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L’edizione numero 113 del Tour de France, quella del 2026, è pronta per regalare agli appassionati tre settimane di grande spettacolo, anche attraverso il percorso in programma. I migliori ciclisti del mondo a caccia della Maglia Gialla o anche semplicemente del podio finale di Parigi, momento da consegnare alla gloria.

Come ogni anno il tracciato previsto, le 21 tappe in programma, sarà un punto-chiave della Grande Boucle. Andiamo dunque ad analizzare il tracciato, condizionato anche dalla partenza, dal “Grand Départ” di Barcellona.

Tour de France 2026, Grand Départ o.. “Grande Salida”

Tre anni dopo la Grande Boucle parte dalla Spagna, terra di grande e calorosa passione per il ciclismo. Nel 2023 fu Bilbao ad accogliere la prima tappa, con vittoria di Adam Yates sul fratello gemello Simon. Stavolta tocca a Barcellona e in generale alla Catalunya, protagonista delle prime tre tappe.

E l’inizio è curioso, quantomeno diverso dalle solite partenze di tutte le corse a tappe. L’appuntamento infatti è con una cronometro a squadre, una specialità che manca al Tour dal 2019, addirittura. Vittoria all’epoca per la Visma, sulle strade di Bruxelles, nella seconda frazione in programma.

A Barcellona invece prima Maglia Gialla in palio, la RedBull di Evenepoel è favorita per la bravura del corridore belga nelle prove contro il tempo, ma sarà importante il lavoro di squadra, naturalmente, e non disunirsi.

Le successive due tappe poi non daranno molta tregua ai corridori, specialmente la terza frazione con arrivo in Francia, a Les Angles, dopo un continuo saliscendi. Probabilmente la Maglia Gialla a quel punto sarà diversa da quella del primo giorno.

Pirenei, percorso un po’ decaffeinato

Inevitabilmente da quel punto in avanti saranno i Pirenei i protagonisti, per motivi prettamente geografici. Anche per questo motivo parti altrimenti importanti e molto battute della Francia, come il nordovest, non sono stati compresi nel tracciato di quest’anno.

La prima frazione tranquilla dovrebbe essere la quinta, con la volata di Pau, città unanimemente riconosciuta come “La porta dei Pirenei”.

E infatti già dal giorno successivo si comincia a salire per davvero, anche se solo per una frazione davvero dura, quella con arrivo (inedito) a Gavarnie-Gèdre. Si scalano l’Aspin e soprattutto il Tourmalet, ma in una collocazione un po’ abbandonata, in mezzo ad altri sprint.

Tranquillità assoluta, a dire il vero, nelle successive due tappe del Tour de France 2026, che dovrebbero prevedere due volate a Bordeaux e a Bergerac. E siamo già alla seconda domenica, alla vigilia del primo giorno di riposo, con i 3300 metri di dislivello della frazione che termina a Ussel.

Le Lioran, la grande attesa

Subito dopo il giorno di riposo, a metà esatta del percorso del Tour de France 2026, una delle tappe più attese, peraltro il 14 luglio, festa nazionale francese. Da Aurillac si va a Le Lioran, sul Massiccio Centrale, dove nel 2024 Pogacar e Vingegaard diedero vita a una battaglia di sportellate vinta dal danese.

Dopo altri due sprint, a Nevers e Chalon sur Saone, riecco le tappe dure. Antipasto del weekend, la Dole-Belfort, tappa più lunga di questa edizione coi 205 chilometri: il mitico Ballon d’Alsace sarà il punto più iconico di questa frazione.

Fine settimana poi micidiale, con una doppietta di tappe sui Vosgi. La Mulhouse-Le Markstein/Fellering è più breve, 153 chilometri, ma senza respiro, sempre in zona Ballon d’Alsace, con il Grand Ballon nello specifico.

La domenica viene riproposta la salita, 34 anni dopo l’ultima volta, del temibile Mont Salève, anche se il finale sul Plateau de Solaison, salita “Hors Categorie”, rischia di azzerare le ambizioni di molti corridori.

Il percorso del Tour de France 2026 finisce sull’Alpe d’Huez

Dopo il secondo e ultimo giorno di riposo il gruppo ricomincia con la seconda cronometro, stavolta individuale: 26,1 chilometri, da Evian a Thonon-Les-Bains. Siamo già in zona sud-est, verso le Alpi. Tappa di puro trasferimento da Chambery a Voiron e poi solo montagne, per tre tappe consecutive.

Difficile vedere fuochi d’artificio subito, dalla quart’ultima frazione con arrivo a Orcières-Merlettes. Già dalla tappa successiva però si prevede grande spettacolo: partenza da Gap, arrivo all’Alpe d’Huez, una delle salite più celebri del ciclismo, con i suoi 21 tornanti. Giornata molto breve, di appena 128 chilometri.

La cosa bella è anche la tappa successiva, stavolta con partenza da Le Bourg d’Oisans, finisce sull’Alpe d’Huez, con 43 chilometri in più però, e prendendo un’altra strada, quella del Telegraphe e del Galibier.

A questo punto la classifica generale sarà definitiva, pronta per l’ultima passerella di Parigi, con classico traguardo degli Champs Elysées: come l’anno scorso, dopo una tripla salita alla collina di Montmartre, molto spettacolare.