Dopo le voci e la confermata notizia ormai da praticamente due mesi, ecco arrivare in Italia e finalmente a disposizione di Giuseppe Poeta, Garrison Mathews, colpo estivo dell’Olimpia Milano, pronto all’esordio nel basket continentale. Sarà una sorpresa per tutti, se non per i grandi appassionati del basket americano che l’avranno già visto nelle sue diverse esperienze nella lega professionistica a stelle e strisce. Ma proviamo a conoscerlo meglio, capendo cosa porterà di nuovo all’Armani Milano.
Scheda tecnica di Garrison Mathews
Fin dal college veniva definito un’ala tiratrice (shooting wing). Un esterno di quasi 2 metri con ampio raggio di tiro. Pur rimanendo un giocatore perimetrale, nelle ultime annate le sue percentuali non sono sempre state ottimali, mettendolo ai margini delle rotazioni, venuta meno la specialità. Quando ha avuto maggiore spazio, i risulti sono stati ottimi, dimostrandosi in grado di punire da diverse posizioni. In quanto tiratore, in questi anni NBA ha confermato come la sua specialità siano le soluzioni di spot-up, principalmente in situazioni di catch and shoot. A livello numerico, nonostante un’ultima stagione (coi Pacers) non particolarmente brillante), ha prodotto 1.369 punti per possesso… non male. In un contesto FIBA, con la linea del tiro da tre punti più vicina, questa sua abilità potrebbe valere molto di più che in NBA. Capacità di punire da fuori in situazioni di catch and shoot che torna molto utile anche in situazioni di transizione, dove spesso corre molto bene il campo, copre le corsie laterali e offre sempre ottime linee di passaggio. In una squadra che con molta probabilità sarà maggiormente votata alla transizione rispetto al recente passato, questa abilità potrebbe tornare molto utile.
Le sue doti balistiche poi, non si palesano solo in situazioni di spot-up, ma anche nelle uscite dai blocchi, dove nelle varie stagioni ha mantenuto una certa efficacia: buoni tempi d’uscita e altezza che permette di far partire il tiro da quote importanti, rendendo difficile alle difese disturbare il suo tiro. Aspetto che potrebbe pesare maggiormente in ambito FIBA, contro difensori mediamente più piccoli rispetto a quelli incrociati negli States.
Se nel prendere e tirare si trova molto a suo agio, lo è meno nelle situazioni in cui la difesa lo costringe a dover mettere palla a terra. I suoi numeri in situazioni di spot-up dove deve aggiungere il palleggio sono decisamente più bassi. Nelle stagioni dove ha giocato con più continuità, si è assestato intorno agli 0,9 ppp, su un numero di possessi non eccessivamente alto.
Quello su cui si può garantire che Mathews sia un ottimo acquisto per l’Olimpia è che difficilmente, almeno in questi primi mesi, sarà un giocatore costantemente con la palla in mano, che sia per gli isolamenti, che sia per la creazione dal pick and roll. Ad oggi, le situazioni offensive in cui si è trovato a dover gestire questo tipo di attacco sono state davvero poche e, anche nei suoi anni di college, ha giocato situazioni di pick’n roll solo nel 4,6% dei possessi e nel 4,3% delle volte ha giocato attacchi di ISO.
In definitiva, il suo approdo in Europa ricorda molto quello di Armoni Brooks. Un grande tiratore, specializzato in quello, che arriva dopo aver trovato poco spazio in NBA. Porterà in dote la sua grande specialità, ossia il tiro da scarico e in uscita dai blocchi. In altri ambiti offensivi sarà un giocatore da costruire e che potrebbe avere una certa evoluzione nel corso dei mesi, proponendo soluzioni che non abbiamo ancora visto nei suoi anni in NBA.
Per quanto riguarda l’aspetto difensivo, non siamo di fronte a un grande esperto della materia (come non lo era Armoni Brooks), ma è un giocatore che, per dimensioni e letture, può tornare utile in un sistema difensivo collaudato, dove aiuti e recuperi fanno la differenza. Mathews risulta essere un miglior difensore lontano dalla palla. Uno dei suoi grandi limiti è la mobilità laterale, con difficoltà rilevata nel coprire il campo quando deve ruotare sul tiratore, arrivando sempre con quel mezzo secondo di ritardo, che ad alto livello fa la differenza. Le cose migliori le mostra quando resta a contatto con l’attaccante, sfruttando la buona struttura fisica per disturbare il tiro. Come accennato in precedenza, parliamo di un esterno di 2 metri, che in ambito FIBA avrà un gap fisico minore rispetto a quanto ha affrontato in NBA.
I suoi limiti potrebbero renderlo bersaglio difensivo per gli attacchi avversari, soprattutto contro i grandi giocatori di pick’n roll, sarà pertanto fondamentale per Milano avere un sistema difensivo che lo aiuti il più possibile, se vorrà prolungare il più possibile la sua permanenza in campo. Nel complesso, per chiudere, Garrison Mathes rappresenta un innesto esotico per il mercato meneghino. Gran tiratore, gran potenziale, con la speranza che ripercorra le orme di Brooks. A differenza del texano, Mathews arriva in Europa a 30 anni e con molte più partite NBA alle spalle. L’adattamento potrebbe essere più lungo del suo predecessore, ma le caratteristiche che porterà in dote potranno essere manna dal cielo per l’attacco dell’Olimpia. Di sicuro, sarà uno dei giocatori più interessanti da seguire nella prossima stagione.


