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Playoff NBA: Dallas tiene viva la speranza, la denuncia di Kerr

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Bisognerà aspettare ancora almeno due giorni per avere la prima finalista di questa intensa e per molti versi indecifrabile stagione Nba.

Arrivati a questo punto, sono ormai ovviamente rimaste solo in quattro a poter vincere l’anello. Quattro squadre che per motivi diversi non erano le favorite ad inizio stagione.

Per la verità al momento ce n’è una che sembra in vantaggio che però stanotte non ha chiuso i conti come ci si sarebbe potuti aspettare, sprecando il suo primo match point. I Golden State Warriors, dopo essere volati sul 3-0 espugnando anche il campo dei Dallas Mavericks, sono stati nettamente sconfitti in una gara-4 in cui i texani hanno dato tutto quello che avevano prima di tutto per evitare un imbarazzante cappotto e poi per tenere vive le speranze di una qualificazione che sarebbe a dir poco miracolosa.

Luka Doncic, sfiorando la tripla doppia con 30 punti, 14 rimbalzi e 9 assist, si è caricato la squadra sulle spalle mentre gli ospiti, dopo un primo tempo sofferto, hanno mollato, risparmiando energie per le prossime sfide.

Stephen Curry e compagni hanno subito un parziale pesantissimo, come peraltro già successo in situazioni simili, ma restano comunque i favoriti per il passaggio del turno. Dopodomani allo Chase Center dovrebbero chiudere i conti, Doncic permettendo, tornando a giocarsi un titolo dopo i tre vinti quando con un Kevin Durant in più erano sostanzialmente imbattibili (solo LeBron James riuscì in una stagione a fermarli con una delle prestazioni singole più fenomenali della storia).

La testa di coach Steve Kerr però è altrove: la notizia di quanto successo in una scuola elementare di Uvalde, Texas, dove un diciottenne ha ucciso a colpi di fucile 19 bambini e 2 insegnanti lo ha profondamente colpito, anche perché suo padre venne ammazzato proprio in una sparatoria.

Per questo non ha voluto parlare della partita e non certo perché è stata persa. La sua breve conferenza stampa ha già fatto il giro del mondo: “Qualsiasi domanda sul basket non ha importanza. Negli ultimi 10 giorni, abbiamo avuto anziani neri uccisi in un supermercato a Buffalo, fedeli asiatici uccisi nel sud della California, ora abbiamo bambini uccisi a scuola. Quando faremo qualcosa? Sono stanco. Sono stanco di porgere le condoglianze alle famiglie devastate che sono là fuori. Sono stanco dei momenti di silenzio. Basta“.

L’attacco da parte del tecnico dei Warriors è stato diretto: “Ci sono 50 senatori in questo momento che si rifiutano di votare una legge che la Camera ha approvato un paio di anni fa. È lì da due anni. C’è un motivo per cui non lo voteranno: mantenere il potere. Chiedo a te, Mitch McConnell, a tutti voi senatori che rifiutate di fare qualsiasi cosa per la violenza, le sparatorie nelle scuole, nei supermercati, vi chiedo: mettete il vostro desiderio di potere prima della vita dei nostri bambini e dei nostri anziani? Perché è così che sembra. Sono stufo. Ne ho avuto abbastanza. Voglio che ogni persona qui, ogni persona che ascolta questo, pensi a suo figlio o nipote, madre o padre, sorella, fratello. Come vi sentireste se questo vi accadesse oggi?“.

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