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La Frecciarossa Final Eight 2026 si è chiusa con il trionfo dell’Olimpia Milano, che ha conquistato la propria nona Coppa Italia della storia. Dopo due finali perse consecutivamente, i biancorossi hanno superato una eroica Derthona trascinati da Brooks, Nebo e Guduric, tutti inseriti nel nostro miglior quintetto della competizione, insieme all’altro “milanese” LeDay e a Prentiss Hubb, giocatore che avrebbe dovuto vincere il titolo di MVP del torneo nonostante la sconfitta in finale, andato ad Armoni Brooks, decisivo in semi e finale con le sue triple spacca-partita. Si chiude una competizione meritatamente conquistata dalla squadra di Peppe Poeta, che da seguito alla Supercoppa vinta a fine settembre dalla formazione biancorossa e la lancia verso un finale di stagione nel quale vorrà strappare lo scudetto dalle maglie degli acerrimi rivali della Virtus Bologna e provare a raggiungere la seconda fase di Eurolega. Nota molto positiva per la Bertram Tortona la presenza di Hubb in quintetto: è lui il miglior realizzatore e, oggettivamente, il miglior giocatore dello scorso weekend torinese.

Playmaker – Prentiss Hubb

DEVASTANTE! Questo l’aggettivo che viene immediatamente dopo aver visto le Final Eight giocate da Preniss Hubb, playmaker della Bertram Tortona. Una serie di prestazioni al limite del reale, che l’hanno visto essere miglior realizzatore del torneo con una media di 20 punti a gara e una serie di canestri tanto incredibili quanto decisivi, soprattutto in semifinale contro la Virtus Bologna. Come anticipato nell’incipit, se Tortona avesse vinto il trofeo sarebbe stato a mani basse l’MVP del torneo, ma questo tipo di premi, lo sappiamo, vanno sempre a un giocatore della squadra che vince. Hubb però torna a casa, e il Derthona con lui, con la consapevolezza di essere tra i giocatori più determinanti del campionato e l’obiettivo bianconero resta quello di chiudere tra le prime quattro della stagione regolare, per poi disputare dei playoff da protagonisti.

Guardia – Armoni Brooks

A fine torneo coach Peppe Poeta ha confermato quanto, fin dal suo insediamento da capo allenatore dell’Olimpia Milano, sia stato forte il feeling che lo lega ad Armoni Brooks. In campo si è visto benissimo, soprattutto in semifinale e in finale, quando l’ha lasciato fare, a suo modo… e lui con le sue triple fuori dai giochi ha messo alle corde prima la Germani Brescia e poi la Bertram Derthona Tortona. Nelle tre gare disputate ha viaggiato a 19.7 punti di media, con l’apice dei 27 realizzati contro la Leonessa, partita nella quale ha chiuso con una strepitosa prova balistica da tre punti: 5/7 (71%). Un tris di prove da incorniciare per un giocatore che, sotto l’egida di Ettore Messina spesso non trovava molto spazio, mentre con Poeta è diventato il leader offensivo della squadra. Una scelta che al momento paga e che ha regalato all’EA7 Emporio Armani il secondo trofeo stagionale dopo la Supercoppa italiana.

Ala piccola – Marko Guduric

Altro giocatore rianimato dalla “cura Poeta” è sicuramente Marko Guduric, che dopo un inizio di stagione assai dubbioso (tanto da aver fatto pensare che l’Olimpia avesse fatto l’ennesimo acquisto sbagliato), si sta rivelando elemento determinante. Le sue tre gare alle Final Eight di Torino dicono 15 punti di media con il 90% da due, il 54.5% da tre, il 100% in lunetta (9/9), 3.7 assist e 15.3 di valutazione ad ogni allacciata di scarpa. I 18 punti realizzati in finale sono stati la ciliegina su un torneo che rilancia definitivamente le quotazioni del giocatore serbo, ora atteso da un gran finale di stagione nel quale l’Olimpia deve cercare l’impresa della qualificazione ai play-in di Eurolega e poi puntare dritta alla scudetto.

Ala grande – Zach LeDay

La solidità fatta a giocatore. Anche quando non spicca nei numeri, perché ci sono compagni che (a volte) sanno fare meglio di lui, è sempre un leader, ampiamente riconosciuto dalla squadra. 14 punti di media con il 50% da due e il 50% da tre, 5 falli subiti a partita (10/11 in lunetta), 4.7 rimbalzi e 16.3 di valutazione a serata. In ogni partita ha messo lo zampino facendo sentire la propria presenza, senza esagerare in solismi e lasciando spazio a chi se lo doveva prendere in base ai momenti dei match. LeDay continua a servire all’Olimpia, in ogni competizione. E come detto di Guduric, dovrà ora essere trascinatore dei biancorossi in Eurolega – nella disperata rincorsa a un posto tra le prime dieci della regular season – e nel finale di stagione tra i confini nazionali.

Centro – Josh Nebo

Chiudiamo il cerchio con Josh Nebo, che merita questo posto in quintetto per la crescita avuta durante tutta la stagione e per una finale di Coppa Italia da protagonista. Contro la Bertram per lui 14 punti (che lo hanno fatto arrivare ai 10 di media nelle tre gare di Coppa Italia), con 6/8 da due, 6/8 ai liberi, 11 rimbalzi, 2 falli subiti e 22 di valutazione. Ha vinto lo scontro diretto contro i centri avversari dando solidità nel pitturato all’EA7, che ne ha assoluto bisogno. Se sta bene – e non è un dettaglio visto il lungo periodo in cui è stato fuori causa l’anno scorso – è un giocatore fondamentale per le fortune dell’Olimpia, che recuperato Diop ora può disporre di una coppa di centri validi, considerato lo scarso impiego di Dunston (per lui un massimo di 16 minuti di impiego in LBA).