Campione d’Italia in carica e capolista in Serie A: la Virtus Olidata Bologna è la principale candidata alla vittoria della Frecciarossa Final Eight in programma questa settimana all’Inalpi Arena di Torino. Il calendario propone l’esordio nei quarti di finale contro Napoli, avversario che non sembra poter impensierire più di tanto i bianconeri, pronti a ripotare a Bologna una coppa che non viene conquistata dal 2002. Ma attenzione, perché questa competizione insegna che le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Lo dimostrano le ultime tre edizioni, vinte rispettivamente da Brescia, Napoli e Trento. Ma la Virtus, quest’anno, sulla carta potrebbe avere solo in Milano il reale (e solito) ostacolo tra lei e il titolo.
Come sta la Virtus Olidata Bologna
La Virtus sta molto bene: ha vinto le ultime due gare consecutive dopo la sconfitta a sorpresa contro Trento, ma precedentemente ne aveva vinte cinque di fila dopo il k.o. patito a Milano contro l’Olimpia. Quest’ultima, alla vigilia, dovrebbe proprio essere la sfidante nella finale, ma come detto sopra non è affatto scontato che ciò accada. La storia racconta così. E allora le V Nere dovranno intanto iniziare a battere Napoli, per poi pensare a chi si troveranno di fronte tra Tortona e Venezia. Senza Pajola, Ivanovic sa di avere comunque un roster lunghissimo, che può distribuire le forze lungo i giorni d’evento. Vildoza è reduce dal canestro decisivo nel match vinto contro Udine, Edwards è sempre una certezza ogni volta che ha palla in mano e deve decidere una partita, Jallow e Alston sono elementi che nel campionato italiano fanno la differenza e poi, pronti a dare un solido apporto, ci sono Niang e Diouf, in un periodo di forma straordinario. Il coach della nazionale, Luca Banchi, ha detto che sono destinati a diventare giocatori capaci di indirizzare l’inerzia di una competizione con fisicità, atletismo e tecnica (e lui spera di poterne godere la crescita in maglia azzurra). Parole che confermano la fiducia che il ct ha nel percorso dei due giovani, sempre più centrali anche nei contesti di altissimo livello (vedi Eurolega). Un merito (e un vanto) anche del lavoro della società bianconera, che ha investito in questi ragazzi, i quali stanno rispondendo alla grande confermando le attese.
Aspettative della Virtus Olidata Bologna alla Frecciarossa Final Eight
Poco da dire: Bologna arriva a Torino per vincere la competizione. La Virtus è stata costruita per dominare in Italia e, vista la situazione di Milano – tra infortuni e un mercato che in estate, soprattutto rispetto all’arrivo di Lorenzo Brown, evidentemente non è stato pensato in modo perfetto – la possibilità di vincere questa competizione è molto alta. Il gruppo bianconero ha saputo costruire un’identità ben precisa grazie al contributo di tutti, specialmente degli italiani. E anche senza Pajola, giocatore determinante per le sorti della Virtus sul lungo periodo, Niang, Diouf, Akele e in prospettiva Ferrari si sono perfettamente adattati e inseriti nel sistema di Ivanovic, anch’egli bravo e coraggioso nel dare spazio ai giovani azzurri. E poi ci sono i fenomeni, come Edwards e Vildoza, ma anche Morgan, Hackett, Alston, Jallow e Smailagic, che danno alle V Nere talmente tante possibilità in campo da rendere impossibile non citare la Virtus come la prima reale favorita per la vittoria finale.


