Cinquant’anni fa, la “Partita del secolo”

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Passano gli anni ma è sempre una grande emozione ricordare l’incredibile semifinale dei mondiali di calcio del 1970 in Messico che l’Italia vinse 4-3 sulla Germania

“Partita del secolo” è il termine con cui ci si riferisce all’incontro di semifinale della nona edizione del Campionato del Mondo di calcio tra le nazionali di Italia e Germania Ovest che si disputò allo stadio “Azteca” di Città del Messico il 17 giugno 1970 e vide la vittoria degli Azzurri per 4 a 3 dopo i tempi supplementari al termine di una indimenticabile sequenza di emozioni che andarono di pari passo con lo sviluppo del punteggio. La partita ha inizio alle ore 16 di mercoledì 17 giugno 1970 presso lo Stadio Azteca di Città del Messico, a circa 2.200 metri d’altitudine e sotto la direzione dell’arbitro messicano Arturo Yamasaki. Le due nazionali sono arrivate in semifinale attraverso percorsi differenti: l’Italia, Campione d’Europa uscente, nella fase eliminatoria ha racimolato una sola vittoria contro la Svezia, grazie all’1-0 siglato al 10′ da Angelo Domenghini, e due pareggi a reti inviolate contro Uruguay e l’esordiente Israele. L’Italia chiude al primo posto il proprio girone, ai quarti di finale si sbarazza piuttosto facilmente dei padroni di casa del Messico con un perentorio 4-1. La Germania, invece, è reduce da tre vittorie consecutive nella prima fase eliminatoria contro Marocco (2-1), Bulgaria (5-2) e Perù (3-1) e successivamente nei quarti di finale elimina i quotati campioni del mondo in carica dell’Inghilterra, i quali cedono solo ai tempi supplementari al 108′ con rete del solito Gerd Muller (3-2) che poi risulterà essere alla fine del torneo il capocannoniere con ben 10 reti. Quel pomeriggio di cinquant’anni fa, il calcio d’inizio è affidato all’Italia di Ferruccio Valcareggi, che già dal primo minuto inizia a tessere la sua ragnatela di passaggi, in modo tale da stancare l’avversario, scongiurare i tentativi di attacco e preservare il possesso palla. La partita si sblocca all’8′ minuto di gioco: al termine di una bella combinazione con Gigi Riva, Roberto Boninsegna, appena ricevuto il pallone, viene prontamente accerchiato dal reparto difensivo tedesco, che non può nulla contro il potente tiro dalla distanza di “Bonimba”, che col sinistro batte il portiere Sepp Maier dal limite dell’area. Per i seguenti ottanta minuti l’Italia giocò una partita difensiva, tenendo sulle spine i tedeschi con alcuni insidiosi contropiede. Il portiere italiano Enrico Albertosi, al 89′, salvò il risultato deviando un pericoloso colpo di testa di Uwe Seeler. Fu però il milanista Karl-Heinz Schnellinger, al suo primo e unico gol in quarantasette partite con la nazionale, a portare la gara in parità due minuti e mezzo oltre i tempi regolamentari. Inizino così i tempi supplementari che, per la straordinaria densità di emozioni offerte, entrano di diritto nella storia del calcio: al gol di Gerd Müller al 94′, abile a sfruttare un errato tocco del numero 4 della difesa italiana Fabrizio Poletti dopo un debole colpo di testa di Uwe Seeler, risponde il difensore azzurro, Tarcisio Burgnich, su un errore difensivo tedesco. L’Italia, un minuto prima della fine del primo tempo supplementare, passa addirittura in vantaggio, con uno straordinario assolo di Riva in contropiede. Al quinto minuto del secondo tempo supplementare, la Germania Ovest trova il pareggio: il colpo di testa di Seeler su un pallone proveniente da un calcio d’angolo sembrò indirizzare la palla fuori, ma Müller interviene anch’egli di testa, trovando uno spiraglio tra Gianni Rivera (piazzato sulla linea di porta) e il palo. Albertosi non nasconde affatto il suo rincrescimento nei confronti di Rivera, conscio che quell’errore poteva rivelarsi fondamentale per le sorti della gara. Fu un’azione corale, però, a riportare l’Italia in vantaggio dopo appena sessanta secondi: palla rimessa in gioco dal centro campo, undici passaggi, nessun intervento dei tedeschi e conclusione dello stesso Rivera che di piatto supera Maier. Finisce 4-3. L’Italia dopo trentadue anni è in finale al Mondiale e per tutta la notte, nelle piazze italiane, l’impresa è festeggiata come la vittoria del campionato stesso in attesa della sfidca vera e propria. In Germania Ovest invece la gente non prende bene la sconfitta. Dopo la partita ci furono diversi episodi di caccia all’italiano e molte macchine a loro appartenenti furono date alle fiamme dai tifosi tedeschi inferociti. Fu una notte particolarmente difficile per le forze dell’ordine, tanto che, in occasione del successivo incontro tra Italia e Germania Ovest per la finale del mondiale del 1982, la polizia tedesca si organizzò attivandosi ai massimi livelli e con il massimo scrupolo per evitare il ripetersi dei disordini della notte del 1970. L’Italia cercò di ripetersi anche in finale, ma quell’anno il Brasile di Pelè era davvero di un altro pianeta. Resta però indelebile il ricordo di una semifinale la cui vittoria vale molto, molto di più.

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