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La Pallacanestro Cantù, che è riuscita a salvarsi all’ultima giornata dopo una stagione ad alti e bassi, ha cambiato tanto in questa estate e ancora aspetta di completare il roster. L’accoppiata Vitucci (coach) – Giofré (general manager) – insieme ai tempi di Brindisi e Treviso – sta cercando di costruire una squadra che non debba solo pensare alla salvezza (anche se questo sarà il principale obiettivo), ma che possa puntare a qualcosa di più, nell’ottica di una Cantù che oltre al team e al coaching staff ha cambiato anche logo e presto prenderà possesso della nuova Arena, pronta presumibilmente per gennaio 2027.

Sotto canestro ecco Chad Brown

Il primo colpo della nuova dirigenza canturina è stato sotto canestro, con Chad Brown. Esplosivo centro di 206 centimetri per 111 chili, classe 1996. Lungo dinamico con un’importante dimensione interna, che è partito dalla G-League per arrivare in Europa nel 2020. L’ultima stagione l’ha visto impegnato inizialmente nel campionato kosovaro con il KB Trepca, dove superava la doppia cifra di media in Europe Cup e poi nella Winner League israeliana dove, con il Maccabi Ramat Gan, ha chiuso a 11 punti e 9.3 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Sarà presumibilmente lui il centro titolare, con Okeke a fargli da supporto.

Le conferme e gli altri nuovi arrivi

Confermato Riccardo Moraschini, ancora capitano, gli altri nuovi arrivi sono Semaj Christon, Matteo Parravicini e Liam Udom. Il primo viene da una buona stagione con Udine e, nel complesso, da una pluriennale e positiva esperienza nel nostro massimo campionato. Sarà il playmaker titolare, con libertà di prendersi tante responsabilità offensive, disponendo di buone mani soprattutto dalla media e grande capacità in regia. Parravicini, che ha nel suo portfolio una sola presenza in Serie A con Varese nella stagione 2017-18, è reduce da un’ottima annata in A2 con Mestre, dove ha viaggiato a 10.9 punti (massimo in carriera all’ottavo anno di seconda serie nazionale), 1.8 rimbalzi e 1.4 assist. Sarà chiamato a dare riposo e soluzioni alternative a Christon, potendo contare su un buon tiro dall’arco e capacità nel playmaking. E poi c’è Liam Udom, fratello di Mattia, che arriva in LBA dopo le 22 presenze collezionate nella stagione 2022-23 con la maglia della Tezenis Verona (2.2 punti di media). Gli ultimi tre anni, tra Verona e l’ultimo a Rieti, gli sono valsi la chiamata di Cantù per il ritorno in Serie A , specie l’ultimo nel quale ha raccolto le migliori cifre in carriera in termini di media punti (11.1), assist (2.2), ma soprattutto percentuale dal campo, con un più che positivo 49.1% generale e 46.2% da tre che ha convinto Vitucci sulla sua scelta.

Il grande colpo sarebbe Markel Brown

Per completare il roster biancoblu manca ancora qualcosa: due ali forti e un’altra ala piccola, che sarebbe stata individuata in Markel Brown, in uscita da Trieste. L’esterno americano, protagonista delle ultime stagioni in maglia giuliana, spinge per il rispetto del contratto, ma la società – ancora in attesa della formazione del CdA – non può permettersi di garantire le cifre pattuite originariamente. Una situazione complessa che rende inevitabile la strada della transazione, con Cantù che vorrebbe approfittare della situazione per accaparrarsi uno degli esterni più impattanti della Serie A. Inizialmente le indiscrezioni ipotizzavano una duello di mercato con Udine, ma le voci che accostavano il giocatore all’Apu sono state prontamente smentite, facendo strada al club lombardo, a cui mancano ancora due americani e due italiani per chiudere l’organico. Con Brown Vitucci avrebbe un giocatore dal sicuro affidamento, che conosce bene il campionato

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