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Come si legge in un articolo di Calcio e finanza, una domanda che sta assillando giornalisti e appassionati, in questi giorni, è come faccia il Como a permettersi l’acquisto di Nico Paz dal Real Madrid. L’accordo col club spagnolo è già stato trovato, anche se manca ancora l’ufficialità. Le cifre sono mostruose: il Real Madrid aveva esercitato il diritto di recompra, ma in quel ruolo è copertissimo – solo per fare due nomi: Guler e Mastantuono.

Ha quindi ascoltato le richieste del ragazzo, che vuole continuare la sua esperienza al Como, e quelle della società, che ha raggiunto il tetto dei 60 milioni di euro – una cifra spaventosa per un club che, ricordiamolo, tre anni fa giocava in Serie B e quattro anni fa in Serie C. Sull’articolo di Calcio e finanza, si legge che «contestualmente, nell’accordo sarà inserita una nuova recompra in favore del Real Madrid addirittura a quota 80 milioni di euro. Un modo per il club presieduto da Florentino Perez di mantenere il controllo sull’argentino».

Dobbiamo partire necessariamente da questa notizia per provare a immaginare le strategie di mercato dei lariani, che comunque saranno in linea con le ultime due stagioni: tenere i migliori, e Nico Paz – lo scorso anno 13 reti e 8 assist – ne è l’esempio; acquistare giovani di prospettiva, affiancandoci qualche giocatore di esperienza.

Di questi ultimi, ad esempio, Alberto Moreno e Sergi Roberto potrebbero salutare dopo un solo anno di esperienza in laguna. Sempre a proposito di permanenze, non possiamo dimenticarci del rinnovo di Fabregas, corteggiato da molte squadre ma convintissimo del progetto Como – una società giovane e ricca, che può davvero scrivere pagine importanti nella storia di questo sport nei prossimi anni.

Tenere i migliori, prendere i futuri crack: le strategie di mercato alla luce del FPF

In attesa di scoprire, dal bilancio, le reali cifre del trasferimento, si tratta comunque di un affare particolarmente oneroso per un club che, ricordiamolo, nell’esercizio al 30 giugno 2025 aveva fatto registrare ricavi per poco più di 55 milioni di euro a fronte di un rosso di 105 milioni. Dati di questo tipo fanno sorgere più di una domanda sulle possibilità del Como di fare (questo tipo di) mercato, anche alla luce del fatto che i lariani dovranno rispettare il fair play finanziario (d’ora in avanti = FPF) avendo avuto accesso alla prossima Champions League.

Questi movimenti economici strutturano inevitabilmente le strategie di mercato del Como, che vuole puntare a rinforzarsi per regalarsi una grande Champions senza perdere di vista l’obiettivo cardine: centrare nuovamente l’Europa, possibilmente di nuovo dalla porta principale e più luminosa della Coppa dalle Grandi Orecchie. La famiglia Hartono ha ingenti capitali, e già questa è una risposta che spiega a sufficienza le possibilità finanziarie del Como. I due fratelli Robert e Michael (morto di recente), infatti, avevano un patrimonio combinato di quasi 44 miliardi di dollari e dal 2019 al 2025 hanno versato nel club quasi 300 milioni di euro

Insomma, sono gli investimenti degli azionisti (insieme al lavoro del management, fondamentale per sfruttare le risorse messe a disposizione) che hanno consentito al Como di raggiungere i risultati di queste ultime stagioni e di non doversi preoccupare di spese monstre come quella per Nico Paz. Sarebbe però anche ingeneroso e scorretto legare i risultati del Como unicamente alle spese economiche – perché club come Milan e Juventus, solo per fare due esempi, hanno investito anche di più lo scorso anno, ma con risultati peggiori. Il vero deus ex machina del Como, che anche quest’anno sta lavorando alacremente per regalare a Fabregas una squadra in linea con la sua idea di calcio è Carlaberto Ludi, classe ’82 che dalla promozione in C (2019) ad oggi, è stato il direttore sportivo del Como.

Obiettivi presenti – e strategie economiche future

L’obiettivo dei lariani in estate sarà di prendere un difensore forte, possibilmente con esperienza; un centrocampista che aggiunga qualche gol in più al reparto offensivo; un attaccante che possa dare manforte a Douvikas e Morata.

In conclusione di articolo, qualche dettaglio sulla situazione legata al FPF, che abbiamo solo accennato. Sulla base di quanto previsto dalla “football earnings rule”, gli esercizi economici delle società possono prevedere un rosso aggregato di 5 milioni, che può essere aumentato fino a 60 milioni di euro se le perdite risultano coperte da versamenti o da patrimonio netto (soglia che può essere alzata di ulteriori 10 milioni per esercizio per quei club che mostrano un buono stato di salute a livello economico finanziario). Come riporta Calcio e finanza «il Como, pur eliminando i cosiddetti costi virtuosi (quelli che la UEFA non considera ai fini del calcolo per la perdita aggregata), sarà sicuramente oltre questa soglia».

Lo stesso «accadrà verosimilmente per il secondo parametro chiave, quello dello “squad cost”, che misura il rapporto tra i ricavi e il costo della rosa e che non può superare il 70%. Una volta che la UEFA avrà analizzato i conti e verificato le violazioni, il Como siglerà un settlement agreement della durata di tre o quattro anni, un piano di rientro – già sottoscritto da club come Inter, Milan e Roma, ma anche dalla Juventus – che prevedeuna multa (una parte fissa e una parte condizionata al raggiungimento di determinati obiettivi), eventuali limitazioni alla rosa e che mira a mettere i club nella condizione di riportare i conti in equilibrio. Nel mezzo saranno definiti obiettivi intermedi che il Como dovrà impegnarsi a rispettare, per evitare sanzioni ulteriori e il rischio di un’esclusione dalle coppe».

È qui che il Como dovrà prestare attenzione ai costi e cercare di aumentare i propri ricavi. I premi Champions, in questo senso, sono sicuramente un dato importante per cominciare col piede giusto ma, per non esserne schiavi nel caso di un mancato raggiungimento dell’obiettivo nei prossimi anni (vedi il caso del Milan, ma anche della Juventus), sarà importante riuscire a sfruttare al meglio le voci economiche dei proventi dello stadio, del marketing e, sul modello Atalanta, anche del player-trading.

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