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6 settembre 2019. Sembra passata un’era geologica e invece non sono neanche due anni. In quel giorno, il Torino di Mazzarri ribaltava il risultato della partita con il Milan e condannava all’esonero Giampaolo. Con una super rimonta e un super Belotti. Toro in festa e Milan allo sbando.

Il 13 maggio 2021 Torino-Milan conta ancora per entrambe, ma in situazioni totalmente cambiate: il Torino dopo Mazzarri ha avuto Longo. Poi Giampaolo, finito esonerato quasi subito come al Milan. Adesso è allenato da Davide Nicola, persona seria e buon tecnico, pochi proclami e tanti fatti. Il Milan lo stesso: da Giampaolo a Pioli solo progressi. Un campionato di vertice, con dei picchi straordinari e un rendimento in trasferta strabiliante.

L’equazione suggerirebbe che mandare via Giampaolo porti risultati ma, aldilà delle colpe dell’allenatore abruzzese, non è così. Resta il fatto che il Toro non è salvo perché Nicola lo ha ereditato moribondo. Resta il fatto che Belotti non fa doppietta da una vita (18 ottobre 2020) e ha segnato solo un gol nelle ultime 13, su rigore. E resta il fatto che quel Milan senza senso che passò in vantaggio con Piatek, oggi è una squadra forte, matura e che va a Torino con molte consapevolezze in più e dopo esserci stata tre giorni prima a demolire ciò che resta della peggior Juve del decennio.

Nelle ultime 8 in campionato tra queste due squadre ci sono state 2 vittorie a testa e 4 pareggi. In sostanza, totale equilibrio. Oggi la differenza in classifica è abissale, il Milan ha più del doppio dei punti del Toro, 35 a 72. Ma la partita di mercoledì è decisiva per entrambe. Troppo importante per il Toro non arrivare all’ultima giornata con il Benevento a portata di impresa. E troppo importante per il Milan, non vanificare il capolavoro di Domenica sera. Meno di due anni e si è ribaltato il mondo. Cosa potrà accadere nei prossimi 90 minuti (più recupero) ?

 

Contenuto a cura di Riccardo Trevisani

Foto (Bennacer e Bremer) Getty Images

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