Certe notti non sono semplici partite, ma sliding doors emotive. L’Atalanta arriva al ritorno dei playoff di Champions League con un peso sulle spalle: il 2 a 0 incassato al Signal Iduna Park contro il Borussia Dortmund obbliga la Dea a un’impresa. Non impossibile, ma tremendamente complicata. I gol di Guirassy e Beier nel primo tempo dell’andata hanno indirizzato la qualificazione verso la Germania, ma il calcio europeo insegna che novanta minuti a Bergamo possono cambiare tutto. La squadra di Palladino, reduce dalla rimonta vibrante in campionato contro il Napoli, cerca quella continuità mentale che finora è mancata nelle notti continentali. Il Borussia, invece, arriva con la consapevolezza dei numeri: mai eliminato in Champions dopo aver vinto l’andata con due gol di scarto. Ma anche con qualche segnale di fragilità mostrato nel 2 a 2 in extremis contro il Lipsia. È la notte della verità. È la notte in cui l’Atalanta deve dimostrare di essere davvero pronta per l’Europa che conta.
Quando e dove si disputerà la sfida?
La partita di ritorno tra Atalanta e Borussia Dortmund si disputerà alla New Balance Arena di Bergamo. Il calcio d’inizio è previsto alle ore 18 e 45 di mercoledì 25 febbraio. Lo stadio sarà esaurito in ogni ordine di posto: Bergamo ha risposto presente, come sempre. Servirà il dodicesimo uomo per provare a ribaltare una montagna che oggi appare ripida.
Dove guardare il match?
La sfida sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Sky Sport con possibilità di visione sia in TV sia in streaming su SkyGo e NOW.
Le probabili formazioni della gara
Atalanta (3-4-2-1)
Carnesecchi; Hien, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, Ederson, Pasalic, Bernasconi; Zalewski, Samardzic; Krstovic.
Palladino dovrebbe ripartire dalla struttura vista contro il Napoli, con Samardzic uomo chiave tra le linee dopo il gol decisivo in campionato. In avanti Krstovic è favorito su Scamacca, apparso ancora lontano dalla migliore condizione. Resta pesante l’assenza di De Ketelaere, faro tecnico della trequarti, così come quella di Raspadori.
Borussia Dortmund (4-2-3-1)
Kobel; Sule, Anton, Bensebaini; Ryerson, Bellingham, Nmecha, Svensson; Beier, Brandt; Guirassy.
Kovac dovrebbe confermare l’ossatura dell’andata, con Guirassy riferimento offensivo e Beier devastante negli spazi.
Precedenti della partita
Gli incroci tra Atalanta e Borussia Dortmund non sono frequenti ma significativi. Prima di questa doppia sfida, le due squadre si erano affrontate nei sedicesimi di Europa League 2017/18: passò il Dortmund con un complessivo 4-3 (3-2 in Germania, 1-1 a Bergamo). In Champions League, questo è il primo confronto diretto a eliminazione. L’Atalanta, prima della sconfitta dell’andata, aveva vinto tre partite consecutive contro squadre tedesche senza subire gol. Complessivamente, il bilancio contro club della Bundesliga è positivo. Il Dortmund, invece, storicamente fatica contro le italiane nelle sfide a eliminazione diretta di Coppa dei Campioni.
Numeri della partita
I numeri raccontano una sfida densa di significati e di incroci storici. L’Atalanta è alla sua quinta partecipazione in Champions League dal 2019, un percorso che certifica la stabilità europea del club negli ultimi anni. Tuttavia, il momento continentale non è dei più semplici: la Dea arriva da tre sconfitte consecutive nella competizione e non ha mai infilato quattro ko di fila in Europa, un dato che aggiunge pressione ma anche uno stimolo statistico alla rimonta. C’è poi un elemento che fotografa l’identità della squadra di Palladino in questa edizione: nove dei dieci gol segnati in Champions sono arrivati nel secondo tempo. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto in una gara in cui serviranno nervi saldi e capacità di crescere con il passare dei minuti. Nella propria storia europea, l’Atalanta è riuscita a ribaltare uno svantaggio maturato all’andata in due occasioni su sei: non una consuetudine, ma nemmeno un evento straordinario.
Dall’altra parte, il Borussia Dortmund porta in dote una statistica impressionante: dieci qualificazioni su dieci quando ha vinto la gara d’andata con almeno due reti di scarto. Un dato che pesa come un macigno sulle ambizioni bergamasche. A rendere ancora più solida la candidatura tedesca c’è il rendimento di Serhou Guirassy, autore di 19 gol in 27 presenze in Champions League, cifre da attaccante di primissima fascia europea. Il dato più intrigante, però, resta quello legato alla distribuzione temporale delle reti atalantine: la Dea tende ad accendersi nella ripresa. E in una notte in cui servirà rimontare, questa crescita progressiva potrebbe trasformarsi non solo in un fattore tecnico, ma anche in una leva psicologica decisiva.
Che partita aspettarsi?
La domanda è una sola: l’Atalanta attaccherà subito o costruirà la rimonta con pazienza? Il 2 a 0 dell’andata obbliga a segnare almeno due reti per portare la sfida ai supplementari. Tre per passare direttamente. Non c’è margine per la gestione. Ci si aspetta una Dea aggressiva, intensa, capace di alzare il ritmo sin dai primi minuti. Palladino sa che il Dortmund soffre quando viene pressato alto e costretto a difendere frontalmente. Il pareggio per 2 a 2 contro il Lipsia ha mostrato una squadra sì solida, ma non impermeabile. La chiave tattica sarà la trequarti. Senza De Ketelaere manca qualità pura, ma Samardzic può accendersi in qualsiasi momento come ha dimostrato domenica contro il Napoli. Servirà però un supporto costante degli esterni: Zappacosta e Bernasconi dovranno spingere, ma con equilibrio. Perché il Borussia vive di transizioni. All’andata hanno colpito proprio così: verticalità improvvisa, difesa atalantina sorpresa, qualità negli ultimi trenta metri. L’Atalanta dovrà evitare l’errore di scoprirsi troppo presto. Un gol subito complicherebbe ulteriormente tutto. Dal punto di vista mentale, la rimonta contro il Napoli può aver dato una scossa importante. La Dea, in Serie A, ha dimostrato di saper reagire, di saper cambiare marcia nella ripresa. Ma l’Europa è un’altra cosa. Novanta minuti per ribaltare una storia che oggi sembra scritta ma il calcio, soprattutto in Champions League, ama smentire le statistiche. È la notte della Dea. O l’ultima notte europea della stagione.


