di cogliere i segnali deboli, capire chi è pronto a prendersi la scena come un eroe e chi, invece, rischia di rimanere intrappolato nella parte sbagliata della storia. È il momento delle scelte coraggiose, ma anche di evitare passi falsi che possono costare caro. E allora accendiamo idealmente le luci natalizie rimaste appese, seguiamo il filo come facevano i ragazzi nei corridoi bui e prepariamoci a entrare nel Sottosopra del Fantacalcio, dove ogni dettaglio può fare la differenza e dove solo chi legge bene la partita riesce davvero a sopravvivere.

I 5 NOMI DA SCHIERARE (Gli eroi che possono salvare la giornata)

Rolando Mandragora in Fiorentina Cremonese – Il Cuore del Gruppo

In ogni stagione di Stranger Things c’è sempre un momento in cui non serve il superpotere, ma qualcuno disposto a sporcarsi le mani. Mandragora è esattamente questo. La Fiorentina arriva a questa giornata con un disperato bisogno di punti e lui è uno di quei giocatori che crescono quando la pressione aumenta. Inserimenti, calci piazzati, personalità: non è il nome più scintillante, ma è quello che può incidere quando conta davvero. Come Steve nelle ultime stagioni: magari sottovalutato, ma sempre presente quando c’è da combattere.

Wesley in Atalanta Roma – Il Soldato Scelto

Wesley è uno di quei profili che piacciono agli allenatori e, sempre di più, anche ai fantallenatori. Corre, morde le caviglie, ma soprattutto arriva negli ultimi trenta metri, cosa non scontata per un difensore. La sua crescita è evidente e la sensazione è che la partita possa premiarne l’intensità. È il classico giocatore che non fa rumore, ma che a fine episodio ti accorgi essere stato decisivo. Un vero “Eddie Munson del campo”, pronto a sorprendere.

Norton-Cuffy in Genoa Pisa – Il Corridore Inarrestabile

Se Stranger Things ci ha insegnato qualcosa, è che chi corre senza paura spesso fa la differenza. Norton-Cuffy incarna perfettamente questo spirito. Nel Genoa è uno di quelli che non smette mai di spingere, anche quando la partita sembra bloccata. La sua presenza costante nella metà campo avversaria lo rende un difensore solo sulla carta. Come Dustin quando capisce tutto prima degli altri, lui arriva sempre un attimo prima.

Kenan Yildiz in Juventus Lecce – Il Prescelto

In una Juventus spesso indecifrabile, Yildiz è la luce che non si spegne. Talento puro, personalità e la sensazione che ogni pallone giocato possa trasformarsi in qualcosa di pericoloso. In un reparto dove molti big alternano alti e bassi, lui rappresenta una certezza emotiva prima ancora che tecnica. Quando è in campo, va schierato senza pensarci, come l’eroe che arriva all’ultimo momento a salvare il gruppo.

Giovane in Verona Torino – L’Imprevedibile

Ogni gruppo ha bisogno dell’elemento imprevedibile, quello che può cambiare tutto con una giocata. Giovane è questo. Forte nell’uno contro uno, capace di accendersi all’improvviso, è il classico attaccante che non segue il copione. In una partita dove il Torino può concedere spazi, le sue qualità possono emergere con forza. Come Max quando entra in scena: non sai mai cosa aspettarti, ma quando succede è decisivo.

I 5 NOMI DA EVITARE (Le trappole del Sottosopra)

Jhon Lucumí in Inter Bologna – Il Demogorgone che arriva di fronte

Inter-Bologna è una di quelle partite che, al Fantacalcio, vanno lette come un varco instabile tra due mondi. Lucumí arriva a San Siro con il compito più ingrato possibile: contenere un attacco che vive di ritmo, inserimenti e pressione costante. In un contesto del genere, il difensore colombiano rischia di passare più tempo a rincorrere che a comandare. Falli tattici, interventi in ritardo e possibili cartellini sono minacce concrete. Anche una prestazione difensiva discreta potrebbe non bastare per evitare un voto insufficiente. Come affrontare un Demogorgone a mani nude: il rischio è altissimo.

Semper in Genoa Pisa – Il Portale che non riesce a chiudersi

Il Genoa in casa è una squadra che spinge con De Rossi, crea e costringe gli avversari a vivere lunghi minuti di apnea. In questo scenario, Semper rischia di essere costantemente sotto assedio. Il portiere del Pisa può anche mettere insieme qualche intervento spettacolare, ma il pericolo di subire più di un gol è reale e concreto. Al Fantacalcio, si sa, le parate non sempre compensano i malus. Come un portale lasciato socchiuso nel laboratorio di Hawkins: prima o poi qualcosa passa.

Nicolò Fagioli in Fiorentina Cremonese – Intrappolato tra due dimensioni

Fiorentina-Cremonese sembra, sulla carta, una partita favorevole. Ma proprio per questo nasconde più insidie di quanto appaia. Fagioli rischia di finire schiacciato tra il bisogno di equilibrio e la ricerca del risultato, senza avere la libertà necessaria per incidere davvero.
In gare dove la Fiorentina deve fare la partita, chi gioca più in costruzione che in rifinitura spesso paga dazio al Fantacalcio. Il pericolo è quello di una prestazione ordinata ma sterile, senza bonus e con un voto anonimo. Come restare bloccati nel Sottosopra: ci sei, ma nessuno ti vede davvero. Abbiamo preferito consigliare Mandragora perchè, come dimostrato anche nelle giornate precedente, è il più “vivo” del centrocampo viola.

Gianluca Scamacca in Atalanta Roma – L’illusione del finale epico

Atalanta-Roma è un big match che promette intensità, fisicità e pochissimo spazio per respirare. In questo contesto, Scamacca rischia di diventare una pedina sacrificata nel duello tattico. Pochi palloni giocabili, tanti duelli spalle alla porta e una difesa avversaria pronta a raddoppiare. Il rischio è quello di una partita di grande lavoro sporco ma di scarsa resa fantacalcistica. Come aspettare il colpo di scena finale che non arriva mai.

Elia Caprile in Cagliari Milan – Il ragazzo lasciato solo

Cagliari-Milan, per un portiere, può trasformarsi rapidamente in un incubo. Caprile rischia di essere abbandonato in prima linea, contro una squadra che crea tanto e colpisce con continuità. Anche una buona prestazione personale potrebbe non bastare a evitare il malus, perché il volume di occasioni concesse è destinato a essere alto. È la classica partita in cui il portiere sembra uno dei ragazzi di Hawkins rimasto indietro, con il rumore dei passi alle spalle. Al Fantacalcio, meglio non voltarsi.