Il Gran Premio d’Austria restituisce un Mondiale più aperto che mai. Sul caldo asfalto del Red Bull Ring è George Russell a firmare una delle prestazioni più convincenti della sua stagione, dominando la gara dalla pole position fino alla bandiera a scacchi senza concedere la minima occasione agli avversari. Il pilota Mercedes costruisce il successo attraverso una gestione impeccabile delle gomme e dei tempi di gara, dimostrando maturità e velocità in ogni fase del weekend. Alle sue spalle arriva un Max Verstappen finalmente competitivo. Dopo settimane complicate, l’olandese ritrova una Red Bull all’altezza e torna a lottare per la vittoria, anche se nel finale non riesce mai realmente ad impensierire Russell. Completa il podio Kimi Antonelli, ancora una volta protagonista di una gara di altissimo livello che conferma il suo ruolo di leader del Mondiale La grande delusione è invece la Ferrari. Dopo una qualifica che aveva acceso l’entusiasmo, la SF-26 perde completamente competitività nella gestione delle gomme Medium e Hard. Hamilton limita i danni con il quinto posto, mentre Leclerc vive una domenica da dimenticare precipitando fino all’ottava posizione. Andiamo a dare dei voti ai protagonisti, sia in positivo che in negativo:
George Russell – 10
Weekend semplicemente perfetto. Pole position, partenza impeccabile, gestione della corsa da veterano e nessuna sbavatura nell’arco dei 71 giri. Russell interpreta alla perfezione una gara complicata dal caldo e dal degrado degli pneumatici. Verstappen negli ultimi giri prova ad avvicinarsi, ma senza mai entrare realmente nella zona DRS. Il britannico controlla ogni tentativo di undercut e risponde con tempi sempre competitivi quando serve. Una vittoria che vale molto più dei 25 punti conquistati: Mercedes conferma di essere ormai stabilmente una delle monoposto di riferimento del campionato.
Max Verstappen – 9
Bentornato! Non vince, ma forse è il sorriso visto nel dopo gara a raccontare meglio la sua domenica. Dopo diverse settimane difficili, la Red Bull torna finalmente competitiva e Verstappen sfrutta ogni occasione disponibile. Perde qualcosa nelle prime fasi di gara, rallentato anche dalle lotte con le Ferrari e con Antonelli, ma poi costruisce un secondo stint eccellente che gli permette di arrivare fino alla scia di Russell. Non basta per giocarsi il successo, ma è una prestazione che restituisce fiducia a tutto il team.
Kimi Antonelli – 9
Ha solo diciannove anni ma corre con una maturità impressionante. La sua gara è probabilmente la più difficile tra i primi tre. Deve superare il traffico iniziale, battagliare ruota a ruota con entrambe le Ferrari e recuperare terreno dopo le soste. Per qualche giro si ritrova anche virtualmente leader della corsa grazie alle strategie, poi riprende la propria posizione e nel finale prova persino ad avvicinarsi a Verstappen. Il podio consolida la leadership mondiale e conferma come il giovane italiano sia ormai una presenza fissa nelle posizioni che contano.
Oscar Piastri – 8
Silenzioso ma estremamente efficace. Non ha il ritmo per giocarsi il podio ma sfrutta alla perfezione il crollo Ferrari e porta la McLaren fino al quarto posto. Sempre pulito, costante e senza errori. Fa esattamente ciò che la squadra gli chiede.
Lewis Hamilton – 6,5
Ci prova. La partenza è probabilmente il momento migliore della sua gara. Attacca subito Leclerc e conquista la posizione facendo sperare in una Ferrari competitiva anche sul passo. L’illusione dura pochi giri. Con il passare della corsa la SF-26 perde completamente prestazione sulle Medium e sulle Hard e Hamilton è costretto addirittura ad anticipare il passaggio alle Soft per provare a difendersi. Il quinto posto limita i danni ma non può soddisfare né lui né la Ferrari.
Isack Hadjar – 8
Continua a stupire. Ancora una volta sfrutta al massimo il potenziale della vettura e chiude davanti a una Ferrari ufficiale. Una gara intelligente, concreta e senza errori che conferma quanto il francese stia crescendo gara dopo gara.
Lando Norris – 6,5
Weekend anonimo. Recupera nel finale fino al settimo posto ma da un campione del mondo ci si aspetta qualcosa in più. Approfitta soprattutto del crollo Ferrari senza mai essere realmente protagonista della lotta per il podio.
Charles Leclerc – 4,5
Una delle gare più deludenti della stagione. Partiva dalla prima fila con l’obiettivo dichiarato di lottare per il successo. Dopo pochi giri perde la posizione su Hamilton e da quel momento inizia un lento ma inesorabile declino. Le gomme Medium e Hard diventano un incubo e il monegasco viene superato prima da Piastri, poi da Hadjar e infine anche da Norris. Chiudere ottavo dopo una qualifica così promettente è un risultato che pesa tantissimo sia sul morale sia in classifica.
Liam Lawson – 7
Porta altri punti preziosi alla Racing Bulls. Non fa rumore, ma conclude ancora una volta in top ten confermando il grande momento della squadra.
Arvid Lindblad – 7
Altro weekend convincente. Il giovane talento completa la doppia zona punti della Racing Bulls con una prestazione molto matura e priva di errori.
Mercedes – 10
Weekend dominato. Pole, vittoria e doppio podio rappresentano il massimo risultato possibile. La W17 si dimostra competitiva in tutte le condizioni, velocissima sul giro secco ma soprattutto perfetta nella gestione degli pneumatici. La sensazione è che il progetto abbia ormai raggiunto una maturità tecnica che permette alla squadra di adattarsi a qualsiasi circuito.
Red Bull – 8,5
Segnali finalmente incoraggianti. La RB22 sembra aver risolto almeno parte dei problemi emersi nelle ultime gare. Verstappen torna a lottare per la vittoria e il passo gara è decisamente più convincente. Ottima anche la prova di Hadjar.
McLaren – 7
Weekend positivo ma senza acuti. Piastri conquista un buon quarto posto mentre Norris limita i danni con il settimo. Manca però quella velocità che aveva caratterizzato la squadra nelle ultime uscite.
Racing Bulls – 8,5
Sempre più quinta forza del campionato. Lawson e Lindblad entrano entrambi in zona punti confermando la straordinaria crescita del team. Una squadra ormai stabilmente davanti a realtà ben più blasonate.
Ferrari – 4
La vera bocciata del weekend. La seconda e la terza posizione in qualifica avevano fatto immaginare una Ferrari finalmente pronta a giocarsi la vittoria anche sul passo gara. Invece succede l’esatto contrario. La SF-26 crolla completamente quando entrano in gioco le gomme Medium e Hard, perdendo ritmo giro dopo giro fino a trasformarsi nella quarta o addirittura quinta forza in pista. Hamilton salva il salvabile con il quinto posto, Leclerc sprofonda fino all’ottava posizione, mentre gli avversari diretti allungano in classifica. Barcellona aveva lasciato intravedere progressi importanti nella gestione degli pneumatici. Spielberg cancella ogni certezza e riporta la Scuderia davanti a interrogativi pesanti.
La Formula 1, però, non concede pause. Tra pochi giorni si torna già in pista a Silverstone per un altro appuntamento fondamentale del Mondiale. Mercedes arriva con il morale alle stelle, Red Bull ritrova fiducia davanti al proprio pubblico e Ferrari è chiamata a reagire immediatamente. Perché il rischio, dopo un weekend così, è che il problema non sia stato soltanto l’Austria.

