Berlino, 9 luglio 2006: giorno indimenticabile…

Battendo la Francia ai calci di rigore la nazionale italiana di Marcello Lippi completa la grande impresa e si laurea Campione del Mondo per la quarta volta

Giocatori con la maglia azzurra in tripudio, le voci estasiate di Fabio Caressa e Beppe Bergomi sulle frequenze di Sky, gli italiani riversatisi sulle strade per lunghi, colorati ed esultanti cortei: come dimenticare quel 9 luglio del 2006… Il sipario su una delle pagine più belle del calcio italiano si alza il 12 giugno quando iniziano le partite del gruppo E di “Germania 2006” con Stati Uniti-Rep. Ceca, vinta dai cechi per 3-0. In serata tocca all’Italia contro il Ghana, con gli Azzurri che vincono l’incontro per 2-0, con reti di Andrea Pirlo nel primo tempo e Vincenzo Iaquinta nel secondo. Il 17 giugno il Ghana supera per 2-0 i cechi mentre l’Italia, a Kaiserslautern, dopo essere passata in vantaggio con Alberto Gilardino, viene raggiunta dagli Stati Uniti a causa di un autogol di Cristian Zaccardo. La gara fu intensa sul piano agonistico, tanto che le due squadre conclusero in 10 contro 9. Ad Amburgo, ultima giornata, contro una Repubblica Ceca anch’essa in cerca della qualificazione, gli azzurri devono vincere per evitare i campioni in carica del Brasile negli Ottavi di finale. Nel primo tempo segna di testa Marco Materazzi, mentre all’87’ Filippo Inzaghi realizza la rete del 2-0 che qualifica l’Italia come vincitrice del girone con 7 punti. Nell’altra partita il Ghana riesce a sconfiggere gli statunitensi per 2-1 e ottiene così la qualificazione per la prima volta. Il 26 giugno l’Italia torna a Kaiserslautern per sfidare l’Australia. L’incontro si rivela più difficile del previsto per i favoriti Azzurri, costretti dall’inizio del secondo tempo, a causa dell’espulsione di Marco Materazzi, a giocare in inferiorità numerica. Quando la partita pare ormai indirizzarsi verso i supplementari, allo scadere del recupero l’australiano Lucas Neill argina fallosamente in area uno spunto dell’italiano Fabio Grosso: è calcio di rigore che Francesco Totti trasforma per l’1-0 che vale il passaggio al turno successivo. Per i quarti di finale l’Italia fa ritorno ad Amburgo contro l’Ucraina, e passa in vantaggio dopo pochi minuti con Gianluca Zambrotta. Nel secondo tempo, dopo aver subito il pressing ucraino, chiude la partita con due gol di Luca Toni, qualificandosi per la semifinale contro la Germania. Gli Azzurri sembrano prevalere sui tedeschi, ma al 90′ il risultato resta fermo sullo 0-0. Si giocano quindi i tempi supplementari, durante i quali Gilardino e Zambrotta colpiscono rispettivamente un palo e una traversa. Al 119′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Andrea Pirlo serve un magistrale assist a Fabio Grosso che, tirando di sinistro dal limite dell’area piccola, porta l’Italia in vantaggio. L’urlo della sua esultanza ricordò a molti, in Italia, quello di Marco Tardelli nella finale di Madrid del 1982. Un minuto dopo, con i tedeschi sbilanciati in attacco, parte un veloce contropiede italiano: Fabio Cannavaro ruba palla, la cede a Totti che lancia in avanti a Gilardino. L’attaccante si porta al limite dell’area di rigore e serve l’accorrente Alessandro Del Piero, smarcatosi sulla sinistra dopo una cavalcata partita dalla sua area di rigore, che con perfetta scelta di tempo infila in diagonale il definitivo 2-0. L’altra semifinale, giocata a Monaco di Baviera il 5 luglio, vede la Francia superare per 1-0 il Portogallo. Decisiva risultò una rete di Zinédine Zidane su calcio di rigore al 33′. Nella finale giocata il 9 luglio all’Olympiastadion di Berlino, l’Italia cerca la rivincita contro la Francia, dopo avere perso la finale di Euro 2000. I transalpini passano in vantaggio con un gol di Zidane al 7′ su calcio di rigore. Zidane calcia il rigore a cucchiaio e la palla colpisce prima la traversa e poi termina dietro la linea di porta. L’Italia reagìsce pareggiando con Materazzi al 19′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nonostante il dominio francese, l’Italia si vede annullare un gol di testa di Luca Toni per fuorigioco. Al 111′ Zidane viene espulso dall’arbitro Horacio Elizondo, su indicazione del quarto ufficiale di gara, per aver colpito intenzionalmente Materazzi con una testata. Al termine dei 120′ il risultato è ancora fermo sull’1-1 e, per la seconda volta nella storia, l’assegnazione della Coppa del Mondo è decisa ai tiri di rigore, dopo i Mondiali 1994, in cui l’Italia aveva perso contro il Brasile per 3-2. Nei primi 4 rigori l’Italia è perfetta grazie a Andrea Pirlo, Marco Materazzi, Daniele De Rossi e Alex Del Piero, mentre la Francia è ferma a 3 a causa dell’errore di Trezeguet. Fabio Grosso, che aveva già deciso le sfide con l’Australia e con la Germania, segna il rigore del definitivo 5-3 e permette all’Italia di vincere il 18º campionato mondiale di calcio, il quarto della storia Azzurra dopo i successi del 1934, 1938 e 1982. Secondo la critica, la vittoria fu raggiunta dall’Italia di Lippi attraverso un gioco corale molto organizzato, un’eccezionale forza fisica e, come nella migliore tradizione italiana, una solida difesa che in sette partite concedette soltanto un gol su rigore e un’autorete. Un altro fattore decisivo per la vittoria finale fu la capacità di non dipendere da un solo giocatore, come conferma il fatto che i dodici gol dell’Italia nel torneo furono segnati da dieci calciatori diversi.

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