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La Formula 1 non si ferma e, a pochi giorni dalle emozioni vissute a Monza, torna subito in pista per uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Da venerdì 11 a domenica 13 settembre si disputa il Gran Premio di Spagna 2026, quattordicesimo round del Mondiale e prima gara della storia sul nuovo circuito cittadino di Madrid. Il Madring rappresenta una novità assoluta per piloti e scuderie. Il tracciato, realizzato nei pressi del centro espositivo IFEMA e della zona di Valdebebas, combina strade normalmente aperte al traffico e sezioni permanenti costruite appositamente per la Formula 1. Una configurazione particolare che renderà fondamentale il lavoro nelle prove libere, durante le quali le squadre dovranno raccogliere dati e individuare rapidamente il miglior assetto. A presentarsi nella capitale spagnola da leader del Mondiale è Kimi Antonelli, reduce dalla straordinaria vittoria ottenuta nel Gran Premio d’Italia. Il pilota della Mercedes ha trionfato a Monza dopo essere partito dalla diciannovesima posizione, centrando il settimo successo della sua stagione e portando a 66 punti il vantaggio sul compagno di squadra George Russell.

Date, orari, qualifiche e gara del GP di Spagna

Venerdì 11 settembre

  • Ore 13:30: Prove libere 1
  • Ore 17:00: Prove libere 2

Sabato 12 settembre

  • Ore 12:30: Prove libere 3
  • Ore 16:00: Qualifiche

Domenica 13 settembre

  • Ore 15:00: Gara

Dove vedere il GP di Spagna?

L’intero weekend del Gran Premio di Spagna 2026 sarà trasmesso in diretta televisiva su Sky Sport F1 e Sky Sport Uno. Gli abbonati potranno seguire prove libere, qualifiche e gara anche in streaming attraverso Sky Go e NOW, utilizzando il pass Sport. Su TV8 non è prevista la diretta in chiaro. Le qualifiche saranno trasmesse gratuitamente in differita sabato 12 settembre alle 18 e 30, mentre la gara potrà essere vista domenica 13 settembre a partire dalle 18. Entrambi gli appuntamenti saranno disponibili anche in streaming sul sito di TV8.

Statistiche e record del tracciato

Trattandosi della prima edizione disputata sul circuito di Madrid, il Madring non possiede ancora un albo d’oro, un giro record ufficiale o un pilota capace di vantare più vittorie. Il weekend del 2026 servirà quindi a stabilire tutti i primi riferimenti statistici della pista: dal poleman al vincitore, passando per il giro più veloce in gara. Il Gran Premio di Spagna ha però una storia molto lunga. Prima dell’arrivo nella capitale, la corsa è stata ospitata da diversi circuiti, tra cui Jarama, Montjuïc, Jerez de la Frontera e soprattutto Barcellona, sede dell’appuntamento dal 1991 al 2025. Madrid apre dunque un capitolo completamente nuovo. Ogni risultato ottenuto nel fine settimana entrerà direttamente nella storia del circuito, aggiungendo ulteriore fascino a un appuntamento già circondato da grande curiosità.

Caratteristiche del circuito

Il Madring misura 5,416 chilometri e presenta 22 curve, 12 a destra e 10 a sinistra. Il tracciato si percorre in senso orario e alterna sezioni molto diverse tra loro: curve veloci in sequenza, tratti più lenti e stretti e due rettilinei principali sui quali sarà possibile utilizzare i sistemi aerodinamici per favorire i sorpassi. L’elemento più riconoscibile è la curva 12, denominata “Monumental”. Si tratta di una lunga piega sopraelevata di circa 550 metri, con un’inclinazione che può raggiungere il 24%. Una sezione spettacolare, destinata a diventare l’immagine simbolo del circuito madrileno. Le numerose curve renderanno necessario un buon livello di carico aerodinamico, ma le squadre dovranno trovare un compromesso per non perdere troppo tempo sui rettilinei. Anche la gestione delle gomme potrebbe assumere un ruolo importante, soprattutto perché l’asfalto nuovo potrebbe evolversi sensibilmente tra una sessione e l’altra. La natura parzialmente cittadina del tracciato aumenta inoltre la possibilità di errori e incidenti. Le vie di fuga ridotte in alcuni punti e la scarsa conoscenza della pista potrebbero favorire l’ingresso della Safety Car e rendere la gara imprevedibile dal punto di vista strategico.

Che cosa aspettarsi dal GP di Spagna?

La Mercedes parte ancora una volta tra le principali favorite. Antonelli arriva a Madrid sulle ali dell’entusiasmo dopo l’impresa di Monza e può gestire un vantaggio importante in classifica. Il giovane italiano non avrà però interesse ad accontentarsi: una nuova vittoria gli permetterebbe di compiere un altro passo verso il titolo mondiale. Il primo a dover reagire sarà George Russell, distante 66 punti dal compagno di squadra. Il britannico deve provare a interrompere la fuga di Antonelli per evitare che il confronto interno alla Mercedes e la lotta per il campionato prendano una direzione definitiva. Grande attenzione anche sulla Ferrari, chiamata a riscattare un weekend italiano molto negativo. Lewis Hamilton ha concluso la gara di Monza al sesto posto, mentre Charles Leclerc si è ritirato dopo essere finito contro le barriere nelle fasi iniziali. Il maggiore carico aerodinamico richiesto dal Madring potrebbe aiutare la monoposto di Maranello, ma servirà una prestazione pulita per ridurre il distacco dalla Mercedes. Tra le candidate alla vittoria non può essere esclusa la McLaren. Lando Norris sta attraversando un buon momento di forma, mentre Oscar Piastri cerca un risultato capace di rilanciare una stagione finora complicata. Da tenere d’occhio anche Max Verstappen, salito sul podio in tre delle ultime quattro gare, e Pierre Gasly, reduce dalla sorprendente pole position conquistata a Monza con l’Alpine. Fernando Alonso e Carlos Sainz potranno infine contare sul sostegno del pubblico di casa. In un circuito completamente nuovo, però, le gerarchie potrebbero cambiare rapidamente: adattamento, affidabilità e capacità di leggere l’evoluzione della pista faranno la differenza. Madrid è pronta al debutto e il primo GP della storia del Madring promette spettacolo.