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L’Italia continua il suo percorso di crescita.

Incredibile ma vero: abbiamo una Nazionale. Perché se due indizi – Turchia e Francia – non fanno ancora una prova, e per quella attendiamo l’ultimo confronto di Nations League di questo lunghissimo break delle nazionali lunedì, proprio contro la Turchia ma in casa, è vero anche che il tenore dei due avversari affrontati, entrambi fuori casa tra l’altro, non può passare inosservato.

La Francia di Zidane finora non aveva ancora subito un gol. Lo ha preso da un difensore, Alessandro Bastoni, che è un po’ l’emblema di questa nuova fase azzurra, di questo Mancini bis iniziato sotto una cattiva stella (lo 0-2 contro il Belgio) ma proseguito con due prestazioni di livello. Quelle che seguono sono le nostre pagelle.

  • Donnarumma 7.5 – partita entusiasmante di “Zizo”, che non ha mai abbassato, dobbiamo dirlo, l’asticella del rendimento in Nazionale. Semmai, circondato come è stato da giocatori al di sotto del suo livello, lui che è il vero fuoriclasse di questo gruppo, i suoi voti si sono stabilizzati al ribasso, si direbbe di conseguenza. Ieri fa almeno 3 parate decisive, forse 4 se contiamo il primo dei due tiri di Camavinga. La parata su Rabiot è mostruosa per un portiere della sua stazza. Non ci abitueremo mai a questa meraviglia che abbiamo tra i pali.
  • Kayode 6 – affrontava non uno ma diversi avversari di altissimo livello. La sua partita era delicata soprattutto perché, per caratteristiche, lui è uno abituato a spingere più che a difendere. Ne esce molto bene, concedendosi pure qualche galoppata nella metà campo Bleu.
  • Scalvini 6 – stesso discorso fatto per Kayode: meno compiti di impostazione, lui che predilige salire palla al piede. Più coperture preventive. Con Bastoni, il duo forgiato dalla Primavera dell’Atalanta tiene botta, e sa pure rifilarne una decisiva (l’1-1 del centrale interista).
  • Bastoni 7 – il suo recupero alto su Da Cunha, l’eleganza e il portamento col quale conduce la sfera dopo la riconquista altissima, per poi trafiggere la rete francese tra portiere e difensore, sono un piccolo manifesto della forza della Nazionale Italiana. Che sia proprio Bastoni, al secondo gol consecutivo, a dipingerne la forma, crediamo sia un bel gioco del destino. Ad maiora.
  • Calafiori 5.5 – la sua prova è più ombre che luci. Contro Olise, non la vede quasi mai – d’altra parte, chi in questo momento potrebbe? Quando deve impostare è spesso impreciso e maldestro. Se con Arteta ha compiti più offensivi, con Mancini deve guardarsi maggiormente le spalle, e su questo deve crescere.
  • Fagioli 6 – nonostante rimedi un giallo ad inizio ripresa, non si scompone mai. La sua eleganza non si trova facilmente nel nostro centrocampo e infatti Mancini, stupendo un po’ tutti, lo tiene in campo quasi fino alla fine. Fagioli lo ripaga con una prestazione ordinata, magari non appariscente, ma essenziale (dal 90’ Scamacca s.v.).
  • Tonali 5.5 – soffre terribilmente il tipo di partita che deve fare: attenzione, contrasto e pulizia del pallone. Se sulle prime due Sandro è nel suo, meno lo è nel terzo elemento. Viene spesso mangiato, non riesce ad essere continuo nella sua prestazione, ma era anche alla terza da titolare (dal 62’ Barella 6 – entra e subito si prende un rischio enorme sulla nostra linea di fondo, uscendone però alla grande. Deve crescere, ma ieri qualche segnale c’è stato).
  • Frattesi 6 – continua la crescita di Frattesi come uomo ovunque e comunque: non solo quindi quello che sa inserirsi e subentrare a gara in corso, ma che ha la personalità per giostrare con qualità in mezzo al campo, difendere, leggere – lo fa soprattutto nel primo tempo. Poi la stanchezza ha la meglio anche su di lui (dall’80’ Doumbia s.v.).
  • Esposito S. 6.5 – il voto potrà forse sembrarvi esagerato, ma voi dovete considerare che questo ragazzo è solo alla seconda presenza in Nazionale maggiore. Gioca come un veterano, senza paura mai, con qualità. Non è neanche il suo ruolo quello, ma rispetto all’omologo Kean fa decisamente meglio (dall’80’ Maldini s.v.).
  • Esposito P. 6 – prova di sostanza. Nella prima mezzora ci capisce poco, Upamecano e Jacquet lo inghiottono come Cronos coi suoi figli – e Pio non è certo piccolo. Poi però le cose cambiano, cresce alla distanza e aiuta i compagni ad alzare il baricentro. Quasi mai pericoloso, ma sempre nel vivo (dal 62’ Vergara 6.5 – vale per lui il discorso fatto per Seba Esposito. Due ragazzi giovani, Vergara all’esordio, Seba alla seconda in Nazionale. Giocano con quell’orgoglio umile che alla Nazionale fa e farà benissimo. Ci mette dentro anche alcune giocate di qualità, nonché tanta, tantissima cazzimma).
  • Kean 5.5 – Mancini gli fa giocare tutta la partita, forse per spronarlo. Lui risponde a mozzichi e bocconi. Ci aspettiamo qualcosa di più, decisamente. Ma ieri era una partita di lotta, e lui ha lottato.