Quanto si può pensare nel poker prima di fare un’azione? E’ un argomento a lungo discusso in passato e ancora di più negli anni recenti, quelli del post-pandemia caratterizzati dal nuovo boom del poker live.
Registrazioni che nei tornei più famosi arrivano a quattro cifre. Sale piene di tavoli quasi sempre con 9 giocatori. Giornate che durano in media 10 ore, concludendosi a notte inoltrata. Ad un certo punto, è stato necessario velocizzare l’azione.
Da ormai diversi anni, festival come le WSOP, l’European Poker Tour, il WPT e tanti altri di livello internazionale adottano lo shot clock, un timer posizionato sul tavolo che il dealer attiva al turno di ciascun giocatore.
Generalmente, si hanno a disposizione 30 secondi per agire, trascorsi i quali la mano viene automaticamente dichiarata fold (oppure check, ma ormai in pochi tornei). Per le decisioni più complesse, i giocatori possono spendere appositi time bank, ovvero token (gettoni, carte plastificate e via dicendo) che consentono di ottenere tempo supplementare, solitamente altri 30 secondi. Il numero di time bank disponibili e le modalità di utilizzo variano in base al regolamento del torneo.
Lo shot clock è senza dubbio uno strumento utile per rendere più veloci e spettacolari gli eventi live, anche se ci sono ancora giocatori che non lo amano. In ogni caso serve attenzione, perché una svista quando c’è lo shot clock attivo può costare cara.
Lo ha imparato qualche giorno fa David Pelosi, a proprie spese.

Siamo negli Stati Uniti, al WPT Prime Lodge Championship da $1.100 di buy-in, con 25 giocatori ancora in grado di aggiudicarsi il trofeo e la fetta più grande del milione di dollari garantito.
Tra questi c’è ovviamente David Pelosi, giocatore con pochi itm ma tutti recenti e soprattutto 8° lo scorso anno nel WPT World Championship per 325.000 dollari di payout. Insomma, non un pivello.
Lo statunitense di Hudson (Florida) naviga nelle parti basse del count con circa 13bb e ha bisogno di un rapido double-up per puntare ai premi grossi.
L’occasione arriva quando la dealer gli consegna A♥A♣, la migliore starting hand. Pelosi agisce da hijack in quel momento, deve rispondere all’apertura 80k di Matthew McDowell da utg con A♦J♣.
Pelosi non annuncia lo shove, vuole intrappolare l’avversario. Comincia a contare le chip, le dispone in pile per la tribet, pensa ancora un po’ e poi le sposta oltre la betting line. L’operazione, però, risulta troppo lunga perché lo shot ha già esaurito il tempo a disposizione e Pelosi non ha più time-bank da utilizzare!
La dealer chiama il floorman per spiegare l’accaduto, mentre Pelosi si difende dicendo “in realtà stavo già per mettere le mie chip nel piatto. Stavo preparando la pila di gettoni da puntare, quando è suonato il segnale acustico“.
La regola però è chiara: se il tempo finisce prima che le chip abbiano superato la betting line, la mano è “morta”. Assi che finiscono nel muck per una svista.
E c’è anche una conclusione beffarda per David Pelosi, sempre legata a uno o più Assi. Dopo aver recuperato un po’ di stack, il player americano è incappato in un cooler imparabile con AK vs AA sul board A-K-3, cioè doppia coppia per Pelosi e set di Assi del suo avversario. Rimasto con le briciole, è uscito poco dopo (21° per $7.300), coolerato nuovamente AJ vs AA e board senza miracoli!
Immagine di testa credits RIHL