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Perché i Friedkin sono chiamati ad investire.

Dopo tanti anni di sofferenza economica, di rebound, settlement agreement, e altri complicati termini in lingua inglese coi quali i semplici – ma di quella semplicità che è propria delle cose grandi – tifosi della Roma hanno dovuto convivere e condividere le proprie giornate negli ultimi sei anni, finalmente la presidenza a stelle e strisce dei Friedkin può respirare.

Tra paletti UEFA e stadio: solo notizie positive per i Friedkin

Non che l’Uefa abbia aperto i suoi rubinetti – quelli della Roma sono infatti ancora vincolati, almeno parzialmente, agli accordi di natura economica sul debito e sul fair play finanziario – ma l’ingresso in Champions dei giallorossi, a distanza di otto anni dall’ultima volta, rappresenta senza dubbio una svolta per le casse – già molto facoltose: ma finora vincolate ai paletti di cui sopra – della presidenza americana. Insieme all’ingresso in Champions, ottenuto peraltro come terza migliore squadra del campionato – dopo Inter e Napoli –, la presidenza Friedkin ha poi festeggiato l’ufficialità sulla conferma della conferenza dei servizi per l’inizio dei lavori che porterà i giallorossi ad avere il proprio stadio, nella zona di Pietralata – quadrante Nord-Est della Capitale – nel giro di un paio d’anni al massimo.

Gualtieri, sindaco di Roma e tifoso romanista, ha annunciato il suo sì allo stadio, in sede prima ufficiosa e poi ufficiale, con un sorriso che è il simbolo della prosperità della Roma in questa fase della sua storia. Detto altrimenti: sembrano esserci tutte le condizioni per vivere una stagione da sogno, peraltro nell’anno del Centenario della fondazione dell’Associazione Sportiva Roma, datata 1927.

Gasperini e Leonardi: i veri deus ex machina del mercato

In assenza di nomi certi – anche se sui probabili spenderemo almeno due parole tra breve – ci interessa qui delineare la strategia di mercato della Roma, in base alla formazione di partenza che quest’anno ha già raggiunto grandi risultati con Gasperini.

Sottolineiamo che è l’ex tecnico dell’Atalanta il vero deus ex machina – insieme al DS (radiato, ma ancora operativo) Leonardi, ex storico dirigente del Parma, a muovere i fili del mercato. Loro due, scavalcando Massara e Ranieri, hanno invocato con urgenza gli acquisti di Wesley e Malen, decisivi – in fasi diverse della stagione – per l’approdo in Champions dei giallorossi.

Le richieste di Gasp: due grandi nomi per l’attacco

Si capisce così come mai proprio Massara e Ranieri siano stati sollevati dai propri ruoli, a distanza di un mese uno dall’altro. Il nuovo DS della Roma è Tony d’Amico, ex Atalanta e Hellas Verona, ma ufficiosamente è Leonardi a consigliare Gasperini, e Gasperini a consigliare Friedkin. La sinergia che c’è tra i nomi chiamati or ora in causa è troppo consolidata per ipotizzare scenari differenti in sede dirigenziale.

E così come il duo Leonardi-Gasperini aveva chiesto a gran voce Malen, nel mercato invernale, ecco che ora pare aver chiesto con forza Greenwood, di proprietà del Marsiglia, per la prossima stagione. Il costo del cartellino dell’inglese è molto alto, anche perché il Marsiglia ha una percentuale sulla rivendita da garantire al Manchester United: la richiesta dell’OM è sui 50 milioni, raggiungibili in vario modo.

Siamo convinti che la Roma alla fine arriverà a prendere Greenwood. Ma non è l’unico big che vorrebbe Gasperini in rosa. L’obiettivo è dichiarato: vincere lo Scudetto e fare bene in Champions. Greenwood non basterebbe per entrambi gli obiettivi. Ecco allora che l’altro nome fatto è quello di Summerville, ora al West Ham (retrocesso in serie b inglese), valutato sui 30 milioni, olandese come Malen – col quale ha un ottimo rapporto.

Il fantasista oranje è un giocatore fenomenale, potrebbe davvero svoltare l’attacco dei giallorossi e con Greenwood e Malen formerebbe senz’altro il trio più forte della Serie A. Gli altri nomi sul taccuino di Gasp, questi sì alternativi a quelli appena menzionati, sono Nusa, norvegese che sta facendo faville anche al Mondiale, e Alajbegovic, giovanissima ala bosniaca che segue mezza Europa.

La strategia di mercato, aspettando i rinnovi di Dybala e Pellegrini, è molto chiara: rinforzare l’attacco, da sempre un reparto ricchissimo nelle squadre di Gasperini – per la “gioia” dei fantallenatori –, irrobustire il centrocampo e mantenere la difesa titolare, possibilmente con un innesto sulle due corsie, punto debole se Wesley si fa male o è assente, come spesso è capitato in stagione. Una cosa è certa: i tifosi della Roma possono sognare in grande, Roma grande e vincente sarà.