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Il calcio mercato 2022 non è ancora ufficialmente iniziato, ma le grandi manovre dietro le quinte stanno animano la vigilia della caldissima estate del calcio italiano.

Non può essere da meno il Milan fresco Campione d’Italia. In attesa di capire le operazioni del duo rossonero, Maldini-Massara, rinfreschiamo la memoria degli appassionati, con i 10 acquisti più costosi nella storia della truppa meneghina.

Da Nesta, Rui Costa e Inzaghi che hanno lasciato un segno indelebile nei trionfi del Diavolo, a giocatori che non hanno certo reso per quanto sono stati pagati: come Bonucci e Paqueta. Senza dimenticare colpi sensazionali stile Ronaldinho, oltre ad alcune perle che in pochi ricordano.

Vediamo chi sono i giocatori più pagati (valore cartellino) nella storia del Milan.

GIOCATOREPROVENIENZACOSTOANNO
1Leonardo BonucciJuventus42 Mln2017
2Manuel Rui CostaFiorentina41,3 Mln2001
3Lucas PaquetàFlamengo38.4 Mln2019
4Andre SilvaPorto38 Mln2017
5Filippo InzaghiJuventus36.1 Mln2001
6Mattia CaldaraJuventus35 Mln2018
Krzysztof Piatek Genoa35 Mln2019
7Alessandro NestaLazio31 Mln2002
8Carlos BaccaSiviglia30 Mln2015
9Alberto GilardinoParma25 Mln2005
Alessio RomagnoliRoma25 Mln2015
10RonaldinhoBarcellona22 Mln2008

1 – Leonardo Bonucci

L’estate del 2017 segna una rottura con il passato per il Milan: dopo 31 non ci sono più Berlusconi e Galliani a dirigere il mercato rossonero, visto che il Club milanese è passato in mani cinesi, mentre Fassone e Mirabelli accendono i sogni di tifosi con una serie di acquisti che non avranno l’esito sperato.

Il colpo ad effetto è quello di Leonardo Bonucci: il difensore della Juventus è ai ferri corti con Allegri e decide di rompere con il club bianconero. Troppo forte lo strappo con il tecnico livornese di qualche mese prima e culminato con il famoso sgabello in tribuna ad Oporto.

In poche ore da Torino a Milano, sponda Milan, con i rossoneri che versano nelle casse della Juventus 42 milioni di euro. Da quel momento l’acquisto più caro nella storia del Diavolo. Non finirà bene, nonostante la fascia di capitano al braccio del centrale della Nazionale.

Il Milan non ingrana in campionato, esce in Europa, Gattuso rileva Montella e intanto le casse della società iniziano a svuotarsi. Appena 12 mesi dopo il suo arrivo a Milanello, Leonardo Bonucci torna alla Juventus e il resto è storia che conosciamo molto bene. Il rapporto Investimento/resa si rivela uno dei peggiori nella storia del calcio italiano.

2 – Manuel Rui Costa

Estate 2001. La Fiorentina ha appena vinto la Coppa Italia, ma la situazione economica inizia a preoccupare sulle sponde dell’Arno. Bisogna cedere i big per salvare il salvabile (ma il fallimento è rinviato di un solo anno, ndr) e 12 mesi dopo la vendita di Batistuta alla Roma, è la volta di Manuel Rui Costa.

Il portoghese è arrivato a metà anni ’90 e subito viene accolto come un fenomeno dai tifosi viola. Adriano Galliani vigila alla finestra e poi, con un colpo dei suoi porta il lusitano in maglia rossonera. Il Milan versa 85 miliardi di lire (ultimo calcio mercato con il vecchio conio, ndr) che tradotti in euro fanno 41.320.000€.

Il lusitano in quel momento diventa l’acquisto più caro del Diavolo e tale primato resterà fino all’approdo del suddetto Bonucci a Milanello. “O’ Maestro” inizia con un infortunio e assiste dalla tribuna all’esonero di Terim, ma passati i mesi difficili diventa uno dei giocatori più fondamentali in quella squadra, con Carlo Ancelotti che lo esalta nel Milan dei “Meravigliosi”, pur alternandolo con Rivaldo prima e Kaka poi.

Manuel Rui Costa resta a Milano fino al 2006 e vince uno scudetto, una Coppa Italia, una supercoppa Italiana, una Champions League e una supercoppa europea. Distilla la bellezza di 69 assist, un numero impressionante e che si aggiunge ai 192 gettoni con la maglia rossonera, con 11 reti all’attivo.

Un acquisto pesante economicamente, ma che è stato fondamentale per quel ciclo vincente dei meneghini.

3- Lucas Paquetà

Il nuovo Kaka. Così azzardarono alcuni titolisti dei quotidiani sportivi, quando Lucas Paquetà e il Milan unirono le proprie strade nel calcio mercato invernale della stagione 2018-2019.

Leonardo, in quel momento DS dei rossoneri, spera di ripetere 16 anni dopo il colpaccio fatto con lo stesso Kaka (pagato appena 8 milioni di dollari,ndr).

Il verdeoro arriva dal Flamengo per 38.4 milioni di euro e sembra entrare subito nei meccanismi della squadra di Gattuso. Ma dopo i primi mesi positivi, il brasiliano ha un crollo totale: non lo recupera Giampaolo e nemmeno Pioli. Così a settembre 2020, Maldini riesce a sbolognarlo al Lione, dopo 44 presenze e 1 rete in 18 mesi.

Il club francese lo mette sottocontratto per 5 anni e paga 21 milioni di euro ai Meneghini, i quali fanno registrare una perdita di 17 milioni, rispetto al costo d’acquisto dal Flamengo. Un’altra meteora pagata a caro prezzo.

4 – Andre Silva

Andre Silva si impone giovanissimo nel Porto: a suon di reti trascina il Dragone al titolo nazionale e l’estate del 2017 è lo spartiacque della sua carriera.

Fassone-Mirabelli lo portano a Milanello per 38 milioni di euro e i tifosi gongolano. In realtà fin dalle prime gare si capisce la difficoltà del lusitano ad adattarsi al nostro campionato: 24 presenze e 2 reti.

Sicuramente migliore il rendimento in Europa, dove segna 8 volte in 14 match. Tutto questo non basta per meritare la conferma, con Maldini che un anno dopo il suo arrivo lo cede in prestito al Siviglia. Nemmeno in terra iberica il portoghese riesce ad imporsi e dopo aver giocato la prima giornata con il Milan, del campionato 2019-2020, Silva passa al Francoforte.

Prima stagione in prestito e dalla settembre del 2020 diventa di proprietà del club tedesco per 9 milioni di euro. Altro passivo pesante tra valore di acquisto e di cessione per il Milan che fa segnare un – 29 milioni di euro. Un flop pagato a carissimo prezzo.

5 – Filippo Inzaghi

L’Estate del 2001 è fra quelle che i tifosi del Milan ricordano con maggior affetto.

Dopo Rui Costa e un giovanissimo Pirlo dall’Inter, ecco che la Juventus mette sul mercato Filippo Inzaghi: rivoluzione bianconera che cede pure Zidane. Se il francese passa per 150 miliardi di lire al Real, la punta bianconera entra nelle mire di Adriano Galliani che convince Berlusconi a staccare un assegno da oltre 70 miliardi.

Nel luglio del 2001 Filippo Inzaghi diventa un giocatore del Milan, per quelli che adesso sarebbero 36.1 milioni di euro. Un acquisto che si rivela azzeccato come non mai. Il centravanti resterà alla corte del Diavolo fino al 2012 e vincerà tutto, tra cui due Champions League che portano il suo marchio.

Nel 2003 a suon di gol trascina i meneghini nella finale di Manchester contro la Juventus, vinta poi ai rigori e quella del 2007, dove stende il Liverpool nella finalissima con la doppietta che vale la settima coppa dei campioni nella storia del Milan.

A livello personale segnerà anche nella finale di supercoppa contro il Siviglia e in finale del Mondiale per Club contro il Boca Juniors, diventando così il primo giocatore a segnare in tutte le competizioni internazionali per club. Senza dimenticare la sfilza di record messi a segno in ambito continentale.

Saluta San Siro con la rete del 2-1 contro il Novara nell’ultima giornata della stagione 2011-12 e il bilancio è nettamente positivo. 300 presenze complessive con il Milan e 126 reti, di cui 41 in Europa a fronte di 73 presenze. Per distacco, il miglior acquisto per il Milan in ottica rendimento.

6 – Mattia Caldara e Krzysztof Piatek

Una poltrona per due e con esiti davvero pessimi.

Mattia Caldara rappresenta a detta di tutti il futuro del calcio italiano. Difensore moderno e cresciuto nell’Atalanta, resta a Bergamo anche dopo l’acquisto nel 2017 da parte della Juventus. Nell’estate del 2018 si accasa ufficialmente alla corte di Allegri, ma dopo appena due settimane è già cessione.

A Torino torna Bonucci e al Milan va lo stesso giovane centrale difensivo, per 35 milioni di euro. Sembra tutto perfetto per entrambe le squadre, ma in realtà inizia il calvario di Mattia che si infortuna quasi subito e i tifosi del Milan lo vedranno pochissimo in campo. Una presenza in Coppa Italia, una in Europa League e poi due anni di problemi fisici a non finire.

Una volta ristabilitosi dagli infortuni per Caldara non c’è più posto al Milan: Mattia accetta il ritorno a Bergamo, ma anche con Gasperini gioca 27 gare in 18 mesi. Nell’estate del 2021 torna a Milanello e la società lo manda in prestito a Venezia, dove gioca 29 gare stagionali senza evitare la retrocessione.

Krzysztof Piatek arriva al Milan nel gennaio del 2019, per sostituire Higuain già ai saluti dopo appena 6 mesi. Leonardo lo preleva dal Genoa per 35 milioni di euro e l’impatto del polacco è dirompente, con 11 reti in 18 presenze. I problemi iniziano tre mesi dopo, quando all’inizio della stagione 2019-2020 segna poco e sbaglia reti clamorose, con i primi fischi di San Siro.

A Gennaio 2020 arriva Ibra e il polacco saluta con destinazione Herta Berlino: 27 milioni di euro al Milan e passivo di 8 milioni, per una storia durata appena un anno.

7 – Alessandro Nesta

Con un blitz nell’ultima notte di calcio mercato, dell’estate 2002, Adriano Galliani acquista dalla Lazio Alessandro Nesta.

Il capitano biancoceleste è costretto a dire addio al club del suo cuore, visto che i conti laziali segnano dei passivi spaventosi. Berlusconi mette sul piatto 31 milioni di euro e Cragnotti dice Sì.

Si rivela decisivo l’acquisto di Nesta, con il Diavolo che apre il ciclo vincente con Ancelotti in panchina. Champions alla prima stagione e scudetto nella seguente.

Nonostante qualche infortunio, il difensore campione del Mondo 2006 con la Nazionale, resterà fino al 2012 con la maglia rossonera. 326 presenze, 10 reti (di cui una nella finale del Mondiale per Club del 2007) e una sequenza impressionante di titoli.

8- Carlos Bacca

Il colombiano attira le attenzione di Adriano Galliani, grazie alle sue prestazioni con la maglia del Siviglia.

Il Milan lo acquista nell’estate del 2015 e versa 30 milioni di euro agli andalusi. 20 reti alla prima stagione con il Diavolo e altre 14 nella seconda ed ultima stagione.

Il rendimento sottoporta c’è, ma il colombiano è un corpo estraneo nella manovra del Milan e crea malumori nello spogliatoio per alcune sue reazioni in campo.

Nell’estate del 2017, il duo Fassone-Mirabelli lo gira in prestito per 2.5 milioni al Villarreal e 12 mesi dopo il Sottomarino giallo lo acquista a titolo definitivo per 8 milioni. Altro passivo gigante di 19.5 milioni.

9 – Alberto Gilardino e Alessio Romagnoli

Una poltrona per due, parte seconda.

Alberto Gilardino dopo lo straordinario campionato con la maglia del Parma, approda nell’estate del 2005 alla corte di Carlo Ancelotti. Pagato 25 milioni di euro, l’ex attaccante dei ducali inizia bene con la maglia del Milan e nella prima stagione segna 19 gol in 47 presenze.

Già dalla stagione successiva inizia un netto calo del suo rendimento, pur segnando reti importanti nella trionfale cavalcata in Champions che porterà il Milan a prendersi la rivincita ad Atene in finale contro il Liverpool. Al termine della stagione 2007-08, con il Milan che manca la qualificazione alla Coppa dei Campioni, il biellese passa alla Fiorentina di Prandelli per 15 milioni di euro.

Nel 2015 è la volta di Alessio Romagnoli: uno degli ultimi acquisti del Condor Galliani che ammira le prestazioni del difensore della Sampdoria e lo acquista dalla Roma (proprietaria del cartellino) per 25 milioni di euro. Arriva in un Milan che di grande ha poco, ma riesce a guadagnarsi sul campo i galloni di capitano.

Alza a Doha la supercoppa italiana 2016 contro la Juventus, ma nelle ultime due stagioni tra infortuni e scelte tecniche viene schierato poco da Pioli. Nell’ultima giornata del campionato appena concluso, Romagnoli entra a Reggio Emilia a gara in corso, nel match che sancisce lo scudetto del Milan e da capitano sarà lui ad alzare il trofeo destinato ai campioni di Italia.

Contratto che scade il prossimo 30 giugno e il suo addio a zero è sempre più vicino.

10- Ronaldinho

Chiusura con il botto per la top 10 degli acquisti più cari nella storia del Milan.

Dopo 5 anni in cui ha fatto sognare Barcellona, Ronaldinho è deciso a cambiare aria. La Serie A e il Milan sono il suo doppio obiettivo, con Berlusconi da sempre affascinato dalla classe infinita del brasiliano.

Luci a San Siro titola la Gazzetta dello Sport, all’indomani della presentazione del gioiello ex Barcellona, nella casa del Milan.

Arrivato in parabola discendente, a livello fisico e di continuità nelle prestazioni, “Dinho” resta due anni e mezzo al Milan e con giocate che fanno innamorare il popolo rossonero.

Il primo gol in Italia lo firma nel derby su assit di Kaka. In tutto saranno 95 presenze e 26 reti con la maglia dei meneghini e pur partendo a gennaio 2011, fa parte della squadra che vince lo scudetto a Maggio.

Un marziano per cui valeva spendere quei soldi (22 Milioni di Euro).